Da dove deriva il ghiaccio marziano così abbondante sul pianeta rosso?
Secondo Peter H. Smith, ricercatore del Lunar and Planetary Laboratory dell’UA e coordinatore della missione "l’origine del ghiaccio resta un mistero”, "Potrebbe essere ciò che resta di un’antica calotta polare che si contrasse successivamente oppure potrebbe essere neve che si è poi ghiacciata”.
All’inizio si ipotizzava la presenza di ghiaccio a partire dal vapore d’acqua condensato negli strati alti dell’atmosfera e ricaduto al suolo… ora il rinvenimento di perclorato nel ghiaccio ha generato un “effetto sorpresa”.
"Nessuno contemplava il perclorato nella lista dei possibili composti chimici: invece ne abbiamo trovato in concentrazioni notevoli, più alta anche di quella di sali più comuni, come il cloruro di sodio", ha sottolineato Smith.
Infine, durante la missione, i ricercatori sono stati testimoni di fenomeni quali la brina e la neve.
"La brina era prevista, ma la neve è stata una piacevole sorpresa” ha concluso Smith. “In estate, c’era molta polvere nell’atmosfera; avvicinandosi all’autunno la polvere si è diradata, e all’improvviso si sono formate nubi di ghiaccio a circa 4 chilometri al di sopra della superficie. Potevamo vedere le nuvole basse che si muovevano nel campo visivo della camera, e una volta abbiamo anche osservato la neve scendere dalla parte inferiore delle nubi. È stato molto eccitante vedere i cambiamenti quotidiani del meteo: nessun altro prima di noi aveva mai fatto una simile esperienza.”
Via: Le Scienze











