“Un piccolo passo per l’uomo, un balzo enorme per l’umanità”: era il 20 luglio 1969, esattamente 40 anni fa, quando Neil Armstrong, dopo un viaggio di oltre 3 giorni, mise piede sulla Luna davanti ad oltre 600 milioni di persone incollate davanti ai teleschermi.
L’impresa dei tre astronauti (Neil Armstrong, Buzz Al drin e Michael Collins) a bordo dell’Apollo 11 ha segnato una svolta epocale nella storia dell’astronomia e dell’umanità, pari forse a quella di Cristoforo Colombo 500 anni prima: l’uomo aveva superato la sua dimensione terrena per spingersi ben oltre, su di un’altra terra, su un’altra gravità… aveva portato il suo “seme” nell’universo.
Una missione con la M maiuscola che ha cambiato il mondo e il modo di pensare e di vivere anche per molti terrestri. La nostra Terra da lassù appariva piccola e insignificante, ma al contempo da proteggere e custodire, un essere vivente dal nome Gaia come l’aveva chiamata James Lovelock.
Quante cose sono cambiate da allora…
Il computer, allora di potenza ridottissima (le nostre calcolatrici scientifiche hanno una potenza di calcolo nettamente maggiore del PC utilizzato da Armstrong per l’allunaggio), ha subito un balzo tecnologico non indifferente sia nella potenza che nelle dimensioni: da strumento “primitivo” per svolgere semplici calcoli a un concentrato di tecnologia per prevedere anche uragani dall’altra parte del mondo.
Il pacemaker, allora utilizzato dalla NASA per monitorare le condizioni a bordo degli astronauti, è oggi un valido strumento per controllare e regolare il funzionamento del cuore. Gli “stivali spaziali”, creati dall’azienda DuPont, sono ora un prodotto di massa… la gomma adottata nello spazio ora si trova in scarpe da ginnastica, anfibi e talvolta anche su capi di abbigliamento (ed anche questa tecnologia ha subito un balzo enorme).
E che dire dei liofilizzati o dei prodotti in polvere? Prima di allora non si conosceva neppure cosa fossero: oggi sono qualcosa all’ordine del giorno e fanno crescere i nostri bambini sani e belli (ed hanno contribuito in maniera significativa anche a ridurre la mortalità infantile).
E queste sono solo alcune ricadute che hanno cambiato la nostra vita: si stimano siano state oltre 160.000!
La missione Apollo 11 fu la base per tutte le missioni seguenti: Aldrin e Armstrong tastarono il terreno (famosissimo il santo del canguro di Aldrin) e portarono a casa diversi campioni Lunari da far analizzare. Aldrin notò che camminare tra la luce solare diretta e l’ombra dell’Eagle non provocava cambiamenti significativi di temperatura nella tuta spaziale, a differenza del casco che risultava più caldo sotto il Sole.
La missione fu un successo senza precedenti: dopo più di ventuno ore e mezzo i due Moon-walkers lasciarono (forse con dispiacere ma con grandi ricordi) la Luna e su di essa alcune apparecchiature scientifiche quali un prisma retroriflettente, una bandiera americana e una placca con i disegni dei due emisferi terrestri, un’iscrizione, le firme degli astronauti e del presidente Nixon e un’altra frase che rimarrà per sempre nella memoria di tutti: “Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna Luglio, 1969 d.C. Siamo venuti in pace… per tutta l’umanità”.