E così si conclude anche questa edizione del “Paris Air Show”, la manifestazione più importante dedicata al mondo del volo e dello spazio.
Questa edizione, la centesima della sua storia, la ricorderanno in tanti: la crisi mondiale ha infatti lasciato a casa molti produttori e molte aziende aeronautiche. Nonostante tutto vi è stato comunque un record di espositori, oltre 2000, e una voglia di “rinascita” avvertita dai numerosi nuovi prodotti e tecnologie esposte al salone francese.
Interessante ad esempio il primo volo in una manifestazione pubblica del Superjet 100, velivolo realizzato in cooperazione tra Sukhoi e Alenia Aeronautica, o ancora il primo elicottero UAV, lo Schiebel Camcopter.
E per quanto riguarda i grandi produttori?
Boeing e Airbus hanno messo in mostra (per ora solo con diversi mockup) alcuni dei loro prodotti (Airbus ad esempio il nuovo A350 XWB o Boeing il Dreamliner 787, l’aereo totalmente in materiale composito), cercando così di conquistare contratti e mantenendo alta la loro quota di mercato.
Per quanto riguarda Embraer, l’azienda brasiliana mette in bella luce i suoi jet da 100 posti e fa di tutto per vendere nuovi velivoli: la crisi è arrivata infatti anche in Brasile e, anche in casa giallo – oro, sono previsti oltre 4.000 licenziamenti.
Crisi duratura o ritorno ai vecchi ritmi?
Non si sa. Fatto sta che, fin ora, le grosse aziende aeronautiche ricominciano a vendere. Ad esempio Airbus, dopo i soli 11 ordini ricevuti dall’inizio dell’anno, ha siglato 58 ordini solo a Le Bourget. Numeri comunque piccoli se paragonati a quelli dell’anno scorso in cui, di questi tempi, erano stati siglati tra Boeing e Airbus ordini per 884 velivoli.
Si spera soltanto che il nuovo super-avveniristico Boeing 787 e il nuovo A330 XWB (che si spera abbia risolto i problemi, ancora misteriosi, del fratello minore A330) daranno una forte scossa al mercato. Una scossa che riporterà non solo l’economia a decollare, ma anche un beneficio per tutti i costruttori e per il mondo aeronautico.