Daily Archives: 4 giugno 2009

L’ESA mette in palio 10000 euro per il suo “Technology Transfer Programme”

Nell’ambito della sesta edizione della European Satellite Navigation Competition (ESNC), il Technology Transfer Programme (Programma di Trasferimento di Tecnologie) dell’ESA mette in palio un premio di €10,000 per il business plan più innovativo nel settore della navigazione satellitare.
La navigazione satellitare è un buon esempio di come la ricerca spaziale europea possa essere utilizzata per scopi commerciali, dalle applicazioni più tradizionali nel settore automobilistico fino a quelle per il mercato dei videogiochi. Con questo premio all’innovazione, il Technology Transfer Programme (TTP) dell’ESA intende incoraggiare le aziende a realizzare il potenziale di trasferimento di questa tecnologia e a promuovere idee commerciali basate sul trasferimento delle conoscenze e su combinazioni tecnologiche innovative. 

ESTC 2008 all winners S L’ESA mette in palio 10000 euro per il suo “Technology Transfer Programme”

“Le innovazioni più interessanti sono quelle che nascono dal trasferimento interdisciplinare delle tecnologie o, se preferite, dal ‘riciclaggio’ delle tecnologie in nuovi settori di applicazione” spiega Frank M. Salzgeber, direttore del Technology Transfer Programme Office (TTPO) dell’ESA.

Il premio messo in palio dall’ESA sarà assegnato nell’ambito dell’ESNC, un concorso internazionale per l’innovazione, giunto quest’anno alla sesta edizione. L’obiettivo è trovare un’idea innovativa che, con il sostegno tecnico e finanziario del TTPO, possa essere rapidamente tradotta in un prodotto commerciale per l’utilizzo della navigazione satellitare in un settore non spaziale.

Il vincitore sarà seguito direttamente presso uno dei tre Business Incubation Centre dell’ESA che si trovano in Olanda, Germania e Italia. Qui riceverà l’assistenza di esperti dell’ESA e avrà accesso alle tecnologie spaziali.

Potranno partecipare al concorso candidati di tutto il mondo alle condizioni previste dal programma di supporto locale. Chi desidera partecipare potrà presentare la propria idea sotto forma di business plan inserendola nel database delle idee dell’ESNC (www.galileo-masters.eu) entro il 31 luglio 2009. Dopo la registrazione, i partecipanti potranno scaricare un modello per la presentazione del proprio business plan.

Comunicato ESA

Le foto della Nasa del Buco nell’Ozono

Il buco nell’ozono è stato forse il primo serio problema ambientale che ha portato l’uomo moderno a pensare in una ottica un pò più ambientalista.

Il buco nell’ozono è un assottigliamento della fascia omonima che ci protegge dai raggi ultravioletti del Sole. La causa principale di questo assottigliamento è stato l’utilizzo massiccio di clorofluorocarburi (CFC) utilizzati dall’uomo per oltre 60 anni (dal 1930).

Questi prodotti, inerti nella troposfera, sono diventati ora pericolosissimi nella stratosfera superiore. A causa dei raggi ultravioletti i CFC si sono dissolti rilasciando sostanze nocive all’ozono quali il cloro.

Purtroppo si è capito della pericolosità dei CFC solo a fine anni ‘80 (dal 1989 è vietata la produzione di CFC e sostanze simili dal protocollo di Montreal): il problema è che adesso le ingenti quantità di CFC devono essere gradualmente smaltite e ci vorranno decenni, se non secoli per riformare lo strato di ozono ormai irrimediabilmente compromesso a causa dei nostri nonni e genitori.

19790917 Le foto della Nasa del Buco nell’Ozono

Strato di ozono nel 1979

19841003 Le foto della Nasa del Buco nell’Ozono

Strato di ozono nel 1984

19891007 Le foto della Nasa del Buco nell’Ozono

Strato di ozono nel 1989

19990929 Le foto della Nasa del Buco nell’Ozono

Strato di ozono nel 1999

20081004 Le foto della Nasa del Buco nell’Ozono

Strato di ozono nel 2008

XXM-Newton scova un super buco nero

bucoNero XXM Newton scova un super buco nero

I dati rilevati da XXM-Newton, il supetelescopio a raggi X dell’ESA realizzato con un importante contributo italiano, stanno permettendo di studiare un buco nero massivo collocato nel cuore di una lontana galassia attiva chiamata 1H0707-495.

Attraverso l’osservazione e l’analisi dello spettro elettromagnetico rilevato, e in particolare delle linee di emissione che indicano la presenza di ferro, gli astronomi stanno effettuando alcune importanti misurazioni su questo gigantesco buco nero. Come stimarne la massa, corrispondente a circa 3-5 milioni di volte quella del Sole, e rilevarne una velocità di rotazione tale da permettergli di “divorare” ogni ora una quantità di materia equivalente a due pianeti grandi come la Terra. I risultati sono pubblicati sull’ultimo numero della rivista Nature.

Le osservazioni, condotte nel corso di 4 orbite attorno alla Terra di 48 ore ciascuna a partire dal gennaio 2008, hanno permesso gettare uno sguardo nelle profondità della galassia 1H0707-495, oltre il parziale oscuramento che veniva attribuito alla presenza di nuvole di gas e polveri. “Adesso – ha detto Andrew Fabian, lo studioso dell’Università di Cambridge che ha guidato le osservazioni e le analisi – possiamo cominciare a tracciare una mappatura delle regioni più immediatamente vicine al buco nero”.

XMM-Newton ha in particolare rilevato due emissioni di linee di ferro, all’interno del campo, che finora non erano mai state rilevate contemporaneamente in una galassia attiva. Si tratta delle linee di emissione L e K e il fatto che siano così luminose indica – sottolinea l’ESA – che con ogni probabilità nel cuore della galassia c’è grande abbondanza di ferro, molto maggiore rispetto al resto della galassia stessa.

Comunicato ASI