A poche ore dall’incidente che ha coinvolto un Airbus A330 della compagnia francese Air France diretto a Parigi, Pierre-Henry Gourgeon, direttore generale di Air France, ha affermato che “la catastrofe si è verificata a metà strada tra le coste del Brasile e la costa africana".
Il velivolo, scomparso dai radar intorno alle ore 3.30 ora di Rio de Janeiro (aeroporto di partenza), ospitava a bordo 228 persone tra cui 9 italiani come comunicato da una nota stampa rilasciata dalla stessa Air France.
Al momento non si conoscono le cause dell’incidente seppur si parla di cortocircuito a bordo dopo che la possibile ipotesi light strike (aereo colpito da un fulmine) era stata accantonata.
L’Onera, l’Ufficio francese di studi e ricerche aerospaziali, afferma infatti che un aereo di linea è colpito da un fulmine circa una o due volte all’anno senza però che si comprometta il corretto funzionamento dell’aeromobile.
A ciò bisogna aggiungere una possibilità ancora più remota che lo stesso fulmine perfori la struttura stessa dell’aereo creando danni ingenti e catastrofici. Certo, l’impiego di nuovi materiali a base di fibre di carbonio e di resine può aumentare la vulnerabilità del velivolo ma, per il velivolo in questione la struttura in composito occupa solo 10% del totale.
Ed allora? Certamente qualcosa ha causato l’evento catastrofico ma, a nostro avviso, un evento di tal genere non può essere ricollegato ad una fulminazione.
La risposta arriverà presto analizzando i dati provenienti dalla scatola nera e dalle registrazioni a bordo. Di seguito un video di un aereo di linea colpito da un fulmine in cui, per fortuna, le conseguenze sono state pressochè nulle.
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