Pamela scopre la materia oscura

 

 Pamela scopre la materia oscuraPamela, un dispositivo montato su un satellite russo in orbita intorno alla Terra, ha misurato un’anomalia nel rapporto tra numero di positroni (gli elettroni con carina positiva) e numero di elettroni: è il segnale dell’esistenza di materia oscura, da sempre teorizzata ma mai dimostrata.

Pamela, ideata e concepita per studiare i raggi cosmici, ha rilevato un’abbondanza di positroni, sinonimo della presenza di materia che non emette e non assorbe radiazione ma che ha effetti gravitazionali sulla materia ordinaria.

Secondo il coordinatore dell’esperimento Pamela, Piergiorgio Piccozza, i dati provenienti dal satellite sono effettivamente riconducibili alla presenza di segnali di materia oscura.
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Le particelle di materia oscura interagiscono tra loro per poi annichilirsi o decadere, producendo così flussi di altre particelle ad alta energia (coppie protone-antiprotone ed elettrone-positrone). Pamela misura proprio questi flussi ed ora, grazie a questa sensazionale scoperta, siamo vicini alla conoscenza del mistero della materia oscura e della sua composizione.

La sonda russa con a bordo Pamela è stata lanciata il 15 giugno 2006 da Baikonur, in Kazakistan, ed è in orbita a un’altezza tra 350 e 600 chilometri. L’esperimento continuerà per almeno altri tre anni, prima che un nuovo strumento ancora più potente andrà in orbita: è AMS (Anti Matter Spectrometer), il più grande rilevatore di antimateria realizzato congiuntamente dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e dall’INFN. Sarà un vero e proprio laboratorio orbitante per la fisica delle particelle.

Via: Le Scienze

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