
Dal lancio di Kepler, il satellite NASA in grado di trovare, analizzare e studiare pianeti simili alla nostra Terra, l’astronomia moderna non è più la stessa.
I nuovi astronomi non sono più soltanto cervelloni in grado di analizzare e studiare le leggi fisiche che regolano il cosmo, ma anche (e in futuro questo aspetto diventerà sempre più predominante) esploratori spaziali paragonabili a nuovi Cristoforo Colombo .
E come alla fine del 1400 ci si chiedeva se esistessero nuove terre e popoli allora sconosciuti così ora, grazie a Kepler, si vuole dare la stessa risposta proiettando la dimensione umana nel cosmo e cercando così pianeti in grado di avere una atmosfera di tipo terrestre, acqua e condizioni ideali alla vita.
Certo studiare l’atmosfera di un pianeta a milioni di chilometri di distanza dalla Terra non è cosa semplice ma, anche grazie al lancio del JWST (James Webb Space Telescope) previsto nel 2013, la ricerca spaziale subirà una forte accelerazione.
La tecnologia per studiare l’atmosfera di un pianeta è già collaudata: durante il passaggio di un pianeta (terrestre o gassoso) intorno alla sua stella, esso “cattura” parte della luce proveniente dalla stella stessa. Un po’ come quando su una delle nostre lampadine si posa un insetto che causa una leggera diminuzione della luce emanata dalla lampadina stessa. In base alla luce assorbita è possibile anche ricavare la “chimica dell’atmosfera”. Se sul pianeta in causa vi è ozono e metano allora si può proprio dire che siamo in presenza di un pianeta simile alla Terra, e per di più abitato (il metano è un prodotto di scarto delle specie animali).
Purtroppo però per analizzare con cura l’atmosfera di un pianeta sono necessari molti transiti, a volte anche migliaia. Solo per stelle relativamente vicine alla Terra potrebbero bastare pochi passaggi (ad esempio intorno ad Alfa Centauri A seppur al momento non si conoscono pianeti orbitanti intorno alla stella stessa).
Korus, e in futuro il JWST, si focalizzeranno su stelle non propriamente simili al nostro sole (che è una stella gialla o di tipo G), ossia su nane rosse o stelle di tipo M. Questa categoria di stelle, con una luce più fioca del nostro sole, è molto abbondante nella nostra Via Lattea : la probabilità di trovare un pianeta di tipo terrestre di conseguenza aumenta di molto.
Ammettiamo ora di aver trovato un pianeta simile al nostro… cosa succederà? Innanzitutto sarà l’inizio di una nuova era (quando Cristoforo Colombo scoprì il nuovo mondo l’economia europea ebbe un nuovo impulso) in cui l’uomo sarà sempre più proiettato con un ruolo di primo piano nel cosmo. La scoperta di una nuova Terra potrebbe aprire infatti nuovi scenari: sviluppare tecnologie in grado di viaggiare nello spazio in maniera rapida, scoprire nuove fonti di energia al momento a noi sconosciute, conoscere popoli con usi e costumi totalmente diversi dai nostri.
Tornando al paragone con i conquistadores dobbiamo però solo sperare di avere imparato dai nostri errori e che, in caso di entrata in contatto con un popolo alieno, non lo distruggeremo ma sapremo imparare a convivere e crescere insieme. Ed è forse questa la vera sfida che dovrà affrontare “l’uomo cosmico”.
G. Massari
Fonte: Testate Al Muro