Un omaggio alla missione Apollo 11 a 40 anni dallo sbarco sulla Luna: il terzo e ultimo modulo di interconnessione, il “Nodo 3”, della Stazione Spaziale Internazionale è stato battezzato “Tranquillity”. Proprio come il “Mare della Tranquillità” toccato da Neil Armstrong il 20 luglio del 1969. Il nome è stato scelto dalla NASA dopo un concorso cui hanno partecipato oltre un milione di persone, per ricordare sia l’esplorazione lunare sia “lo spirito di cooperazione internazionale legata alla stazione spaziale” ha spiegato l’amministratore per le Operazioni spaziali della NASA Bill Gerstenmaier.

Il Nodo 3 condivide lo stesso impianto progettuale del Nodo 2, portato sulla ISS durante la missione che ha visto protagonista Paolo Nespoli nell’autunno del 2007.
Esattamente come il secondo, anche il terzo Nodo è stato in gran parte costruito in Italia, negli stabilimenti di Torino di Thales Alenia Space. I due moduli si assomigliano molto, ma il Nodo3, a differenza degli altri, è provvisto di una spettacolare cupola panoramica con sei finestre trapezoidali intorno e una circolare al centro. La cupola permetterà in particolare agli astronauti di osservare il braccio robotico della ISS guidandone al meglio le operazioni.
Il trasferimento per il Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, è programmato per metà maggio. Mentre la missione dello Shuttle Endeavour Sts-130 che porterà fisicamente il Nodo3 in orbita per l’aggancio alla ISS, prevista a dicembre, potrebbe slittare in avanti fino a febbraio 2010.
Il primo Nodo, già agganciato come il secondo alla ISS, è stato invece realizzato negli Stati Uniti dalla Boeing. Tutti e tre i Nodi (gli altri si chiamano in ordine “Unity” e “Harmony”) assolvono funzioni cruciali a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, collegando l’uno con l’altro il laboratorio americano (USLab), europeo (Columbus) e giapponese (Kibo). Ma non solo: ognuno ha dei rack all’interno per l’allocazione di attrezzature o lo stoccaggio di materiali e sei portelloni di attracco per velivoli spaziali.
Comunicato ASI