Archive del 30 aprile 2009
«Il VH-71 Increment 1 è più sicuro, veloce, vola più lontano ed è molto più capace dell’elicottero precedente e di qualsiasi possibile concorrente. Qualsiasi affermazione sulla pretesa disponibilità odierna di idonee alternative è dimostrabilmente errata.» È uno dei punti sollevati dall’a.d. Giuseppe Orsi a Yeovil durante la cerimonia di consegna dell’ultimo dei nove mezzi per la prima fase del programma nuovo elicottero presidenziale americano, sotto attacco in nome del risparmio e del "Buy American". Un discorso ed una presentazione durissimi, il cui primo obbiettivo è sfatare alcune leggende e fare il punto sul programma.
Tutto parte dai vecchi Sikorsky VH-3, definiti pudicamente "legacy aircraft", la cui lista di problemi va dall’età allo scarso volume disponibile, dai problemi di peso e potenza alle limitazioni nel volo ogni tempo, fino al rischio di incendio del generatore ausiliario e a non meglio specificate «esigenze post-11 settembre». Un’analisi impietosa che spiega la fretta di sostituire i Sea King con un Increment 1 in tempi relativamente brevi (per il Pentagono) prima di passare ad un Increment 2 con «piena capacità» ma anche con i tempi tipici del "procurement" del Dipartimento della Difesa.
Nonostante il cliente abbia richiesto «modifiche significative» – compresa la riprogettazione dell’avionica per renderla tutta americana – i tempi del VH-71A sono slittati di sei mesi in quattro anni ed i costi di AgustaWestland sono cresciuti solo dell’8%.
L’Increment 1 è costato sinora circa 3,3 miliardi di dollari, a fronte dei quali sono stati costruiti e consegnati i quattro elicotteri sperimentali (Test Vehicle) e cinque di preserie (Pilot Production). Con i 3,5 mld che restano dello stanziamento iniziale di 6,5 mld – sottolinea AgustaWestland – sarebbe possibile consegnare altri 19 Increment 1 di serie.
Sono cinque le critiche all’Increment 1 sulle quali Orsi si sofferma. Al primo posto, i requisiti: il VH-71 ha superato la "critical design review" nel febbraio 2007 ed è stato dichiarato idoneo al volo nel luglio successivo.
Al secondo, non è vero che l’Increment 1 abbia una vita a fatica di soli 5-10 anni: il limite di 1.500 ore era stato scelto arbitrariamente da NAVAIR in previsione della rapida sostituzione con l’Increment 2, ma in realtà la cellula ha la stessa vita utile di 30 anni o 10.000 ore certificata per tutti gli AW101 civili e militari. Un obbiettivo «a basso rischio» al quale ora punta anche NAVAIR.
Al terzo posto, il "fail safe". L’Increment 2 sarà pienamente "fail safe", anche ai nuovi pesi operativi, ma l’Increment 1 lo è già in larga misura e – secondo l’industria – basterebbero «minime prove sui componenti e cambiamenti in produzione» per raggiungerla in pieno anche su questo.
C’è poi il mancato superamento della prova di caduta da parte di un serbatoio, di fatto declassato a leggenda urbana. «Un serbatoio a standard di produzione è stato sottoposto alla prova di caduta da 20 metri il 28 novembre 2006 passandola al primo tentativo.» Una prova, si legge nella presentazione «osservata e approvata dal relativo Specialista di NAVAIR».
Infine, l’autonomia. L’elicottero risponde già «con un margine» ai requisiti per l’Increment 1. Quelli per l’Increment 2 sono severissimi, basandosi sulla piena autonomia con la capacità di sostenersi in hovering fuori effetto suolo a quel peso, ad elevate temperature e ad alta quota – tutto insieme.
Il contrattacco prosegue con l’Increment 2, del quale Orsi non esita a dire che «è visto da NAVAIR come l’unica soluzione che possa rispondere all’intero requisito» su ben 35 alternative studiate. Tra i suoi punti forti vi è anche – sottolinea AgustaWestland – il potenziale di crescita per rispondere alle esigenze future.
Quando la presentazione finisce, Orsi ha insomma toccato tutti i punti e le critiche sollevate in questi mesi contro una piattaforma che – per alcuni americani – ha soprattutto la colpa di non essere "born in the USA", dimenticando che in realtà il sistema è targato Lockheed Martin e che gran parte dei costi e dei problemi sono legati alla maniacale protezione dell’illustre passeggero ed alle particolarissime procedure militari, che hanno costretto a rifare persino le prove già comprese nella certificazione FAA. Resta da vedere se le argomentazioni portate avanti con tanta forza a Yeovil troveranno ascolto a Washington.
Tra pochi giorni, comunque, il PP5 partirà per gli Stati Uniti a bordo di un Boeing C-17.
Fonte: Dedalonews
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All’orizzonte una nuova arma. Il colosso americano Boeing sta infatti iniziando le prove di volo con il sistema Airborne Laser (ABL) realizzato dalla stessa azienda americana ed impiegato su un 747-400F opportunamente modificato. Le prime prove di volo saranno effettuate nel 2006.
Al progetto partecipano anche Northrop Grumman per il laser ad alta energia e Lockheed Martin per il controllo del raggio e del tiro.
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Il 1° maggio nel rispetto di una tradizione ormai consolidata si aprirà a Rivolto con una manifestazione aerea dagli interessanti contenuti tecnici e spettacolari la stagione 2009 delle Frecce Tricolori. La Pattuglia Acrobatica Nazionale sarà senza dubbio la protagonista della giornata e si esibirà per le migliaia di appassionati dei club Frecce Tricolori ai quali, per consuetudine, è dedicata l’inaugurazione di ogni stagione, ma non sarà sola: il programma di volo sarà arricchito dalle dimostrazioni dei velivoli del Reparto Sperimentale di Volo dell’ Aeronautica Militare e degli elicotteri del 15° Stormo. Insieme con i dieci MB.339 PAN, vedremo quindi il C-27J, il Tornado, l’ AMX Ghibli, l’ Eurofighter 2000 Typhoon e poi un AB.212 ed un HH-3F: il primo darà il via alla manifestazione sfilando con la bandiera lungo l’asse pista il secondo effettuerà una dimostrazione combat SAR.
Gli appassionati potranno seguire l’intero programma anche da casa collegandosi al nostro sito e godendosi in poltrona la diretta internet della giornata inaugurale della stagione PAN 2009. I buoni risultati, infatti, conseguiti con la giornata azzurra 2008 ci hanno incoraggiato a replicare e confermare la squadra che ha lavorato lo scorso anno per dare ai nostri amici una trasmissione, a loro detta, di primissima qualità. Rivista Aeronautica, Troupe Azzurra, Sezione internet, Milena Minutoli, Roberta Fossile sono di nuovo insieme per dare, con il determinante apporto di Tiscali, le medesime emozioni e la stessa qualità delle informazioni di un anno fa. Collegatevi dalle ore 9.00 del 1° maggio al nostro Portale: ci sono circa tre ore di raffinata acrobazia e dimostrazione di valenza tecnica tutte per voi.
Comunicato Aeronautica e Difesa
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Dopo "Milano" e "Varese", ecco "Bologna", l’Airbus A319 battezzato oggi all’aeroporto di Milano Malpensa alla presenza del Vice Sindaco di Bologna, Giuseppe Paruolo.
Bologna è una città dinamica e vivace che riflette l’economia di una regione ricca di cultura e tradizioni, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Così è l’Emilia Romagna che ospita molte aziende importanti e trainanti in diversi settori. Sono proprio queste le caratteristiche di cui Lufthansa ha voluto tener conto nella scelta del nome per il terzo aeromobile di Lufthansa Italia, un vettore che propone collegamenti per viaggi d’affari e per spostamenti di piacere per coloro che risiedono a Milano e nella parte settentrionale dell’Italia.
"Con Lufthansa Italia abbiamo rafforzato ulteriormente la nostra presenza in Italia a conferma dell’importanza strategica di quest’area per Lufthansa offrendo ottimi collegamenti interni e con l’Europa" – dichiara Karl Ulrich Garnadt, Membro del Board di Deutsche Lufthansa AG.
"Siamo molto fieri di poter presenziare quest’oggi alla cerimonia di battesimo del terzo aeromobile della flotta Lufthansa Italia – afferma Heike Birlenbach, Vice President Division Milano, Lufthansa Italia – Questi primi mesi sono stati ricchi di soddisfazioni per la risposta positiva del mercato italiano che ha dimostrato dimostrato di apprezzare l’offerta di Lufthansa Italia" – conclude Heike Birlenbach.
L’Airbus A319 battezzato con il nome Bologna sorvolerà i cieli d’Italia e d’Europa collegando, come tutti gli aerei della flotta Lufthansa Italia, Milano alle città di Bari, Napoli e Roma e alle principali capitali europee di Parigi, Barcellona, Madrid, Bruxelles, Budapest, Bucarest, Londra e Lisbona.
"Bologna è una città generosa ed accogliente, un luogo di incontro, di scambio e di passaggio che trova nel viaggio un naturale riferimento – afferma Giuseppe Paruolo, Vice Sindaco del Comune di Bologna – Per questo è con molto piacere che salutiamo la scelta di Lufthansa di intitolare il terzo Airbus della flotta Lufthansa Italia alla nostra città."
Con una configurazione da 138 posti nelle due classi Business ed Economy, il nuovo Airbus A319 presenta le caratteristiche peculiari di Lufthansa che da sempre caratterizzano la sua offerta, senza tralasciare un tocco di italianità: non solo il personale di bordo parla italiano e sono disponibili giornali e riviste italiane, ma è stato anche appositamente sviluppato un prodotto di bordo ispirato al motto "Sentirsi a casa" che utilizza prodotti tipici italiani, sia a colazione che all’ora dei pasti principali, con particolare attenzione alle usanze nazionali.
Tutti i voli Lufthansa Italia sono prenotabili su www.lufthansa.com, tramite Call Center Lufthansa al numero 199 400 044*, o tramite agenzia di viaggio e danno diritto all’accredito miglia nel programma Miles&More.
* da rete fissa tariffa unica per tutta Italia 0,10 Euro/min (+IVA). Da rete mobile tariffe differenziate a seconda dell’operatore.
Comunicato Lufthansa Italia
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In una New York con i nervi a fior di pelle per il focolaio di febbre suina a Queens, un Jumbo del Pentagono che volava a bassa quota scortato da due caccia F-16 ha provocato panico e evacuazioni di grattacieli nell’area sud di Manhattan, l’area di Ground Zero. L’aereo era il Boeing 747 di riserva per i voli della Casa Bianca che si chiama Air Force One quando il presidente è a bordo. Il sindaco di New York Michael Bloomberg, che non era stato messo al corrente, è andato su tutte le furie: "Che il sorvolo sia stato fatto così vicino al sito del World Trade Center ha dimostrato cattivo giudizio e mancanza di sensibilità", ha detto il sindaco che, se solo avesse saputo, avrebbe chiesto alla Casa Bianca di cancellare l’iniziativa.
Il sorvolo del Jumbo dal caratteristico ‘muso’ azzurro sull’Hudson, la punta sud dell’isola, la Statua della Libertà, Staten Island era stato organizzato dal Dipartimento della Difesa. "Un servizio fotografico per l’Air Force", ha dichiarato un portavoce della Federal Aviation Administration che era stata informata. Non così in apparenza la Casa Bianca, o quantomeno il portavoce Robert Gibbs: ‘Ho visto le notizie, non so che dirvi, stavo facendo altre cose", ha detto oggi, chiaramente spiazzato, dalle domande dei giornalisti durante il briefing. Obama, ovviamente, non era a bordo.
E se sorvolo autorizzato era stato, non tutte le autorità di New York erano state avvisate e tanto meno i cittadini, molti dei quali hanno temuto di aver davanti agli occhi un bis dell’11 settembre, o peggio. "Il volo era stato autorizzato dall’Faa con l’ordine alle autorità locali di non renderlo pubblico", ha rivelato la polizia di New York in un comunicato. Il sorvolo è avvenuto alle 10 di mattina, contro un cielo blu cobalto simile a quello della mattina dell’11 settembre. Un migliaio di persone, ignare dell’esercitazione, si sono riversate in strada dagli uffici del Financial District e, dirimpetto oltre l’Hudson, a Jersey City dove si trova il grattacielo di Goldman Sachs. Alla fine qualcuno con un megafono ha avvertito la folla di non preoccuparsi, che era soltanto un test.
Ma la gente non era contenta.
La gente che aveva visto l’11 settembre al World Trade Center non era affatto contenta’, ha detto Edward Hacker, un fotografo che si trovava nella zona. La Borsa di New York non è stata evacuata anche se ha sofferto un brusco capitombolo di 40 punti in dieci minuti proprio mentre l’Air Force One di riserva cominciava il suo sorvolo.
Fonte: RaiNews24











