Incredibile, ma vero. Per ora – e gli addetti al settore molto ci tengono a sottolineare il «per ora» – l’aerospazio tiene. Mosca bianca in un panorama industriale dove la crisi tritura posti di lavoro e destini aziendali. In alcune aziende – notizia eccezionale di questi tempi – è stato addirittura rinnovato con il sindacato il premio di risultato. In Piemonte l’aerospazio occupa circa 10 mila persone con alcune imprese di eccellenza come Alenia Spazio, Alenia Aeronautica, Avio, Galileo Avionica, Microtecnica e che «governano» un indotto di almeno 400 imprese con non meno di 3 mila addetti e un complessivo fatturato di 2,2 miliardi di euro.
Mario Calderini, presidente del Distretto aerospaziale, spiega che in Piemonte la performance del settore è trainata da Alenia Aeronautica, che prevede nel periodo 2006-2010 una crescita dei ricavi tra il 90 ed il 100% rispetto ai 1908 milioni di euro del 2006, derivanti per il 30% dal settore delle aerostrutture, per il 30% dal settore dei velivoli da combattimento e degli addestratori, per il 18% dai velivoli da trasporto e per missioni speciali e per il 22% dai velivoli regionali. Nel 2010 il 58% dei ricavi di Alenia Aeronautica verranno da attività in Europa, il 26% dagli USA e il 16% dal resto del mondo. Una crescita che ha portato a assunzioni anche nel corso dell’accidentato 2008.
E ha molta fiducia che il distretto possa crescere «sia perchè il comparto della difesa tiene sempre sia perchè esistono infiniti campi di coinvolgimento anche di aziende di settori limitrofi come la meccanica». E parla del caso del segnale satellitare Galileo che offre applicazioni alla logistica terrestre. Dice: «La nuova tecnologia abiliterà migliaia di nuove applicazioni come il controllo delle merci pericolose o la tracciabilità delle merci alimentari». E poi ci saranno i giganteschi business per la sperimentazione e certificazione delle nuove tecnologie.
C’è l’ipotesi di una cittadella in miniatura in cui sperimentare la guida automatica di un’auto che richiederebbe anche uno sviluppo delle tecnologie di bordo. D’altronde questo è un settore che impiega dal 14 al 20% del proprio fatturato in ricerca come testimoniano le recenti aperture alla Alenia di corso Marche del Centro prove a Terra che ospita lo Sky light simulator che è in grado di riprodurre artificialmente qualsiasi condizione di luce naturale in cui un velivolo si trova a operare.
Il settore in regione cresce anche grazie a una costante attività pubblica che ha contribuito alla nascita del metadistretto tra Piemonte, Campania e Puglia che già quest’anno si presenterà unito alla mostra internazionale di Le Bourget.
Molto lavoro sull’aerospazio l’ha fatto l’Unione industriale torinese che ha messo in contatto le grandi imprese con le 99 piccole medie associate per riuscire a coinvolgerle nei grandi progetti in corso. Il responsabile dell’Ufficio studi, Mauro Zangola, racconta: «Ci sono tre progetti europei di grande importanza e la nostra filosofia è che nessuna azienda ce la fa se si presenta da sola». Le sinergie possono servire per inserire imprese del territorio nel progetto per un sistema di monitoraggio avanzato del territorio, per la progettazione di un motore a ridotto impatto ambientale e per la progettazione di veicoli e tecnologie per l’esplorazione di Luna e Marte. Insomma: il futuro è aperto e il settore potrebbe riuscire a sfuggire alle grinfie della crisi.
Fonte: La Stampa