Aeroporto – O’Leary : “O’delirio d’onnipotenza! “

Delirium era il nome di un gruppo pop italiano degli anni 60/70, capeggiati da Ivano Alberto Fossati, ve li ricordate ? Ma si, quelli di Jesael !
Evidentemente il boss di Ryanair, tra una birra e l’altra, ascolta revival italiano. Deliranti infatti, sono le sue continue esternazioni sugli aeroporti di Ciampino e Viterbo.

In piena trance catartica da onnipotenza aerea, costui afferma che non lascerà mai Ciampino e che mai e poi mai i suoi aeromobili faranno scalo a Viterbo: “rinuncio piuttosto ai quattro milioni e mezzo di passeggeri annui (lowcost) di Roma”. Ipse dixit. E chi è O’Leary, il padrone del vapore ? Dalle sue esilaranti dichiarazioni sembrerebbe proprio di no. Ma chi vuole spaventare ? L’ex barman, probabilmente, vuole alzare un po’ la posta in gioco.

Questo, d’altra parte, può essere comprensibile, visto che in un trasferimento da Ciampino a Viterbo, la Ryanair qualche piccolo incremento di costi, dovuti al repentino riassetto organizzativo, potrebbe subirlo, ma solo in fase iniziale. E’ pur vero che stiamo parlando di costi risibili che, non ne comprometterebbero in alcun modo la competitività. Tuttavia, da buon imprenditore, l’Irlandese vuole avere qualche freccia di riserva al suo arco o, per meglio dire, qualcosa da poter “barattare” in cambio di concessioni in tema di slot e tasse aeroportuali.

Caro Michael, prendiamo quindi le tue dichiarazioni con la “preoccupazione” che meritano, perché convinti del fatto che non siano proprio espressione dei tuoi veri pensieri. In caso contrario, se veramente pensi quello che dici, visto che l’Italia è una buona fetta del tuo core business, anziché ascoltare revival italiano, sintonizzati su radio 2, alle 17.00, ed ascolta il programma comico di Lillo, Greg e Alex Braga: 610 – seiunozero. In particolare, tra i tanti personaggi, ospiti del programma, ce n’è uno che fa al caso nostro, è l’opinionista: il grande capo cherokee Esticazzi!

L’eventuale, ma molto eventuale, vuoto lasciato da Ryanair, sarebbe in un batter di ciglia, colmato da altri agguerriti competitors, persino d’oltre oceano, ai quali non parrebbe vero di cogliere questa incredibile opportunità. Il trend di crescita del traffico aereo nel Lazio, nei prossimi 30 anni, è tale per cui nessuno, tanto meno Ryanair, potrà permettersi di “snobbare” lo scalo aereo della Tuscia.

Guido Scapigliati

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