
da sx: Luigi Conconi, Guido Pisani Dossi, Giachi ed Emilio Praga ( gli Scapigliati ).
“ İ E’ proprio un bel dire, che d’aeroporto Viterbo s’abbia a morire ! “
Probabilmente, con fragorosa risata, gli Scapigliati avrebbero pronunziato questa frase con tono di motteggio, e che dunque, dopo averla declamata, facessero seguire un’altra fragorosa risata, è certo più di quanto non sia certo che il Sindaco, a Viterbo, entro il 2011, tagli un nastro tricolore in testa ad una pista d’aeroporto.
Tuttavia, degli Scapigliati, mi piacerebbe riscoprire, in ogni viterbese, quello spirito guascone e vitale e, al tempo stesso, sferzante e beffardo nei confronti del potere che, oramai fine a se stesso, sulla vicenda aeroporto, dà risposte con l’immediatezza di un bradipo zoppo.
Spiriti liberi, gli Scapigliati, ispiratori del futurismo e forieri di quell’onestà intellettuale, oggi tanto di moda nelle dichiarazioni d’intenti, ma poi non più rintracciabile nei fatti.
Pochi giorni fa, un gruppo di buontemponi ha appiccicato su centinaia di cartelli stradali di Viterbo, l’indicazione per l’aeroporto Filippo Tommaso Marinetti. Ecco, questa burla carnevalesca bene rappresenta lo spirito che vorrei nei miei concittadini. Beffardi nel gesto, ma inesorabili e intransigenti nel richiamare il potere “distratto”.
Topi grigi, gufi tristi, malefici oracoli, falsi sapienti e famelici lupi in vesti di candidi agnelli, alla mercè di tale masnada il progetto aeroporto si trova, oggi, in un passaggio cruciale per la sua schedula. Solo la forza ed il coraggio permetteranno ad un vero Pilota di dare “tutta manetta”, per il sicuro e vincente decollo, non di un aereo, ma dell’intera Tuscia.
Guido Scapigliati
I lettori di questo articolo hanno anche letto…