Monthly Archives: gennaio 2009

Nasa, a luglio primo lancio dell’Ares,erede dello Shuttle

New York, 26 gen. (Apcom) – L’erede dello shuttle decollerà per la prima volta la prossima estate, a luglio, dal Kennedy Space Center della Nasa, in Florida. L’agenzia spaziale americana ha annunciato che l’Ares I-X, prototipo della nuova generazione di vettori spaziali, percorrerà nel suo primo volo poco più di 40 chilometri in altezza, in un test che durerà complessivamente due minuti, e che costerà alla Nasa 350 milioni di dollari, secondo quanto riportato dalla National Public Radio americana. Il collaudo dovrebbe mettere a punto il primo stadio del vettore e la fase di rientro nell’atmosfera attraverso i paracadute.

Con il lancio gli scienziati americani sperano di capire se il razzo sia effettivamente stabile e sicuro durante il lancio, in modo da poter essere utilizzato in futuro per voli umani. I primi astronauti utilizzeranno l’Ares per un volo spaziale non prima del 2015.

La Nasa lavora da anni alla prossima generazione di razzi spaziali ma la notizia del primo lancio è un chiaro segnale della volontà dei funzionari dell’agenzia di accelerare il programma alla luce dei tagli promessi dalla nuova amministrazione di Barack Obama a tutte le spese pubbliche “inefficienti”.

Anche sulla storica agenzia spaziale statunitense pende infatti la scure dovuta alla recessione economica, e per non vedersi tagliati i fondi agli astronauti americani servono dei risultati tangibili il prima possibile. A fare le spese del cambiamento potrebbe essere intanto il direttore dell’agenzia, Micheal Griffin, che nelle settimane scorse ha duramente contestato i metodi della squadra di transizione di Obama. Per sostituirlo circola da giorni il nome dell’ex astronauta Charles F. Bolden.

Fonte: Alice Notizie

Il futuro dell’osservazione spaziale

Il futuro? Nulla a che vedere con quello che vi è oggi! Nello spazio fra qualche anno orbiteranno satelliti in grado di vedere cosa mai osservate finora. “L’incremento di potenza che otterremo nel prossimo decennio, ad esempio passando dagli attuali specchi di 20 metri di diametro a quello da 42 metri dello European extremely large telescope è paragonabile, e per certi versi superiore, a quello che sperimentò Galileo quattro secoli fa passando dalla sensibilità dell’occhio umano a quella del suo telescopio dotato di una lente di tre centimetri di diametro” ha affermato Roberto Gilmozzi, principal investigator del megatelescopio europeo dell’Eso da 1,2 miliardi di euro.

Ma il gioiello europeo è una versione ridotta di Owl (Overwhelming large telescope), la cui forza sta nelle ottiche adattive, un sistema di specchi che permette di ricomporre la distorsione prodotta dall’atmosfera terrestre, ricca di gas e acqua, sui raggi luminosi. Secondo Margherita Hack “si entrerà in una nuova fase di scoperte, si potranno osservare con precisione anche gli spostamenti dei corpi più lontani dalla Terra, trovando nuove misure per quell’energia oscura scoperta con Hubble e che spinge l’Universo a espandersi, ma per la quale non sappiamo ancora trovare una spiegazione, ma anche scoprendo nuovi pianeti simili alla Terra”.

Oggi sono censiti quasi 300 pianeti extrasolari, quasi tutti non abitabili, grandi e talvolta troppo vicini alle loro stelle. Con Eelt si potranno vedere i pianeti direttamente (e non come accade fin ora mediante osservazioni indirette) e studiare la loro atmosfera mediante l’analisi spettrometrica, cercando così tracce di acqua o metano indicanti la presenza di vita.

Eelt dialogherà con l’americano James Webb space telescope, capace di fornire dal 2013 le migliori rilevazioni nel campo dell’infrarosso. JWST, a differenza di Hubble che orbitava a 500 chilometri, orbiterà a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, ossia nel punto di Lagrange dove le forze di attrazione da parte del nostro Pianeta e del Sole si equivalgono. In questo modo il satellite resterà fisso in un punto senza essere disturbato dalla rotazione terrestre. Unico problema? La difficoltà delle riparazioni che porta quindi a macchine perfette in grado di operare per molti anni senza problemi di sorta.

Molto interessante anche il Large synoptic survey telescope, che entrerà in funzione dal 2013 in Cile ed in grado di scattare e confrontare fino a 10mila immagini alla scoperta di Pianeti e Galassie osservate due volte a causa della distorsione della luce provocata dalla forza gravitazionale. Inoltre il telescopio sarà una sorta di guardiano dello spazio in grado di tener d’occhio asteroidi in grado di distruggere il Pianeta o parti di esso.

Il progetto più ambizioso di tutti è però lo Square kilometer array, un insieme di 1500 radioantenne di 12 metri di diametro su un territorio di 3000 chilometri di diametro. Ska studierà l’Universo profondo e lontano nel tempo, coprendo tutto lo spettro della banda delle radiofrequenze.
Via: Il Sole 24 Ore

Il Sole attraversa una intensa fase del suo ciclo vitale: c’è pericolo per la nostra Terra?

Il Sole, il nostro satellite che ci dona ogni giorno luce e vita può diventare un terribile pericolo per la nostra salute e per le nostre apparecchiature. Ora che la sua attività ha raggiunto una fase di picco la NASA, l’ente spaziale americano, segnala che le tempeste solari potrebbero causare danni enormi sulla Terra.

Secondo un rapporto stilato dalla National Academy of Sciences (“Severe Space Weather Events —Understanding Societal and Economic Impacts”) il nostro beneamato Sole potrebbe annientare in un solo colpo le nostre apparecchiature elettriche sulla Terra con danni dell’ordine di milioni di Euro.

Danno tutto sommato reale, considerando che solo 20 anni fa, nel 1989, una tempesta solare mandò in tilt le centrali elettriche del Quebec lasciando così sei milioni di persone senza corrente elettrica.

Nel maggio del 1921 una nuova tempesta solare, solo dieci volte più potente a quella del 1989, distrusse oltre 300 trasformatori, lasciando così al buio e senza corrente oltre 130 milioni di persone (niente corrente, niente telefono, niente petrolio, ospedali bloccati… panico totale).

Nel 1921 però la natura non diede il meglio di se… solo 150 anni fa il Sole produsse una tempesta geomagnetica in grado di far vedere l’aurora boreale fino a Cuba: un evento talmente raro e spettacolare che prese il nome dall’astronomo britannico Richard Carrington (evento di Carrington).

E se si trasportasse una simile tempesta ai giorni nostri?

Ancora non si conoscono gli effetti, ma tutto può accadere… si stimano danni in 2 trilioni di dollari, 20 volte maggiori di quelli dell’uragano Katrina, con ripercussioni sgradevoli a livello globale.

Evitare una “strage” è possibile: dall’eruzione solare all’arrivo sulla Terra passano mediamente 18 ore, dando così la possibilità di spegnere e scollegare i macchinari accesi. Ma cosa succederebbe sull’uomo? Potrebbe sopravvivere ad una tempesta solare senza precedenti?

Via: Disinformatico

Aeroporto di Ciampino, incontro dei cittadini con l’Assessore Regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti

Si è svolto venerdì negli uffici della Regione Lazio l’incontro tra l’Assessore Regionale all’Ambiente, Filiberto Zaratti, e i rappresentanti dei comitati dei cittadini di Ciampino, Marino e del X Municipio di Roma sul drammatico problema ambientale dell’aeroporto di Ciampino.

L’incontro era stato sollecitato dai comitati dei cittadini per conoscere lo stato di avanzamento della campagna di rilevazioni sull’inquinamento acustico che ARPA Lazio sta conducendo tramite il sistema di rilevamento “CRISTAL”, già utilizzato dall’ARPA Lombardia per l’aeroporto di Malpensa, e le cui conclusioni erano attese per il prossimo mese di febbraio.

L’Assessore Zaratti ha informato i cittadini che anche le più recenti rilevazioni si mantengono in linea con le precedenti, le quali indicavano per Ciampino un limite massimo complessivo di 61 voli al giorno per il rispetto delle norme di legge, e ha assicurato che la campagna di un anno di rilevazioni sarà portata a termine entro il 10 febbraio e i risultati saranno presentati, sia alle istituzioni che ai cittadini, entro lo stesso mese.

A fronte delle recenti e provocatorie dichiarazioni della compagnia Ryanair sulle rilevazioni condotte da ARPA Lazio, l’assessore Zaratti ha anche assicurato ai cittadini che tali rilevazioni sono perfettamente aderenti a quanto previsto dalla legge e quindi immediatamente utilizzabili dalle autorità governative per poter intervenire sulla riduzione del traffico aereo dell’aeroporto di Ciampino.

Al termine i rappresentanti dei comitati dei cittadini hanno espresso la loro soddisfazione per l’andamento dell’incontro, auspicando un immediato intervento di riduzione del traffico aereo su Ciampino da parte del ministro Matteoli, il quale aveva già assunto un impegno in questa direzione. Esprimendo la soddisfazione di tutti il presidente del comitato, Vincenzo Castagnacci, ha dichiarato che “sulla base delle rilevazioni condotte dalla Regione siamo in tempo perché il ministro intervenga in maniera decisa già sul traffico aereo della prossima estate. Abbiamo grandi aspettative perché finalmente viene certificato, in maniera ufficiale, il superamento dei limiti di legge e questo consente al ministro, nel rispetto della normativa vigente, di intervenire subito attraverso un significativo riequilibrio delle rotte nell’ambito del sistema aeroportuale romano.

Chiederemo anche questa volta un deciso intervento delle amministrazioni di Ciampino, Roma e Marino perché il ministro concretizzi subito gli impegni che aveva già assunto in proposito”.

www.comitatoaeroportociampino.it

info@comitatoaeroportociampino.it

decimo@comitatoaeroportociampino.it

Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale
Aeroporto di Ciampino

Pentagono cerca sostituto per Air Froce One, in corsa A380

Nel 2017 il presidente degli Stati Uniti volera’ su un ‘Air Force One’ nuovo di zecca che, rompendo un altro tabu’, potrebbe anche essere un europeissimo super jumbo Airbus A380.

Il Pentagono, riferiscono i siti della Cbs e di Le Figaro, ha iniziato la ricerca di un sostituito dell’attuale Casa Bianca volante basata su una versione modificata di un Boeing 747-200B, denominata VC-25A.

Il dipartimento della Difesa, che nel 2005 tra mille polemiche aveva assegnato all’italiana Agusta-Westland con l’EH-101 la gara per il ‘Marine One’ (l’elicottero del presidente Usa) ha informato le societa’ del settore che si appresta a indire la gara di appalto per il nuovo jet. In totale ne saranno acquistati tre (gli altri saranno consegnati nel 2019 e nel 2021, contro i due 747 al momento a disposizione del presidente. La scelta di un sostituto e’ dovuta alla vetusta’ del progetto del 747 orginale, il cui protoritpo volo’ esattamente 40 anni fa.

L’attuale ‘Air Force One’ (dal nome in codice che qualsiasi velivolo assume quando il presidente e’ a bordo) ordinato da Ronald Reagan e’ stato consegnato nel 1990 durante l’amministrazione di Bush padre. L’aereo e’ stato progettato per volare 30 anni e quindi Barack Obama, anche se sara’ confermato tra quattro anni non riuscira’ a mettere piede sul nuovo se non da ospite.

Fonte: AGI

Il Medio Oriente fa ancora notizie: utilizzate armi non convenzionali durante il conflitto

Una vignetta per sdrammatizzare un pò sulla terribile guerra in Palestina firmata Bochicchio.