
Lo afferma la NASA in base alle osservazioni eseguite grazie alla strumentazione “CINDI”
(Coupled Ion Neutral Dynamics Investigation), sistema progettato dall’Università del Texas ed ideato per studiare i disturbi alla ionosfera terrestre, capaci di disturbare i segnali GPS con la terra. Ultimamente il limite tra l’alta atmosfera e lo spazio si è ridotto notevolmente.
Grazie a CINDI si è scoperto che la ionosfera si trova a 420 chilometri di altezza durante la notte e a 800 chilometri durante il giorno: normalmente si dovrebbe trovare rispettivamente a 640 e 960 chilometri.
Altra clamorosa scoperta è giunta dalla missione NASA THEMIS (Time History of Events and Macroscale Interactions during Substorms), che ha scoperto che il campo magnetico terrestre, che ci protegge da tutte le tempeste solari e dai raggi cosmici, sviluppa spesso due “buchi”.
Questo vuole dire che “venti volte più particelle solari attraversano lo scudo magnetico terrestre quando il campo magnetico solare è allineato con quello della Terra”.
Ora, grazie a delle opportune simulazioni al computer e agli studi di Wenhui Li dell’Università del New Hampshire, si potranno capire i meccanismi secondo cui queste “porte si aprono, in dipendenza dei cambiamenti di direzione del campo magnetico solare durante i suoi cicli di attività, fornendo le basi per previsioni sul livello di intensità degli effetti al suolo delle tempeste solari”.
Via: Le Scienze