L’AERMACCHI M346 vola a Mach 1.15 e diventa “MASTER”

L’addestratore avanzato Aermacchi M-346 ha festeggiato i fondi annunciati dal ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola svelando il suo nuovo nome Master e diventando l’aereo italiano più veloce di tutti i tempi. Entrambi le notizie sono state rivelate oggi dall’a.d. Carmelo Cosentino in occasione del secondo incontro annuale del Club Piloti Aermacchi sull’aeroporto di Roma-Centocelle.

Il capo collaudatore Quirino Bucci ha portato il primo prototipo del nuovo addestratore a km 1.255 km orari, pari a Mach 1.15, nel corso di un volo effettuato ieri che lo ha portato da Venegono fino a un’area di lavoro supersonico sul Mar Ligure e di nuovo a Venegono, per un totale di 75 minuti. A fine 2006 il com.te Olinto Cecconello aveva raggiunto Mach 0.96 con il secondo prototipo.«Il volo si è svolto come previsto,» ha dichiarato Bucci. «Il velivolo ha evidenziato una ottima controllabilità al superamento della barriera del suono, mostrando anche una gradevolezza di pilotaggio in fase di decelerazione. Tutti i sistemi velivolo hanno funzionato regolarmente durante le fasi di accelerazione e decelerazione.»
Per scegliere il nome Master la giuria del concorso lanciato il 20 ottobre ha dovuto esaminare oltre 4.000 proposte giunte da tutto il mondo. La scelta è caduta all’unanimità su “Master”, un nome internazionale che sintetizza l’M-346 come strumento ideale per insegnare a volare ai futuri piloti dei caccia di ultima generazione e contemporaneamente il livello massimo di istruzione raggiungibile da un allievo. A vincere il volo sul Master è stato Mauro Petrolati di Fiumicino (Roma). Al secondo posto l’australiano James Szabadics, che vince visite ad Aermacchi e al Museo Storico dell’Aronautica. Al terzo posto, infine, Giovanni Covella di Chiari (BS).

L’M-346 è solo il secondo aereo di progetto e costruzione italiani a superare la velocità del suono. L’unico precedente è l’Aerfer Sagittario II pilotato dal Ten. Col. Giovanni Franchini del Reparto Sperimentale Volo dell’Aeronautica Militare, che raggiunse Mach 1.1 il 4 dicembre 1956 a Pratica di Mare al termine di una lunga picchiata. Da allora – sottolinea Aermacchi – «tutti i velivoli supersonici costruiti in Italia sono derivati da licenze straniere – come lo storico F-104 Starfighter – o da collaborazioni internazionali – come il multiruolo Tornado e l’Eurofighter Typhoon.»

Fonte: MD80.it

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>