Daily Archives: 4 dicembre 2008

Paura al Papola – Casale di Brindisi: un aereo non atterra per troppa nebbia

airone Paura al Papola   Casale di Brindisi: un aereo non atterra per troppa nebbiaNebbia, tanta nebbia quella che si è registrata lo scorso martedì che ha costretto un vettore AirOne partito da Roma alle 21.05 ad abortire l’atterraggio a Brindisi.

Dopo due tentativi falliti il jet con a bordo oltre 150 persone (tra cui anche il presidente della provincia di Lecce Antonio Pellegrino e l’on. Vincenzo Barba) ha deciso di abortire l’atterraggio e di riprendere il volo atterrando così in sicurezza a Bari.

Tanta la paura tra i passeggeri dopo il secondo tentativo fallito a causa di una cattiva visibilità della pista e della segnaletica a terra.

Fortunatamente tutto è finito per il meglio. Un applauso è da fare al pilota che ha sempre rassicurato i passeggeri in ogni istante del volo e all’ottima organizzazione degli Aeroporti di Puglia in grado di organizzare in pochissimo tempo i pullman tra Bari e Brindisi.

Alitalia: -34% rispetto allo scorso anno

Parte l’operazione CAI ma la crisi dell’Alitalia continua.

alitalia Alitalia:  34% rispetto allo scorso annoSecondo la Aea, l’associazione dei vettori europei, l’Alitalia rispetto all’ottobre di un anno fa avrebbe perso circa il 34% dei passeggeri contro il circa -4,7% dei vettori europei: in parole povere una crisi che comporta una diminuzione di circa 1/3 dei passeggeri per la compagnia di bandiera italiana.
Cosa succederà con CAI?

Difficile da dire e da prevedere. Nel frattempo l’Antitrust ha bloccato le tariffe di CAI per 3 anni. I listini dovranno mantenere una variabilità tale da coprire tutti i segmenti di mercato, e le tariffe scontate dovranno essere accessibili in tutti i periodi dell’anno, per ogni volo coperto dalla nuova compagnia.

Infine l’autorità ha chiesto alla Compagnia Aerea Italiana la predisposizione di un programma di fidelizzazione (frequent flyer) per assicurare una ampia copertura delle rotte.

L’unico rischio per ora rimane quello del monopolio su oltre 20 tratte nazionali a causa anche della futura fusione tra CAI e Airone, ma su questo vigilerà l’Antitrust.

Thailandia: riapre l’aeroporto tra mille problemi

boeing 777 thumb6738524 Thailandia: riapre laeroporto tra mille problemiIn Thailandia la crisi politica avanza seppur con una svolta registrata nelle ultime ore: l’aeroporto di Bangkok di Suvarnabhumi, uno dei più grandi in tutta l’Asia, verrà riaperto gradualmente al re Bhumibol Adulyadej e agli oltre 230 mila turisti bloccati in Thailandia. Si prospetta una completa riapertura dell’aeroporto a partire da domani dopo il blocco operato dai manifestanti antigovernativi.

Thai Airways, compagnia Thailandese, ha oggi 12 voli dall’hub con 125.000 passeggeri al giorno. Secondo alcune fonti i vettori sono stati spinti a tornare a volare preoccupati delle scorciatoie adottate nelle procedure sulla sicurezza.

Via: Borsa Italiana

Lavoro, dicembre nero. A rischio 56 mila posti

Vacilla l´indotto automobilistico, problemi anche per cantieristica e aeronautica

penna Lavoro, dicembre nero. A rischio 56 mila posti La crisi è sulle spalle di 20 mila operai campani, dopo la perdita già accertata di 36 mila posti di lavoro nel primo semestre 2008. In tutto 56 mila unità. Cifre che sono destinate a crescere, perché i dati su piccole aziende e precari restano tuttora parziali. Nel settore metalmeccanico, le aziende che hanno fatto ricorso a procedure straordinarie marciano velocemente verso quota 200; gli interinali o i dipendenti a tempo determinato che non si sono visti rinnovare il contratto sono oltre 400 negli ultimi mesi dell´anno. Ma l´assenza di ammortizzatori sociali riguarda una decina di migliaia di persone. La cornice a questo quadro drammatico, eccola: i dati relativi al Pil e agli investimenti nel primo semestre del 2008. La Campania è tra le peggiori del Mezzogiorno.

Per 2.300 lavoratori, di cui 600 metalmeccanici, sindacato e Regione erano già riusciti a ottenere dal ministero del Lavoro risorse per 8 milioni, sufficienti però a garantire la copertura finanziaria della mobilità in deroga solo fino al termine del mese di dicembre. Ma per altri 2 mila, che nel corso dell´anno sono andati sopra i limiti massimi della mobilità, non c´è copertura. E la continuità viene messa in discussione nel 2009 per altri 1.200 addetti in cassa integrazione straordinaria. Perciò sono in preallarme i metalmeccanici della Formenti, della Unicom, della Morteo, della Ideal Clima. Il caso più eclatante resta quello della Ixfin di Marcianise, da anni sul tavolo del governo.

È vasta, la mappa della crisi. Fiom Cgil ne sta monitorando quotidianamente gli effetti, aggiornando ora per ora il suo dossier sull´emergenza lavoro. L´epicentro è nel settore auto. Quattromila e 900 dipendenti Fiat, a Pomigliano d´Arco, arriveranno a Natale con una busta paga di 763 euro. A Benevento è crisi alla Ficomirrors (210 addetti), dove secondo i dati del sindacato aggiornati a inizio novembre 20 interinali hanno perso il posto, mentre 85 lavoratori alla Cablelettra Sud sono in cassa integrazione a rotazione. Crisi in corso a Caserta per Tower, Proma ed Ergom, a Salerno per Automar, ad Avellino per Crm, Astec, Asm, oltre che per Fma; mentre a Napoli le sofferenze più grandi riguardano Ergom, Miba Sinter, Marelli, Lear. Crisi per le aziende, crisi per gli operai. Il 34 per cento dei metalmeccanici monoreddito campani con una moglie e due figli a carico vive al di sotto della soglia di povertà relativa. La percentuale sale al 50 per cento se i figli sono tre. È tutto l´indotto automobilistico che si nutre di committenze, ora, a vacillare.

E i problemi sono alle porte per la cantieristica navale, per il polo ferroviario e per l´aeronautica, sebbene Alenia smentisca il ricorso alla cassa integrazione per far fronte ai disagi: il rischio è un rallentamento nei programmi.
Gli effetti della crisi cominciano a lambire il settore elettrodomestici. Un calo produttivo e il ricorso alla cassa integrazione ordinaria è previsto dalla Indesit per il prossimo trimestre, mentre un piano di esuberi è stato annunciato da Whirlpool, due aziende che hanno stabilimenti e attività rispettivamente a Caserta e a Napoli. Sono in ginocchio le piccole e le medie aziende. Per Fiom ci sono stabilimenti in chiusura alla Cablato di Avellino (105 dipendenti), Sls di Caserta (80 dipendenti), la O. I. Stampi di Napoli (50 dipendenti). Non si salva neppure l´informatica, dove si scontano i risparmi sui costi e i ritardi negli investimenti. Eda e Eds sono a rischio chiusura, mobilità a Getek, Elseg Datamat e alla ex Atos.

Angelo Carotenuto

Fonte: L’Espresso