Monthly Archives: dicembre 2008

Per gli astronauti nello spazio sarà 16 volte Capodanno

Roma, 30 dic. – (Adnkronos) - Sedici volte San Silvestro. Sara’ un Capodanno lungo, anzi lunghissimo per gli astronauti in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale. Michael Fincke, Sandra Magnus e Yury Lonchakov, i tre astronauti della missione Expedition 18 della Nasa, vivranno infatti la Mezzanotte per 16 volte. Con un tramonto ed un alba ogni 90 minuti, come sempre accade per loro in quella vita sopra la Terra. Ogni ora e mezza gli astronauti, infatti, compiendo un giro completo intorno al nostro pianeta, hanno la possibilita’ di osservarlo sia nella sua notte, per 45 minuti, che nel suo giorno, per altri 45 minuti. Ecco perche’ domani, ultimo giorno del 2008, si troveranno a festeggiare il Capodanno per ben 16 volte.

Ma saranno 16 Happy New Year senza bollicine. Sul primo avamposto umano nello spazio, vietato, anzi proprio assolutamente interdetto, qualsiasi tipo di alcolico. E nessuna eccezione per il mitico champagne. “Brinderanno con il cuore con gli umani a Terra, ogni volta che passeranno su una citta’ in festa del nostro pianeta. Ma niente, assolutamente niente champagne o alcolici per l’equipaggio della Iss” sottolinea all’ADNKRONOS l’astronauta italiano Roberto Vittori, il primo europeo ad abitare per ben due volte la Iss nelle missioni del 2002 e del 2005.

E, mentre gli umani a Terra spareranno fuochi d’artificio, sulla Iss, per ogni Mezzanotte vissuta da lassu’, “immagino che qualche bagliore delle feste arrivera’. Visto che, durante le mie missioni, ricordo di aver potuto vedere i bagliori dei lampi di un temporale e le luci intense delle grandi citta’ terrestri” dice Vittori. Che, al di la’ di qualsiasi divieto della Nasa per gli alcolici, ricorda quanto “e’ difficile comunque bere in condizioni di microgravita’. Impensabile un cin-cin“.

“Anzi -afferma Vittori- sarebbe interessante poter studiare l’effetto delle microbollicine dello champagne in orbita, visto che, in assenza di gravita’, la semplice acqua ‘vola’ nell’abitacolo sotto forma di piccole bolle”. Ma se gli astronauti potessero stappare bottiglie di spumante, cosa accadrebbe? “Lo scoppio bene-augurante ci sarebbe ugualmente, immagino. Ma il tappo, ritengo, galleggerebbe come tutto cio’ che non e’ ben ancorato sulla Stazione Spaziale Internazionale” sottolinea Vittori. “Ma non credo sia possibile alcun brindisi frizzante perche’, a meno di un’incredibile eccezione, gli alcolici, ripeto, sulla Iss sono off-limits”.

Intanto, dallo spazio, l’equipaggio di Expedition 18 sta gia’ facendo gli auguri a tutto il mondo, in tante lingue diverse, grazie ad un collegamento speciale con la Tv della Nasa. Ma loro, pionieri della vita sopra la Terra, potranno ricevere gli auguri, seppure una Mezzanotte alla volta? “A bordo e’ possibile ricevere e-mail dalle persone, ma attraverso canali speciali e con speciali procedure. Di solito pero’, la Nasa, sul suo sito, raccoglie messaggi per gli astronauti in orbita inviati dagli appassionati di attivita’ spaziali. E-mail che -assicura Vittori- vengono in parte girate in tempo reale agli abitanti di questo primo, straordinario avamposto umano sopra la Terra”.

Fonte: ADNKRONOS

Iata: il traffico aereo crolla sensibilmente

La IATA, l’ International Air Transport Association, ha annunciato che a novembre quasi tutte le compagnie aeree mondiali hanno registrato un calo generalizzato: il 13,5% per quanto riguarda i voli commerciali e del 4,6% per il trasporto passeggeri.

A causa di questa crisi che rispecchia in pieno la crisi mondiale, il crollo dei trasporti aerei potrebbe portare a migliaia di posti di lavoro in meno.

“Il 13,5% di calo nel traffico internazionale dei cargo è scioccante”, ha affermato Giovanni Bisignani, direttore generale dell’organismo.

“Possiamo aspettarci profonde perdite nell’ultimo trimestre”, con perdite nel mondo per oltre 5 miliardi di dollari a fine anno.

Via: Reuters

11 Settembre: i parenti delle vittime del volo 93 chiedono un memoriale

Sono passati oltre sette anni da quella data che rimarrà per sempre nella memoria di tutti, l’11 settembre 2001. Da allora i familiari del volo United 93 che si schiantò in Pennsylvania chiedono al Governo Americano l’esproprio di quel terreno per la costruzione di un memoriale atto a ricordare la terribile vicenda nei secoli.

Da quel giorno, come afferma il Washington Post, l’area dell’impatto nei pressi di Shanksville è diventata un cimitero non ufficiale visitato da molte centinaia di persone ogni anno.

A causa di problemi legali però quel terreno non può essere acquistato né edificato… ecco allora che i familiari delle vittime hanno chiesto aiuto proprio a Bush per sbloccare la situazione e ricordare degnamente i propri cari mediante un memoriale al pari di quanto avvenuto a ground zero.

Bush “ha firmato la legge per il memoriale. Voleva che ci fosse qualcosa là e che ci rimanesse per molti anni”, ha detto Deborah Bodley, la cui figlia morì nella tragedia.

I passeggeri del volo 93, al contrario di quanto avvenne sugli altri voli, decisero di ribellarsi agli attentatori kamikaze che puntavano dritti a colpire la Casa Bianca. Ribellione che sfortunatamente fece schiantare il velivolo su un campo in Pennsylania.

Il costo del memoriale è stimato intorno ai 56 milioni di dollari, 30 dei quali provenienti dal settore privato.

Via: Alice Notizie

Scoperta una stella simile al sole quando era «adolescente»

A mille anni luce dalla Terra c’ è una stella che si comporta come il nostro Sole quando aveva solo 500 milioni di anni, un’epoca in cui sulla Terra si stavano avviando i processi che avrebbero portato alla vita. La stella è caratterizzata da un’intensa variabilità, dovuta al rapido mutamento delle sue «macchie solari», simili a quelle che aveva il nostro astro quando era ancora «adolescente»: attività che probabilmente ebbero influenza sui primi meccanismi che avrebbero portato alla vita.

TEAM INTERNAZIONALE - La stella, ribattezzata CoRoT-Exo-2a, dal satellite che l’ha scoperta, è stata identificata da un team internazionale guidato da scienziati dell’Istituto Nazionale di Astrofisica ed è stata descritta in uno studio pubblicato su «Astronomy & Astrophysics». Per gli scienziati «se la presenza di un’intensa attività di origine magnetica sul Sole quando era così giovane, e la sua variabilità, hanno influenzato quegli eventi che hanno fatto nascere la vita sulla Terra, lo studio delle stelle di tipo solare condotto con il satellite CoRoT, e con altri telescopi da terra e dallo spazio, contribuiranno a chiarire l’influenza delle stelle sui pianeti durante quelle fasi cruciali della loro evoluzione». A scoprire CoRoT-Exo-2a è stato il satellite CoRoT, una missione spaziale condotta dall’Agenzia spaziale francese Cnes, con la partecipazione di Austria, Belgio, Brasile, Germania, Spagna e dell’Agenzia Spaziale Europea Esa, che comprende anche il contributo dell’Italia. La stella di tipo solare appena scoperta è accompagnata da un pianeta gigante di tipo «gioviano» che le orbita intorno. Lo studio delle variazioni intrinseche della stella è stato, invece, condotto da un altro gruppo internazionale, guidato da astronomi dell’Inaf-Osservatorio Astrofisico di Catania, con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana Asi.

OSSERVAZIONE PROLUNGATA - «È la prima volta che una stella simile al Sole quando era giovane viene osservata ininterrottamente per 150 giorni, e con una precisione circa cento volte superiore a quella raggiungibile da Terra» spiega Antonino Francesco Lanza, dell’Inaf, primo autore dello studio pubblicato su «Astronomy & Astrophysics». Il risultato dell’osservazione è che la stella mostra variazioni di flusso di circa il 6 per cento, ovvero almeno 20 volte maggiori di quelle del Sole attuale, su un periodo di circa quattro giorni e mezzo. «Queste variazioni di flusso -spiega l’Inaf- sono prodotte da macchie, analoghe alle macchie solari, ma con un’area corrispondentemente maggiore, che si modificano continuamente mentre la stella ruota».

MINI-CICLO DI MACCHIE SOLARI – Le osservazioni di CoRoT hanno condotto così ad un risultato inatteso dagli scienziati, cioè l’esistenza di un mini-ciclo delle macchie la cui area totale varia con un periodo di soli 29 giorni. Nel caso del Sole il periodo di questi mini-cicli è però di circa 150 giorni. «Il più breve periodo nel caso di CoRoT-Exo-2a potrebbe essere dovuto -continua l’Inaf- alla rapida rotazione o alle perturbazioni dovute alla presenza del pianeta gigante a soli 4,2 milioni di chilometri dalla stella, ovvero ad appena il 3 per cento della distanza Terra-Sole».

Fonte: Corriere.it

La ricerca della vita su Marte continua


La ricerca di vita su Marte continua a rinvigorire al Jet Propulsion Laboratory della NASA e in tutto il mondo conquistando, al contempo, l’immaginazione del pubblico.

All’inizio di quest’anno, gli scienziati del Phoenix Mars Lander scoprirono prove che un tempo su Marte scorreva acqua liquida, dando loro la speranza che anticamente Marte poteva avere tutti gli elementi necessari alla vita.

“Il tema della ricerca della vita su Marte è diventata la base per la ricerca scientifica”, ha detto Dan McCleese, Chief Scientist di JPL.

La ricerca di vita al di là della Terra “ci spinge a compiere delle indagini sin da quando sono stati utilizzati i telescopi per l’osservazione dei pianeti”, ha detto McCleese.

McCleese è uno dei numerosi scienziati della NASA che parteciperà al prossimo episodio della Nova dal titolo “Esiste la vita su Marte?”.

Il documentario, che viene trasmesso alle ore 20 ogni martedì è stato girato prima della fine delle operazioni per il Phoenix Lander e, prendendo i telespettatori dietro le quinte, mostra loro scienziati e ingegneri sul luogo di lavoro, come si dirigono le operazioni di veicoli spaziali a milioni di chilometri di distanza e come si studiano i dati in arrivo.

Gli scienziati non sono su Marte, ma sono loro i maghi che consentono al rover di compiere delle difficili analisi e sperimentazioni come se loro stessi fossero li.

Scritto e prodotto da Jonathan Grupper, il documentario cattura la splendida scoperta scientifica che è diventata la notizia dell’anno.

L’energia solare immagazzinata dal Phoenix Mars Lander ha permesso la raccolta di dati per un periodo di cinque mesi, invece del suo tempo previsto di tre mesi. Una volta giunto l’inverno marziano, Phoenix ha perso il sole e la sua potenza.

Sono anche state trovate prove del fatto che una volta scorreva acqua in abbondanza in tutto il pianeta. Su alcuni terreni il suolo marziano è ospitale alla vita. I campioni e i dati raccolti non mancheranno di tenere occupati gli scienziati per anni.

Nel 1976, quando la missione Viking sbarcò su Marte, le sue telecamere a scansione mostrarono solo un deserto senza traccia di vita. Oggi gli scienziati hanno dovuto cambiare il loro punto di indagine dalla ricerca di vita su Marte a determinare se Marte mai avuto gli elementi per sostenere la vita. Uno di questi elementi è l’acqua. Un altro è un atmosfera per sostenere l’acqua.

Via: Pasadena Star News

Supervideo: stupendo F16 in azione!