Daily Archives: 24 novembre 2008

Alenia Aeronautica: in volo verso l’Africa per ridare la vista a 1000 persone

C 27J b Alenia Aeronautica: in volo verso lAfrica per ridare la vista a 1000 personeIl 23 novembre parte la 10^ edizione della missione sanitaria “Ridare la Luce”: L’AFMAL (Associazione Fatebenefratelli per i malati lontani), Alenia Aeronautica e Aeronautica Militare insieme contro la cecità in Mali. Ad oggi sono state eseguite quasi 17.000 visite e 3000 interventi agli occhi. Medici, infermieri, frati, volontari e piloti di nuovo insieme per la decima edizione di “Ridare la Luce”. La missione sanitaria si svolgerà dal 23 novembre al 6 dicembre in Mali, nell’Africa subsahariana, per curare le malattie della vista degli abitanti di una delle zone più povere della regione sub-sahariana.
Un velivolo da trasporto C-27J, messo a disposizione da Alenia Aeronautica, trasporterà tre sale operatorie e tre team di medici e paramedici provenienti dagli ospedali del Fatebenefratelli, tra i quali una equipe di medici spagnoli, e dal Corpo Sanitario dell’Aeronautica Militare. Un primo team tornerà a Gao, una cittadina sulle rive del fiume Niger, dove le precedenti edizioni della missione hanno consentito di operare e visitare migliaia di persone. L’altra equipe di medici si fermerà a Mopti, una cittadina situata anch’essa al centro del Mali vicino alle Falesia di Bandiagara, la regione dei Dogon.

Nell’Africa sub-sahariana la cecità rappresenta una grossa emergenza sanitaria e sociale che colpisce circa 2 milioni di persone. Molte di queste non hanno la possibilità di ricorrere alle cure mediche e chirurgiche e ciò determina, a lungo andare, patologie come la cataratta, il tracoma, il glaucoma, l’oncocercosi e la xeroftalmia.
Disturbi che sono amplificati da carenza alimentare, acqua non potabile, condizioni climatiche e biologiche disagevoli.

Sotto il profilo umanitario, la cura di un adulto affetto da cecità costituisce un notevole aiuto sociale ed economico nei villaggi della regione, consentendo al singolo di non gravare sulla comunità e di tornare a lavorare. Inoltre i giovani, spesso utilizzati come bambini-guida del cieco, sono liberati da un impegno quotidiano e possono tornare a studiare o a lavorare.
Con il progetto “Ridare la luce” l’AFMAL, l’Aeronautica Militare e Alenia Aeronautica, si prefiggono di soddisfare più obiettivi parallelamente: oltre a consentire il recupero della vista a quanti l’hanno persa, la missione punta a formare i medici e gli infermieri africani. E’ importante infatti che le conoscenze e le tecniche per curare le malattie degli occhi vengano trasmesse al personale medico locale, cosicché possa poi operare autonomamente. In questo senso, la decima edizione di Ridare la luce vede anche la partecipazione di un team di specialisti per la formazione di non vedenti, coordinato dalla signora Ada Negrin dell’Istituto Nazionale Ciechi. Il team affiancherà i medici della missione e porterà avanti un progetto di sviluppo delle dotazioni del Centro per ciechi del Villaggio di Gao. Saranno infatti consegnati computer e stampanti in linguaggio braille ed istituiti dei corsi di formazione per
gli insegnanti locali.
L’impiego del C-27J garantirà alla missione capacità di trasporto e la necessaria flessibilità operativa. Infatti l’aereo – ordinato da otto forze aeree del mondo, tra cui l’Aeronautica Militare – non è progettato solo per compiti di trasporto militare ma anche pensando a ruoli a supporto della protezione civile, missioni umanitarie e trasporto di feriti e malati. Piattaforma ideale questo tipo di missioni, il C-27J può atterrare e decollare su corte piste non preparate in ogni condizione meteo, effettuare lunghi voli di trasferimento e scaricare, anche in volo, carichi umanitari e di soccorso.

La prima missione Ridare la Luce si è svolta nel febbraio del 2004 presso l’ospedale di Gao, La missione Ridare la luce ha toccato tanti piccoli centri, tra i più dimenticati e poveri, del Mali, Ghana, Togo, Benin e Ciad. In totale sono stati svolti quasi 20.000 tra interventi chirurgici e visite agli occhi e consegnati migliaia di occhiali da vista e per la protezione dai raggi solari.

Fonte: Il Volo

Pilota impazzisce in volo: lieto fine grazie al CRM

b767 Pilota impazzisce in volo: lieto fine grazie al CRM Immaginate di essere ai comandi di un Boeing 767 pieno di passeggeri ed improvvisamente il co-pilota al vostro fianco manifesta gravi segni di squilibrio mentale in volo: urla, piange e invoca Dio. I vostri tentativi di calmarlo ed invitarlo a tenere indossate le cinture che si e’ slacciato non hanno effetto, anzi il co-pilota diventa ora bellicoso nei vostri confronti.

E’ accaduto veramente quest’anno su di un volo Air Canada Toronto-Londra ed e’ un caso di studio utilissimo per introdurre una parola chiave di cui non avevo finora avuto occasione di parlare: Crew Resource Management (CRM), una parola che dovrebbe conoscere chiunque operi in un’organizzazione dove diverse persone lavorano ad un obbiettivo comune e dove un errore od un imprevisto puo’ portare a conseguenze disastrose (quindi non solo compagnie aeree, ma anche ospedali, protezione civile, management aziendale,…).

Con CRM, si intende la gestione efficace di tutte le risorse (umane, tecnologiche ed informative) coinvolte nel raggiungimento dell’obbiettivo (nel caso degli aerei di linea, l’obbiettivo e’ di farli volare in condizioni di massima sicurezza ed il CRM riguarda quindi piloti, assistenti di volo, addetti alla manutenzione,…). Sviluppare un buon CRM significa andare ad applicare le diverse conoscenze di Human Factors alle varie interazioni persona-persona (ad esempio, comunicazione interpersonale chiara ed efficace, leadership,..) e persona-tecnologia (ad esempio, comprensione corretta della situazione, valutazione delle decisioni da prendere,…) di uno scenario affrontato, soprattutto se di emergenza. Ed oltre a studiare gli aspetti teorici, e’ necessario addestrarsi a saper metterli in pratica, adottando specifici modelli e procedure.

Tornando al caso del volo Air Canada, e’ grazie ad un ottimo CRM che una situazione delicata come quella ha potuto avere un lieto fine. Ieri e’ uscito il rapporto finale d’inchiesta che fa esplicitamente i complimenti al pilota ed agli assistenti di volo per la dimostrazione di CRM fornita. Vediamo piu’ in dettaglio come sono andate le cose:

  1. Il comandante – di fronte al collega impazzito ed aggressivo – mantiene la calma e valuta la situazione (in gergo tecnico, si potrebbe dire che mantiene la sua situation awareness), concludendo che il co-pilota e’ diventato un potenziale pericolo per il volo.
  2. Il comandante chiama in cabina l’assistente di volo piu’ alto in grado e gli comunica di ritenere che il co-pilota sia inabile a svolgere le sue funzioni (e qui vediamo uno dei tanti comandamenti del CRM in azione: “Comunica il problema come lo vedi in modo diretto, separandolo dalle tue emozioni“).
  3. Il comandante chiede di nuovo al co-pilota, ora con l’assistente di volo come testimone (altro comandamento CRM in azione: “Raggiungi una comprensione condivisa della situazione“), di indossare le cinture di sicurezza e di riprendere a co-operare, precisando che se non lo fara’ dovranno ritenerlo inabile a svolgere le sue funzioni ed agire di conseguenza.
  4. Non avendo ottenuto risposta positiva, il comandante ordina all’assistente di volo di ammanettare il co-pilota in modo che non possa raggiungere i controlli dell’aereo. Presa questa prima misura di sicurezza immediata, viene organizzato l’intervento di tutti gli assistenti di volo per rimuovere il co-pilota dalla cabina e trasportarlo in una posizione ancora piu’ sicura: un posto di finestrino dove tenerlo bloccato in classe economica.
  5. Risolto il pericolo immediato senza particolari danni, a parte la lesione ad un polso di uno degli assistenti di volo, quest’ultimi si preoccupano della salute del co-pilota, individuando due medici a bordo che lo possano seguire. Nel frattempo, il comandante informa la compagnia aerea ed il controllo del traffico aereo della situazione e si prepara per una procedura di atterraggio in emergenza medica e con pilota singolo.
  6. Prima di iniziare la discesa, il comandante fa verificare la lista dei passeggeri per individuare un eventuale pilota di linea che si trovi a bordo come passeggero. Dato che uno degli assistenti di volo ha un brevetto di volo di un livello sufficiente a poter essere utile su quel tipo di aereo, il comandante chiede all’assistente di volo di sedersi al posto del co-pilota per poter collaborare se necessario.
  7. L’atterraggio si svolge senza problemi all’aeroporto di Shannon in Irlanda.

Se siete curiosi di sapere qualcosa anche sulla sorte del co-pilota, il rapporto dice solamente che e’ stato ricoverato in ospedale in Irlanda per 11 giorni, poi e’ stato organizzata un’aeroambulanza per continuare le cure in un ospedale canadese.

Fonte: Il Sole 24 ore

EasyJet si oppone a Viterbo: Bartoletti replica

easyjet EasyJet si oppone a Viterbo: Bartoletti replicaEasy Jet, seguendo l’onda della Ryanair, si dice contraria allo spostamento dei suoi voli da Ciampino a Viterbo, ed annuncia la volontà di trasferire il suo quartier generale capitolino a Fiumicino.

Rompendo il lungo silenzio sull’argomento, le due autorevoli compagnie low cost hanno, almeno per ora, boicottato la loro potenziale presenza nello scalo della Tuscia; tutto questo, proprio nel momento in cui appare ormai irrevocabile la decisione di delocalizzare il secondo scalo romano a Viterbo.

Sono gli ultimi colpi di coda –afferma l’assessore all’aeroporto Giovanni Bartoletti – di chi ha goduto per anni del privilegio, unico in Europa, di atterrare con voli low cost in uno scalo quasi interno al tessuto urbano della Capitale. Queste compagnie non avranno alternativa, e lo sanno bene: o verranno a Viterbo o lasceranno per sempre il mercato romano. Fiumicino costa troppo per una compagnia low cost e, soprattutto, crea corti circuiti di mercato con le compagnie “convenzionali” che vedono le loro sorelle minori come il fumo negli occhi. Di conseguenza, il gestore aeroportuale, ci penserà bene prima di far penetrare all’interno del principale scalo romano dei “tarli” che potrebbero rovinargli il business principale.

In pratica, conformemente a quanto avviene in tutta Europa, gli aeroporti principali sono destinati ai “full service carrier” come ad esempio le compagnie di bandiera e gli aeroporti più periferici sono finalizzati ai vettori “low cost”, così come già accade a Parigi, Bruxelles, Londra, Barcellona, Francoforte, Stoccolma, Amburgo e molte altre città.

Quest’ultimi, come sarà per Viterbo, sono i cosiddetti “scali di prossimità”, e distano tutti tra i 70 e i 120 chilometri dalle città di riferimento e ospitano, in genere, le compagnie a basso costo, quelle che offrono prezzi ridotti a fronte di economie di gestione aziendale, prima tra tutte la scelta dell’aeroporto di riferimento che consente di pagare ridotte tasse aeroportuali e ottenere bassi costi di esercizio.

Pertanto le anglofone sparate, di chi tra tre anni busserà alle nostre porte, anziché preoccuparci – continua Bartoletti -contribuiscono a rafforzare ulteriormente l’indirizzo di Governo che prevede l’imminente chiusura di Ciampino, con la conseguente apertura dello scalo viterbese. Ovviamente, quindi, il timore dei due colossi dei voli a basso costo rappresenta la conseguenza diretta dell’accelerazione dell’iter suddetto. Iter procedurale che ha avuto recentemente una repentina accelerazione grazie all’instaurazione della “cabina di regia ministerile” e all’annuncio della convocazione della conferenza dei servizi per l’aeroporto stabilita per i primi mesi del 2009.

In ogni caso, anche se le due regine delle low cost decidessero di abbandonare la Capitale ci sarebbero comunque decine di concorrenti pronte ad accaparrasi un’invidiabile fetta di mercato.
Mercato che, giova ricordare, è in profonda ascesa e che indipendentemente da tutto darà uno slancio epocale all’economia di tutta la Tuscia. Per capire cosa avverrà a breve nel campo dell’aviazione commerciale è emblematica la recente iniziativa “pacchetto aeroporti” della Commissione Europea intitolata “An action plan for airport capacity, efficiency and safety in Europe”. In tale atto si delineano gli sviluppi futuri dell’azione comunitaria in materia aeroportuale, in relazione al previsto “capacity crunch ” (crisi della capacità aeroportuale) prevista tra non molti anni. Recita infatti il paragrafo 7 del documento: “Se gli attuali livelli di capacità non saranno drasticamente aumentati, si stima che 60 aeroporti europei saranno gravemente congestionati e che i maggiori 20 aeroporti saranno saturi almeno 8-10 ore al giorno entro il 2025″.

Il paragrafo 3 recita: “In una società moderna la connettività è la base per la competitività economica, per la coesione sociale e regionale e per lo sviluppo culturale. Conseguentemente, non solo le necessità economiche e commerciali della globalizzazione spingono la crescente domanda per i trasporti aerei, ma la domanda per i viaggi aerei è anche rafforzata dai bisogni sociali e culturali.”

Il paragrafo 5: “Gli aeroporti sono di significativa importanza economica, sia su scala locale che globale. Mentre gli operatori degli aeroporti europei impiegano direttamente circa 120.000 dipendenti per servire 580 milioni di passeggeri all’anno, il totale della forza lavoro a terra delle aziende aeronautiche, della manutenzione, della ristorazione, del commercio e del controllo del traffico aereo ammonta a circa 1,1 milione di lavoratori. Il settore aeroportuale crea direttamente in media 925 posti di lavoro per milione di unità (cioè un passeggero o 0,1 ton di carico). La vicinanza ad un aeroporto principale è per il 31% delle imprese un fattore chiave per la localizzazione di impianti produttivi. Per i servizi bancari o assicurativi, il trasporto aereo costituisce il 50% della domanda di trasporto totale. Una industria dei trasporti aerei efficiente contribuisce quindi agli obbiettivi stabiliti nell’Agenda di Lisbona”.

Nel paragrafo 12 si legge: “Gli aeroporti regionali sono importanti per lo svilupo di una rete di trasporti integrata europea. A questo riguardo sarebbe auspicabile sbloccare le capacità latenti a livello di aeroporti regionali [...]. Gli Stati membri dovrebbero tentare di migliorare l’accessibilità di tali aeroporti attraverso ferrovie e strade per permettere loro di agire come aeroporti sostitutivi” Come si vede, la Commissione Europea sottolinea l’importanza degli aeroporti locali per lo sviluppo territoriale, invitando conseguentemente gli Stati membri ad incrementarne le potenzialità anche mediante la realizzazione di infrastrutture per la loro connettività e indica i valori statistici che ne dimostrano la capacità di accrescere occupazione e ricchezza, quasi a rafforzare la convinzione di quanti, come me, vedono nell’aeroporto una estrema e decisiva possibilità di progresso – non solo economico.
Secondo i dati previsionali contenuti nell’ultimo Airbus Global Market Forecast, oltre 24.300 aeromobili per il trasporto passeggeri e merci per un valore complessivo di US$2,8 trilioni saranno richiesti tra il 2008 e il 2026. Airbus prevede che il traffico passeggeri crescerà di una percentuale media del 4,9% all’anno triplicando la crescita attuale entro i prossimi 20 anni.
Con questi numeri alla mano le dichiarazioni di Easy Jet volano in alto sopra le nostre teste.

Comunicato stampa dell’assessore all’aeroporto di Viterbo
Giovanni Bartoletti

Supervideo: UFO all’air show in Inghilterra

Un ringraziamento speciale agli amici di Segni Dal Cielo per l’ottimo video segnalato.