Daily Archives: 21 novembre 2008

L’india ritarda il bando per la fornitura di 197 elicotteri

helicopter1 L’india ritarda il bando per la fornitura di 197 elicotteriNUOVA DELHI – Il bando indetto dal governo indiano per la fornitura di 197 elicotteri con missioni di sorveglianza e riconoscimento all’aeronautica e all’esercito indiano è stato ritardato di due mesi, dal 24 Ottobre al 19 Dicembre.

La ragione del ritardo è da attribuire alla difficoltà da parte dei diversi competitors di completare una offerta dettagliata rispettando i requisiti necessari.
Nei 750 milioni di dollari offerti a Luglio, il ministro della difesa ha incrementato il livello di difesa necessario dal 30% al 50%. La proposta è stata inviata a: Eurocopter France, Bell Helicopter, Sikorsky Aircraft, Boeing USA, AgustaWestland e Kamov Design Bureau.

La vittoria del bando porterebbe alla fornitura di 197 elicotteri (30 l’anno fino al 2011) con inizio consegne 24 mesi dopo la firma del contratto.
Il governo indiano ha deciso di riproporre il bando in seguito alla cancellazione del piano iniziale in cui EADS ne era uscita vincitrice. Il governo aveva preso la decisone di sospendere il bando in seguito all’accusa da parte della Bell di mancata trasparenza nel processo di selezione.

L’obiettivo delle forze armate e dell’aviazione indiana è quello di ottenere 384 elicotteri. Di questi 187 saranno prodotti in India dall’azienda statale Hindustan Aerospace mediante un trasferimento di Know-How.

Via: Defence News

Campania. Aerospazio comparto produttivo verso il quale indirizzare interventi di innovazione e sviluppo.

 Campania. Aerospazio comparto produttivo verso il quale indirizzare interventi di innovazione e sviluppo.L’assessore campano alla ricerca Nicola Mazzocca: ”In Campania esiste un piano regolatore condiviso per lo sviluppo del sistema della ricerca”.

E’ giunto al capolinea il viaggio a tappe sul territorio regionale campano del tour della ricerca che ha contribuito a definiti ventitre interventi di innovazione e sviluppo per tredici ambiti ben definiti.
Gli ambiti sono: aerospazio, ambiente e sicurezza, innovazione ict, logistica e trasporti, materiali, sviluppo e innovazione, biotecnologie, agroalimentare, beni culturali, design industriale, energia, nuove tecnologie per i settori tradizionali e salute.

Durante la prima giornata del workshop svoltosi presso il Teatro Mediterraneo – Mostra D’Oltremare. è stato presentato libro della Confindustria Campania sull’Innovazione dove sono state raccolte tutte le proposte progettuali presentate nelle diverse tappe del tour della ricerca.
“L’iniziativa realizzata con il tour della ricerca è unica nel suo genere: 14 incontri tematici di confronto tra il mondo della ricerca e delle imprese con l’elaborazione di significative proposte condivise. Si è creata convergenza fra tre fattori. Consiglio Regionale, Giunta e Partenariato hanno approvato all’unanimità le ‘Linee Strategiche per la Ricerca’; il mondo delle imprese grandi, medie e piccole, grazie ad un’intensa attività di animazione ha contribuito alla divulgazione e condivisione del modello valutandone la reale applicazione; il mondo della ricerca si è presentato con un’offerta aggregata all’appuntamento con il mondo dell’impresa”, ha dichiarato l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione della Regione Campania, Nicola Mazzocca.

“In Campania esiste dunque ‘il piano regolatore’ per lo sviluppo del sistema della Ricerca e Innovazione, un piano regolatore in cui i diversi attori si riconoscono e ne certificano la realizzabilità e sostenibilità. La Campania può dunque recitare un ruolo di cerniera con le altre regioni meridionali. In questa regione il modello della tripla elica (impresa, istituzione, ricerca) non è un esercizio teorico ma una realtà.
Il risultato di quest’intensa attività di dialogo tra mondo della ricerca e mondo dell’impresa ha prodotto l’individuazione di tematiche su cui esistono competenze industriali e scientifiche, anche per la creazione di nuova impresa. Il nostro tour è stato anche un processo per favorire nuovi investimenti ed aggregare più proposte”, ha aggiunto l’assessore Mazzocca.

“Confindustria Campania ha deciso di farsi promotrice,di concerto con l’Assessorato alla Ricerca della Regione Campania, della realizzazione di progetti di cooperazione in materia di ricerca ed innovazione capaci di mettere in relazione, in una logica di filiera, le nostre imprese con le competenze tecnico scientifiche espresse dai centri regionali di competenza presenti sul nostro territorio” ha dichiarato Carlo Boffa, presidente f.f. di Confindustria Campania.
Questa giornata rappresenta il punto di arrivo di un percorso, avviato più di un anno fa, con un obiettivo ambizioso: creare una rete di competenze locali tra sistema di ricerca e sistema di imprese, al fine di definire progetti coerenti con le strategie del Governo Regionale ma, soprattutto, coerenti con il fabbisogno delle imprese e con le competenze dei centri di ricerca” ,ha aggiunto il presidente f.f. Confindustria Campania.

“I Centri regionali di competenza hanno contribuito ad aggregare l’offerta di ricerca e svolgere un ruolo di cerniera e di ponte con il mercato e il tessuto produttivo locale e internazionale. Con questa base abbiamo potuto definire un modello e giungere più facilmente alla sintesi e definire ambiti ed interventi di investimento. In un contesto di ricerca non aggregato ciò non sarebbe stato possibile o sarebbe stato molto più difficile. Complessivamente la percentuale di spesa in Ricerca e Sviluppo in Campania si è assestata sul 1,12% del PIL regionale, immediatamente a ridosso delle regioni settentrionali più attive e con un valore superiore a quello della media nazionale. La Campania può recitare un ruolo di animazione per tutto il meridione. La Campania e le altre regioni del Mezzogiorno, insieme, possono fare massa critica per ridare alla ricerca e all’innovazione lo slancio e la centralità che meritano.

Le regioni meridionali possono e devono recitare, in modo integrato, un ruolo da protagoniste. Per dare continuità alla nostra azione la Campania si candida ad ospitare una giornata annuale dell’innovazione in cui si possa declinare il rapporto tra ricerca e sviluppo. La Campania è anche coinvolta nel progetto Sud/Nord per realizzare una collaborazione a livello nazionale, che integra le capacità produttive, la rete dei saperi e delle eccellenze, la competenza nello sviluppo di nuove tecnologie con lo scopo di creare nuovi prodotti e processi e favorire così il consolidamento del sistema della ricerca e dell’imprenditoria con la nascita di nuova occupazione” , ha concluso l’assessore Mazzocca.

Antonio Ferrara

Lieto evento a bordo di un aereo Finnair

airbus a340 finnair Lieto evento a bordo di un aereo FinnairA bordo di un aereo di Finnair è nata una bambina; l’aereo percorreva la rotta da Bangkok a Helsinki a circa 11 mila metri di altezza; il parto è avvenuto mentre il velivolo sorvolava il Kazakhstan. La neomamma, di nazionalità svedese, stava tornando dalla Thailandia.
“Finnair vuole congratularsi con tutta la famiglia per questo lieto evento,” ha dichiarato Christer Haglund, responsabile delle comunicazioni aziendali di Finnair. “E’ un occasione unica per Finnair, finora non era mai avvenuta una nascita su uno dei suoi aerei. La famiglia riceverà da Finnair dei biglietti omaggio per tornare a Bangkok.”

Il parto è stato seguito da due medici e due infermiere che viaggiavano a bordo dell’aereo collegati con un medico del servizio MedLink attraverso il telefono satellitare. Quando l’aereo è arrivato a Helsinki-Vantaa, la madre e la bambina sono state immediatamente accompagnate all’ospedale. Un medico del servizio MedLink è a disposizione dei velivoli di lungo raggio di Finnair, garantendo l’assistenza immediata di un esperto. Le donne in gravidanza possono volare dopo la ventottesima settimana solo se presentano un certificato medico che ne conferma le condizioni di salute. Le passeggere in gravidanza possono volare fino alla trentaseiesima settimana e, sui voli di Finnair a corto raggio, possono viaggiare fino alla fine della trentottesima settimana. Queste regole sono raccomandate dalla IATA.

Fonte: Il Volo

Internet nello spazio: e non è fantascienza

plutone lune artista Internet nello spazio: e non è fantascienzaNella notte tra martedì e mercoledì un timido (di notte si mandano le notizie che contano meno) dispaccio d’agenzia ha segnalato la messa a punto da parte della NASA del sistema Delay Tolerant Network. Che è quello che dice il nome: una rete che sopporta i ritardi. Sottinteso: senza abortire le comunicazioni che si stanno svolgendo. Nello spazio.

Uno comincia a fantasticare, a ricordare romanzi di fantascienza di quando s’era ragazzi, in cui l’astronauta parlava con la moglie e la sua bambina ma con un ritardo di mezz’ora tra una comunicazione e l’altra, una frase e l’altra. Vediamo meglio.

Un Google project - A questo progetto ha lavorato Vinton Cerf, uno dei creatori del protocollo originario di Internet e oggi membro del board of directors di Google. A proposito, sapete chi è uno dei maggiori finanziatori di questo progetto? Google. Ma non è il caso di farsi prendere da paranoie.

Il volo tortuoso del piccione - Prima però ricordiamo cos’è internet. Al contrario di quanto la nostra comune esperienza con skype o con le chat possa farci immaginare, internet non funziona come un telefono. La mia voce non giunge a te come una freccia, ma fa un giro. Testi, voci, immagini, tradotti in pacchetti di dati, seguono percorsi (i percorsi disponibili sulla rete in quel momento) per portare dal punto A al punto B il carico di informazione. Il percorso può essere anche tortuoso, e tuttavia invisibile da parte dell’utente, che pensa di star mandando il suo privato piccione viaggiatore.

Una rete con tante internet - Ora nello spazio le cose si fanno solo in apparenza più complicate. Il nuovo protocollo, che supera lo TCP/IP che incarna la rete internet, “è in realtà – ci dice Alberto Berretti, fisico e matematico a Tor Vergata Roma 2 – una rete store-and-forward, conserva e poi manda: non puoi immaginare di fare una rete a pacchetto come quelle terrestri nello spazio, perche’ (1) i ritardi dovuti alla velocita’ finita di trasmissione della luce sono notevoli (2) i router inevitabilmente fluttuano nello spazio e durante le loro orbite possono perdere la loro reciproca visibilita’ (cioè essere “eclissati” da un corpo celeste, ad esempio). L’internet interplanetaria invece di essere una internet di reti, e’ una rete di internets, se in italiano si potesse dire…”

Fino a ore di interruzione - Maggiori spiegazioni si possono leggere su Wikipedia qui (link in inglese). In altri termini, nello spazio avremmo diverse reti internet-like con tanti nodi diffusi (ad es. su una astronave, sulla luna, su marte, etc.), si tratterebbe di reti interconnesse tra loro alla meno peggio, quando possibile e come possibile, per lo scambio dei dati con interruzioni nella trasmissione che potrebbero arrivare secondo alcuni fino a 20 minuti, ma secondo altri fino ad ore di pausa. Detta in un linguaggio assai banale: anche se un asteroide si mette tra il nodo A e il nodo B la “linea non cade” e la trasmissione riprende da dove si era interrotta.

Quali sarebbero i nodi diffusi nello spazio? Satelliti, stazioni orbitanti, perfino future stazioni automatizzate distribuite sui pianeti oppure orbitanti attorno alla Luna ed altri corpi celesti (quest’ultimo elemento è ancora fantascienza).

Come una rete Fidonet cosmica…-A questo vecchio narratore di cose tecnologiche, la nuova architettura ricorda l’organizzazione della rete Fidonet (wikipedia in italiano) oppure le stazioni di posta dei secoli passati. Quando negli anni ‘80 del ‘900, internet non era ancora a disposizione della popolazione civile, ma solo appannaggio di accademici e militari, noi ci si arrangiava con la rete Fidonet. Era basata su singoli computer, che si collegavano con il telefono analogico e su un normale numero oppure utilizzavano le prime “reti a pacchetto” (qualcuno ricorderà la famigerata Itapac).

Mandavi un messaggio da Roma in Antartide e quello andava per prima cosa a Madrid, in casa di uno che teneva un pc con la rete Fidonet, magari installato in camera da letto. Poi da Madrid, magari dopo 48 ore, il messaggio andava a Lisbona e da lì a Rio. E poi a Baires. E poi, insomma avete capito. La posta elettronica poteva impiegare anche una settimana ad arrivare a destinazione. Ovviamente il paragone è letterario e non descrive in modo scientifico ciò che la Nasa sta lanciando, ma è bello vedere come i concetti ingegneristici di Vinton Cerf siano basati su semplici strutture della mente umana.
Fonte: Repubblica