Monthly Archives: ottobre 2008

Sull’aeroporto di Forlì si scontrano Wind Jet e Ryanair

Saputa la notizia del potenziamento dei voli di Ryanair sa/per il Marconi di Bologna, dopo un momento di impasse la Wind Jet rilancia sull’aeroporto di Forlì: lo scalo romagnolo, gestito dalla SEAF, sarà la terza base operativa della compagnia low cost siciliana che dovrebbe far stazionare sullo scalo almeno un velivolo.

“Coerentemente con il proprio piano di sviluppo Wind Jet annuncia oggi – recita un comunicato della SEAF – l’apertura della sua terza base: Forlì. L’aeroporto affianca quindi le basi di Catania e Palermo e fungerà da vero e proprio hub per Wind Jet”.
L’attività di Wind Jet presso l’aeroporto Ridolfi di Forlì, ricorda la compagnia, è iniziata nel 2003 con i voli nazionali e nel 2005 con l’apertura di voli internazionali per Bucarest, Mosca, San Pietroburgo, Zante e, da questa estate, per Samara.

Il successo ottenuto sin dall’inizio delle operazioni è alla base della scelta che ha per oggetto lo scalo gestito dalla SEAF. D’altronde la decisione è ampiamente supportata dai dati: nel 2008 il traffico Wind Jet su Forlì sfiorerà quota 400.000 passeggeri con un load factor del 78,5%, con un aumento percentuale del 4,9 rispetto al 2007.

La nota si conclude con l’annuncio da parte di Wind Jet dell’istituzione, in occasione della prossima stagione estiva, di un ulteriore collegamento internazionale in via di definizione, e di due nuovi collegamenti nazionali con la Sardegna: Cagliari con sei voli settimanali e Olbia con due voli settimanali

Il breve comunicato stampa della SEAF giunge a poche ore dalla polemiche intercorse tra la stessa SEAF e la Ryanair, la compagnia low cost irlandese che aveva annunciato una serie di nuovi collegamenti dall’aeroporto Marconi di Bologna che rappresentavano dei “doppioni” con i collegamenti operati da Forlì.

In pratica la Ryanair anticipava di un paio di anni il potenziamento dei collegamenti sul Marconi andando così a ledere gli interessi dell’aeroporto di Forlì: Ryanair, infatti, avrà ogni giorno un collegamento per Bari da entrambi gli scali, mentre su Lametia avrà due collegamenti al giorno da Forlì e uno da Bologna.

Ryanair, inoltre, ha annunciato due nuovi collegamenti con la Sicilia occidentale: due voli a settimana da Bologna per Trapani e tre settimanali per Palermo.
In pratica l’aeroporto di Forlì manterrebbe con Ryanair una sorta di esclusiva regionale solo nei collegamenti con gli aeroporti della Sardegna, Cagliari, Olbia e Alghero.
Un monopolio che dalla prossima estate la Wind Jet vuole andare a “colpire” con i nuovi collegamenti per Cagliari e Olbia.

Fonte: Dedalonews

Con il piano Fenice di CAI, Malpensa sarà un piccolo aeroporto regionale

“Trovo davvero sconcertante che oggi il sindaco di Milano Letizia Moratti abbia convocato un vertice non tra le istituzioni milanesi e lombarde, prima fra tutte la Provincia, secondo azionista di Sea, bensì un vertice di partiti al quale hanno partecipato esponenti di primo piano del PdL e della Lega; e fatto ancora più grave con la presenza del presidente di Sea Giuseppe Bonomi”.

Queste le parole del presidente della Provincia di Milano Filippo Penati in merito al vertice su Malpensa e sul sistema aeroportuale milanese che si è tenuto oggi a Palazzo Marino. “Credo – prosegue Filippo Penati – che non ci sia bisogno che sia io a ricordarlo come un presidente di una s.p.a. debba rispondere ai soci della società e, se ha bisogno di concertare le azioni, il luogo più appropriato è l’assemblea. “Non siano i partiti, quindi, a decidere le strategie di una società e Bonomi non prenda ordini da chi ha voluto l’operazione Cai e oggi dice di voler difendere il futuro di Malpensa.

“Con il piano di Cai, – aggiunge il presidente Penati – come ha dichiarato lo stesso Bonomi al Sole24Ore non c’è futuro, Malpensa non sarà mai né un hub, né un aeroporto intercontinentale, anzi verrà ridotto a un piccolo aeroporto regionale, che per sopravvivere deve sperare nel traffico low cost, quando questo territorio ha invece bisogno di essere collegato in modo efficiente con tutti e cinque i continenti.

“Chiederemo al presidente Bonomi di riferire in assemblea quali sono gli impegni che ha assunto per conto della società nel corso del vertice di oggi voluto dal sindaco Moratti. E il Governo si impegni a liberalizzare i diritti di volo perché così si sta assumendo la responsabilità di decretare la morte di Malpensa. “Da quando è cambiato il Governo – conclude Penati – si è rotto il fronte comune delle istituzioni milanesi e lombarde, dove Comune e Regione appaiono più impegnate a coprire le scelte del Governo Berlusconi che ha dimenticato il Nord, piuttosto che a rappresentare i bisogno di Milano e della Lombardia”.

Fonte: IMG Press

CAI aumenta il capitale ma l’offerta resta condizionata

Anche trasformata in società per azioni, la CAI di Roberto Colaninno continua il braccio di ferro con i sindacati. L’assemblea finita poco fa a Milano ha infatti subordinato la presentazione dell’offerta definitiva al raggiungimento di «tutti gli accordi sindacali» entro il 31 ottobre e di sospenderla comunque fin quando la Commissione Europea non confermi «l’assenza di aiuti di stato a vantaggio di CAI» nel prestito ponte e nel piano industriale. Necessari, infine, provvedimenti favorevoli da parte dell’antitrust italiano.

Tre condizioni pesanti che rischiano di oscurare le notizie incoraggianti sulla trasformazione in spa, l’aumento di capitale a 1,1 miliardi di euro e il divieto di cedere azioni per cinque anni. Lo stesso Colaninno ha ribadito che l’incontro in corso a Roma «non è un accordo» ma «la stesura dei contratti sulla base degli accordi firmati e siglati tempo fa». E ribadisce. «Non c’è nessuna trattativa. Si tratta di stendere i contratti, non di rinegoziare l’accordo già firmato tempo fa.» Un atteggiamento duro che mira a bissare il successo iniziale.

L’aumento di capitale vedrà le offrire le azioni «in parte agli attuali soci e in parte a nuovi soci nell’ambito della complessiva operazione di acquisti e beni e asset di Alitalia da parte di CAI.» «Il trasferimento delle azioni prima della scadenza del lock-up – aggiunge il comunicato letto da Colaninno al termine dell’assemblea – potrà avvenire unicamente tramite cessione delle stesse ad azionisti della società stessa o a cittadini italiani o società facenti capo, direttamente o indirettamente, a soggetto e/o entità italiane, a condizione che vi sia il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri del cda». La quotazione in borsa potrà invece avvenire dal 2010, con offerta pubblica di vendita.

L’assemblea ha eletto un cda di 15 membri che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2010. Insieme al presidente Colaninno e all’a.d. Rocco Sabelli, in cda siederanno anche Gianluigi Aponte, Massimiliano Boschini, Francesco Caltagirone Bellavista, Carlo D’Urso, Corrado Fratini, Andrea Guerra, Salvatore Mancuso, Fausto Marchionni, Francesco Paolo Mattioli, Gaetano Miccichè, Angelo Riva, Carlo Toto e Marco Tronchetti Provera. Nella cordata dovrebbe entrare inoltre con una quota di 15 milioni la holding di servizi finanziari per il lusso e altri settori MPA, presieduta da Maurizio Traglio. La scelta del partner straniero è attesa per novembre.

Fonte: Dedalonews

Malesia annulla ordine 12 Eurocopter EC725?

La Malesia avrebbe deciso di cancellare l’ordine per 12 elicotteri militari Eurocopter EC725, un contratto del valore di 657 milioni di dollari.

Citando una fonte mantenuta anonima, il sito www.themalaysianinsider.com ha annunciato che il ministro delle finanze malese, Najib Razak, avrebbe deciso di annullare l’ordine nell’ambito di un ulteriore potenziamento del piano per ridurre gli effetti della crisi internazionale sull’economia del paese asiatico che dipende principalmente dai rapporti commerciali con gli altri stati.
La notizia non è stata ancora confermata dal ministro malese.

Tra l’altro in passato l’ordine con Eurocopter era stato oggetto di polemiche, peraltro smentite dal ministro della Difesa, da parte dell’opposizione che aveva chiesto una commissione di inchiesta parlamentare asserendo che il prezzo degli elicotteri sarebbe stato più del doppio rispetto a quello di un ordine analogo fatto dal Brasile.

Fonte: Dedalonews
Foto: Eurocopter

L’Aeronautica Militare ferma gli elicotteri HH3F per precauzione

hh3f_ami.jpgL’Aeronautica Militare informa che al momento ha deciso di non riprendere, a titolo precauzionale, l’attività di volo degli elicotteri HH-3F fino al completamento di tutti gli accertamenti di natura tecnica, attualmente condotti dalla commissione di inchiesta istituita dalla forza armata, relativi all’incidente aereo occorso giovedì 23 ottobre in Francia.
Il servizio S.A.R. (Search and Rescue) sarà parzialmente assicurato dagli elicotteri AB-212 delle squadriglie di collegamento e soccorso dell’Aeronautica Militare distribuite sul territorio nazionale.

Fonte: Il Volo

Quando Brindisi era il migliore centro di manutenzione di elicotteri

BARI – Brindisi, non è solo la base operativa dell’«84° Gruppo Sar», il fiore all’occhiello del sistema di pronto intervento umanitario dell’Aeronautica militare, Brindisi è stata anche l’«officina» più importante del Mediterraneo per quanto riguarda la manutenzione di elicotteri, sia militari che civili.

In quegli stessi capannoni che attualmente ospitano gli impianti della «Agusta-Westland», la più importante società di avionica ad ala rotante (elicotteri) del mondo, è stata scritta la storia dell’industria aeronautica del nostro Paese.

Nelle stesse officine della «Saca» prima (fondata negli anni 30 dall’imprenditore leccese Indraccolo) oggi della «Agusta-Westland», sono stati riparati gli elicotteri di tre pontefici e di decine di leader di mezzo mondo, tra i quali quelli di Saddam Hussein (prima dell’embargo), compresi quelli dell’Aeronautica e della Marina (gli SH3d).

Oggi, in questo stabilimento che si affaccia sul mare a nord di Brindisi si costruiscono gli elicotteri di ultima generazione. Compresi quelli destinati all’Esercito canadese e Usa e alcune parti di quelli che hanno rappresentanto la famosa commessa che Berlusconi riuscì a vendere al suo amico Bush.

Le attività di manutenzione, invece, e dunque i migliori «meccanici del mondo» a Brindisi non ci sono più. Trasferiti. L’azienda dopo la fusione con l’inglese Westland ha spostato dallo scorso anno nello stabilimento di Frosinone tutte le attività di manutenzione del gruppo.

«Noi – racconta uno dei vecchi meccanici che per 40 anni ha smontato e rimontato gran parte degli elicotteri riparati nello stabilimento di Brindisi, oggi in pensione – giovani strappati alla terra e per questo con una passione sconfinata, eravamo rispettati dalle più importanti industrie aeronautiche del mondo. Oggi invece…».

Il nostro ex meccanico dei cieli non vuole, neppure lontanamente lasciare intendere che la causa della tragedia di ieri in Francia che ha coinvolto l’elicottero HH-3F dell’Aeronautica militare, fino ad un anno fa riparato negli stabilimenti di Brindisi, si possa addebitare alla incapacità degli addetti del nuovo stabilimento. «Il problema però – dice – forse è che oggi soprattutto per quanto riguarda i velivoli militari si vola di meno e dunque le manutenzioni vengono eseguite con frequenze diverse rispetto ad una volta quando le ore di volo previste dai manuali si consumavano in pochissimi mesi».
Perchè quell’elicottero allora, considerato un gioiello che le forze armate di tutto il mondo ci invidia, è precipitato? Cosa potrebbe avere causato la tragedia nella quale hanno perso la vita gli 8 militari di base a Brindisi? Domande alle quali per il momento nessuno potrà rispondere se non la commissione già istituita d’inchiesta istituita dai militari.

«Io credo – dice il direttore generale degli Industriali di Brindisi, Angelo Guarini, la memoria industriale nel settore aeronautico in Puglia – che ci possono essere due ipotesi alla base della tragedia di ieri: un cedimento strutturale oppure un blocco del motore. Ipotesi verosimili quando si tratta di macchine. Ma una cosa è certa non si può addebitare all’età. Quelgli elicotteri avevano 20 anni di vita, ma anche gli Md80 dell’Alitalia hanno 25/30 anni. Un velivolo se ben riparato è come fosse nuovo». Fondamentale è dunque «come si ripara. E chi lo ripara».

Franco Giuliano

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno