Barack in volo con l’ “Obama One”, aereo della discordia

Per i conservatori è un nuovo simbolo dell’egocentrismo del candidato democratico, che non rinuncia però a vestirlo di colori nazionali, logo e motto della campagna
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 Barack in volo con l “Obama One”, aereo della discordiaLa visita ai paesi mediorientali ed europei è un’appuntamento importante per Barack Obama, che per arrivare alla Casa Bianca ha bisogno di dimostrare la sua capacità di muoversi con autorevolezza e competenza sugli scacchieri internazionali. Così importante che il senatore ha voluto affidare gli spostamenti, suoi e del suo staff, non ad un mezzo qualunque, ma a qualcosa che parlasse della forza e del successo della sua campagna: un Boeing 757 completamente personalizzato, dipinto di bianco e blu, con il logo di Obama ’08 sulla coda e il motto “Change we can believe in” dipinto a caratteri cubitali su entrambi i lati della carlinga.

All’interno dell’aereo, presentato domenica alla vigilia della partenza per il Medio Oriente, c’è spazio per una prima classe extralusso, riservata al senatore, alla sua famiglia e alle figure di punta della sua campagna, una business class per il resto del team e, in fondo, una classe economica per i giornalisti che si muovono al seguito dell’aspirante presidente.

Barack Obama non ha partecipato personalmente al volo di debutto del Boeing, ma il nuovo mezzo, immediatamente soprannominato “Obama One” – sulla scorta del nome dell’aereo presidenziale, l’Air Force One – ha riaperto la polemica mai sopita sul suo presunto egocentrismo e sul culto della personalità su cui si fonderebbe tutta la sua campagna: per i conservatori, il senatore si comporta come un messia, come se fosse il solo e unico eletto capace di riportare moralità e dignità all’America, “salvandola” dall’era Bush e dal pericolo di un’era McCain. L’intero viaggio in Europa e Medio Oriente sarebbe, attaccano i repubblicani, solo “una trovata pubblicitaria”.

Mentre in patria la querelle continua e Obama prosegue nei suoi spostamenti fra un paese e l’altro, a terra ci si chiede quale sia precisamente l’itinerario: domanda destinata a restare senza risposta, visto che per garantire la sicurezza del senatore lo staff non ha reso pubblici i dettagli del viaggio. Sembrano comunque confermati lo stop di domani fra Israele e Palestina, seguito dall’incontro con il cancelliere Angela Merkel a Berlino e dalle tappe in Francia e Regno Unito per incontrarsi con il presidente Nicolas Sarkozy e il premier Gordon Brown.

Fonte: La Stampa

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