Aerei come i frigoriferi Quelli nuovi consumano meno

vueling Aerei come i frigoriferi Quelli nuovi consumano menoFARNBOROUGH - Il salone internazionale dell’aeronautica di Farnborough si è aperto con la battaglia tra Airbus e Boeing a suon di ordinativi. Ha aperto i giochi la compagnia di Eads. Airbus, nonostante la crisi del mercato dell’aviazione commerciale, depressa dal rincaro dei carburanti, nel primo semestre dell’anno ha registrato ordini per 525 aerei pari a un valore di 62 miliardi di dollari, e una quota di mercato del 52%. Il portafoglio ordini è aumentato di 242 velivoli portando il totale a quasi 3.700 aerei che equivalgono a circa sei anni di produzione. Per quanto riguarda il nuovo a350, nel primo semestre Airbus ha ricevuto altri 82 ordini portando il totale a 374 aerei da 23 compagnie. Infine Airbus conta di ricevere numerosi ordini nel corso del salone di Farnborough.

Non si è fatta attendere la risposta di Boeing che ha annunciato a sua volta un primo maxi-ordine. Il colosso americano ha ricevuto un ordine per 50 B737 dalla compagnia Flydubai per un valore di 4 miliardi di dollari. Subito seguito da un’altra commessa in petrodollari. La Etihad ha piazzato un ordine da 9 miliardi di dollari per 45 aerei boeing.

Il prezzo elevato del petrolio, ha osservato il presidente e direttore generale della Boeing Jim McNerney, costituisce “una opportunità”, perché si traduce in un’accelerazione degli ordini per i modelli di aereo più recenti che consumano dal 30 al 40% in meno di quelli più vecchi.

La Boeing conferma inoltre i tempi per l’arrivo sul mercato del nuovo B787 Dreamliner. Il responsabile del settore aviazione commerciale di Boeing, Scott Carson, ha confermato che il primo volo in è programma nel quarto trimestre dell’anno e la consegna del primo velivolo alla All Nippon nel terzo trimestre del 2009. Intanto il portafoglio ordini di Boeing è arrivato a 271 miliardi di dollari, anche se Carson ha ribadito che “stiamo osservando segnali di rallentamento dell’economia a livello globale”.


La giornata ha anche registrato la conferenza stampa di Finmeccanica, che con l’acquisizione di Drs dichiara chiusa una prima fase ed è pronta ad aprirne un’altra. Per il presidente e ammninistratore delegato Pier Francesco Guarguaglini, infatti, il 2008 è stato l’anno del salto di qualità.

Guargualini ha ribadito gli obiettivi di Finmeccanica per il 2010, ovvero il raggiungimento di quote di mercato dell’8% per i pilastri strategici (aeronautica, elicotteri ed elettronica per difesa e sicurezza) dove il gruppo ha orientanto l’80% dei propri investimenti, per arrivare al 10% con Drs. Una quota di mercato dell’11% per lo spazio e i sistemi di difesa e del 2,5% per l’energia e i trasporti. “Per poter sostenere la crescita del gruppo – ha continuato Guarguaglini – dobbiamo migliorare l’efficacia organizzativa e l’efficienza dei processi produttivi, in modo da garantire un flusso di cassa adeguato. Laddove lo riterremo necessario e utile per lo sviluppo del business, faremo ricorso al mercato azionario”.

“L’obiettivo ultimo della nostra strategia – ha concluso il presidente – è quello di migliorare costantemente la nostra capacità di creare valore, per garantire un’adeguata remunerazione del capitale investito. Dal 2002 ad oggi il valore dell’ebit è più che raddoppiato e il margine sui ricavi è passato dal 5,7 all’8,1%. Il nostro traguardo è quello di raggiungere il 10% nel 2010. A partire dal 2003, i dividendi pagati da finmeccanica agli azionisti sono cresciuti del 20% all’anno, mentre il valore delle azioni è cresciuto. E’ nostra intenzione mantenere questa tendenza”.

Fonte: Repubblica.it

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