Nel caos assoluto che regna ultimamente nella gestione degli aeroporti pugliesi spunta una proposta destinata a sollevare molte polemiche.
La situazione è chiara: la società Aeroporti di Puglia gestisce gli scali della nostra regione in maniera evidentemente Bari-centrica. I sindacati, le associazioni degli industriali e le Istituzioni locali, dunque, ritengono che sia necessaria una gestione “concorrenziale” degli altri scali pugliesi, in special modo quello di Brindisi, mediante una sub concessione.
Ed è proprio in una dichiarazione di alcuni giorni fa, attribuita al Presidente di Confindustria Lecce Piero Montinari, che si comincia ad intravedere una proposta, ancora allo stato embrionale, che rischia di danneggiare ulteriormente il nostro aeroporto. “Chiederemo – dichiara Montinari – un incontro al Sindaco del Comune di Galatina ed al Comandante dell’Aeroporto per rivalutare la possibilità di aprire, il sabato e la domenica, ai voli charter lo scalo di Galatina.
Tanto al fine di promuovere il nostro territorio dal punto di vista turistico. Per il Salento, infatti, il turismo oggi rappresenta una delle risorse più importanti”. A pochi giorni da questa dichiarazione, pare evidente che qualcuno abbia deciso di cavalcare questa proposta. Lo denuncia il Vice Presidente commissione regionale trasporti Marcello Rollo (PdL), che accusa “alcuni esponenti politici, tra cui il senatore Costa (anche lui appartenente al PdL N.d.R.)” di voler rilanciare “forse soltanto in chiave elettorale” la proposta di Galatina come unico scalo di servizio per il Salento. “Andrebbe ricordato al Senatore – prosegue Rollo – che proprio il ministro Fitto, da Presidente Regionale, intuì la grande valenza strategica di un epicentro aeroportuale a Brindisi a servizio dell’intero grande Salento che oggi si avvia ad essere sempre più una realtà socio economica omogenea comprendente le province di Brindisi, Lecce e Taranto”.
Al Salento, come all’intera ragione, non servono queste logiche “di campanile”, ma una programmazione comune. “Occorre – conclude Rollo – che le richieste del territorio trovino una loro logica unitaria soprattutto in questa fase che appare sempre più pericolosa per una politica regionale impostata esclusivamente sullo sviluppo barese”.