Roma, 15 mag. (Apcom) - Il polo nord di Marte è, con molta probabilità, un immenso bacino sedimentario che accoglie circa 3 miliardi di anni di deposizioni ed erosioni di ghiacci, polveri, lava e materiali vari. E’ questo il risultato dell’analisi dei dati stratigrafici del suolo marziano rilevati con grande dettaglio da Sharad, il “radar sounder” montato sulla missione della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter che, grazie alle sue specifiche tecniche che gli consentono di utilizzare le radiofrequenze è stato capace di penetrare il suolo marziano e di guardare, sotto superfici impenetrabili nell’ottico, fino a profondità di svariate centinaia di metri, fornendo immagini della stratigrafia del polo nord di Marte. Si tratta di uno strumento tutto italiano, operativo dal 2006, voluto e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana. Inizialmente concepito dal gruppo di Giovanni Picardi del Dip. Infocom è stato poi progettato e costruito in cooperazione con la Thales Alenia Space Italia.
La ricerca, pubblicata su Science di questa settimana, è frutto della collaborazione di ricercatori italiani e statunitensi, tra i quali anche il responsabile scientifico del radar, Roberto Seu, ricercatore del Dipartimento Infocom della Sapienza Università di Roma. L’importanza dei risultati della ricerca è legata al fatto che tra i geologi ed i planetologi c’è un comune consenso nel ritenere che gli strati si siano formati da miscele di ghiaccio e polvere in frazioni diverse. L’analisi di questi strati ha portato a diversi risultati importanti che hanno consentito di migliorare le conoscenze sulla climatologia di Marte e quindi sulle variazioni dell’obliquità e dell’eccentricità orbitale del pianeta che avrebbero avuto cicli lunghi qualche milione di anni.
“Dall’osservazione della deflessione dello strato roccioso su cui poggiano gli strati di ghiaccio e polvere – spiega Seu – e’ stato possibile stimare la viscosità del mantello e quindi la produzione di calore più in profondità. In particolare in questo caso si è trovato che la litosfera di Marte sarebbe molto più spessa e rigida di quanto si era pensato sino ad oggi. Ciò significa che le condizioni per trovare acqua in forma liquida e quindi le condizioni per ogni forma di vita dovrebbero trovarsi a profondità maggiori di quanto ci si aspettasse qualche anno fa”.
La quantità e qualità delle osservazioni degli strumenti di bordo, ed in particolare del radar italiano, sono andate oltre ogni aspettativa. Un successo che sta convincendo la NASA ad approvare l’estensione della missione sino alla fine del 2010 e forse oltre. Insieme a Sharad sta operando intorno a Marte, questa volta a bordo della sonda Europea Mars Express, Marsis, un altro radar “sounder” italiano, di cui è responsabile scientifico Giovanni Picardi. Marsis è stato realizzato attraverso una cooperazione tra ASI e NASA. I due radar sono complementari in termini di profondità di penetrazione sotto la superficie e per la capacità di evidenziare strati sottili.
Fonte: Alice Notizie
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