Monthly Archives: marzo 2008

Telefonare in aereo ora è possibile

Con più di un anno di ritardo rispetto a quanto previsto, Fly Emirates ha annunciato di aver autorizzato il primo volo al mondo in cui ai passeggeri è stato concesso l’uso del telefonino.

Una volta raggiunta l’altitudine di crociera infatti, a bordo dell’Airbus A340 tra Dubai e Casablanca, è stato permesso a tutti passeggeri di ricevere telefonate e mandare messaggi di testo.

Il tutto è stato reso possibile da un sistema chiamato interference-blocking AeroMobile in grado di annullare l’interferenza coi campi magnetici generati dai cavi di trasmissione interni di cui gli aerei sono pieni sia per le comunicazioni con le torri di controllo sia per la tracciatura dello stato di funzionalità di tutti i componenti elettrici e meccanici che lo compongono.

Fly Emirates
Fly Emirates

La compagnia aerea araba ha anche annunciato che a breve aumenterà il numero di aeromobili con una simile dotazione, arricchendo il servizio, che nelle intenzioni serve a non “far annoiare” i passeggeri, con BlackBerry a bordo per garantire una comoda navigazione internet. C’è da aspettarsi che questo tabù verrà presto sfatato anche dalle altre compagnie; si tratta infatti di un business appetitoso.

La Ericsson già nel 2005 aveva presentato al Salone dell’aeronautica di Le Bourget a Parigi, una stazione radio in miniatura da installare a bordo del velivolo, in grado di ripetere il segnale radiomobile in maniera schermata.

Una notizia fa la felicità di noi maniaci del cellulare: ricordiamoci almeno di abbassare il volume della suoneria!

Fonte: Telefonino.net


“Aerospace and Defense Meetings”. Successo delle imprese campane al salone di Torino.

Si è conclusa la prima edizione di “Aerospace & Defense Meetings”. La manifestazione è stata organizzata il 19-20 marzo dalla Camera di commercio di Torino e dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione in collaborazione con BCI Business Conventions International.

Alla prima edizione della manifestazione torinese hanno partecipato 300 aziende provenienti da 18 paesi e 4 continenti che hanno promosso oltre 6.000 appuntamenti e incontri “business to business”, “ tra protagonisti industriali ed istituzionali.

La conferenza “Virtual Design e Virtual Testing”, inserita nelle manifestazioni di Torino World Design Capital 2008 è stato il momento centrale di una riuscita iniziativa che com’è stato sottolineato dal moderatore del dibattito, il giornalista francese Pierre Condom, ex Direttore di Air & Cosmos, alla sua prima edizione ha superato, per numero di partecipanti, il meeting “Aerosolutions” di Bordeaux.

L’industria aerospaziale italiana fattura oltre 6 Mld di euro e il distretto aerospaziale torinese con oltre 10.000 addetti ne fattura 1,8.
In Campania il comparto dell’aerospazio fattura circa 1,3 miliardi di Euro e rappresenta l’eccellenza del tessuto produttivo della regione.
La partecipazione al Meeting delle PMI campane è stata promossa da Campania Aerospace dell’Assessorato alle attività produttive della Regione che con Sergio Mazzarella capo missione, è riuscito a portare a Torino oltre il CIRA e DIAS anche quaranta imprese campane occupando oltre un terzo dello spazio espositivo dell’ Oval Lingotto della Città di Torino.
Un successo non solo quantitativo, testimoniato dal notevole interesse che hanno riscosso gl’interventi della delegazione campana alle Conferenze, ai seminari tecnici e alle sessioni Business.

La presenza alla manifestazione di rappresentanti di Agusta Westland, Alenia Aeronautica, Piaggio Aero, Aermacchi, Avio, Selex Galileo, Microtecnica, Thales Alenia Space e di players come Airbus, Tupolev e Pratt & Whitney, Dassault e Northrop Grumman, ha consentito di avviare contatti tra le imprese campane e potenziali committenti provenienti da Europa, Canada, Russia, Stati Uniti, Estremo Oriente e India.

La DEMA, Mecfond , OMA SUD, Vulcanair, C.M.D. con la presentazione dei nuovi motori avio diesel e OMA SUD con il suo Skycar hanno conquistato l’attenzione di molti operatori e rappresentanti delle istituzioni presenti alla manifestazione, un interesse che a breve potrebbe materializzarsi in concreti accordi industriali.

Aerospace & Defence Meetings si è dimostrata un’occasione utile per le PMI di tutte le regioni italiane per avviare una rete di relazioni che consenta loro e alle istituzioni pubbliche di maturare una visione nazionale di questo comparto industriale caratterizzato da meccanismi di filiera complessi che richiedono una supply chain fortemente orientata all’innovazione.

Campania Aerospace, a sostegno delle attività di sviluppo delle PMI e per incoraggiare lo scambio tecnologico e lo sviluppo di progetti di ricerca ha previsto a maggio in Campania una visita di imprese e università Usa con aziende del comparto. A luglio si prevede una consistente presenza delle aziende regionali al salone dell’aeronautica di Farnborough 2008.

Antonio Ferrara 21 /3/ 2008



Metano fuori dal Sistema Solare

Hubble continua a sorprendere. Dopo ormai quasi 20 anni di onorata carriera il super telescopio spaziale orbitante ci dona un altra chicca. C’è metano anche fuori il sistema solare, ed esattamente su HD 189733b, pianeta a 63 anni luce da noi, nella costellazione della Volpetta.

Ma non solo! Grazie allo spettrometro NICMOS istallato a bordo è stato possibile anche rilevare la presenza di acqua sul pianeta (come già osservato dallo Spitzer Space Telescope nel 2007).

C’è vita allora?

Probabilmente vita evoluta no. HD 189733b orbita a una distanza inferiore a quella che separa Mercurio dal Sole, e la temperatura dell’atmosfera è sui 900° C, troppo caldo per ospitare la vita evoluta come la conosciamo noi: nulla può però impedire la presenza di forme di vita quali batteri o organismi semplici.

Perchè la presenza di metano?

“Una probabile spiegazione è che le osservazioni dello Hubble sono state molto più sensibili nei confronti del lato in ombra del pianeta, dove le temperature sono un poco più fredde e i meccanismi fotochimici responsabili della distruzione del metano sono meno efficienti di quelli in atto sul lato illuminato”, ha detto la Giovanna Tinetti, ricercatrice dell’University College London e dell’ESA.

Via: Le scienze



Alitalia decolla verso il fallimento

Alitalia non è Parmalat. Non compra il latte dai contadini, non ha stabilimenti fissi, non ha un prodotto forte, come lo aveva, nonostante tutto, l’azienda di Calisto Tanzi. Una compagnia aerea è un meccanismo complesso, con stabilimenti che volano (gli aerei) su e giù per il mondo, con costi non procrastinabili.

Ci sono spese che nessun commissario può bloccare: gli affitti degli aerei, per esempio. Le grandi società proprietarie, tutte straniere, si riprendono la macchina, non guardano in faccia nessuno. Il carburante: senza kerosene non si decolla. Quando una compagnia è in crisi i fornitori pretendono i soldi sull’unghia, come per l’auto al distributore. Ai tempi delle difficoltà di cassa di Volare – che poi finì commissariata – i comandanti giravano con mazzette di banconote nella valigetta.
Se dovevano fare il pieno in qualche parte del mondo, tutto cash o l’aereo restava a terra.

Le assicurazioni: un aereo non può viaggiare non assicurato, e gli assicuratori non fanno credito a un cliente di dubbia solvibilità. Un Boeing 777 da Milano a Tokio, 12 ore di volo, a 10mila euro all’ora, ha un costo di 120mila euro che non si può evitare. Poi, gli stipendi di piloti e hostess; si possono chiedere sacrifici, sì, ma con che animo il personale di bordo distribuirà i pasti ai passeggeri? Quale sarà, giocoforza, la qualità del servizio?

Se il 31 marzo Air France («che non è obbligata a comprare», ha detto Spinetta) si ritirerà, e un’Alitalia allo stremo delle forze sarà avviata a una procedura giudiziale, l’Italia, il sistema-Paese, i passeggeri, gli aeroporti (Malpensa compresa) ne avranno un danno superiore a quello che si profila dalla proposta di Air France, che pur assomiglia a un ricatto, e dalla scadenza stretta che è stata imposta, che assomiglia a un ultimatum.
Potrà accadere che un giorno non ci saranno più i soldi né per il carburante né per l’affitto. Come accadde a Swissair o a Sabena (o, restando in Italia, alla più piccola Volare), gli aerei semplicemente una mattina non decolleranno. Potrà essere nominato un commissario straordinario: questo blocca i debiti, ritarda i pagamenti come può, cerca di salvare l’occupazione – che in genere è la priorità. Ma deve ridurre attività e flotta, intanto i piloti e i manager migliori se ne vanno, resta la parte più obsoleta dell’azienda, che perde mordente e qualità. Ma per le spese indifferibili deve trovare i soldi.

È la vera festa dei concorrenti, che nel caso di Alitalia sono soprattutto stranieri. Il «partito del fallimento» deve considerare questi scenari; la continuità che Air France garantisce ad Alitalia è già da sola un motivo per regalargliela. Swissair fallì due volte prima di essere comprata a saldo (e poi risanata) da Lufthansa; la «nuova» Sabena oggi è un quarto di quella che era prima del tracollo. Non si pensi che, una volta fallita, Alitalia possa risorgere dalle sue ceneri, come la Fenice, più bella e più forte di prima. Sarebbe una compagnia mortificata e ridimensionata, potrebbe forse risanarsi ma riducendosi all’essenziale. Non ce l’ha fatta nemmeno la piccola Volare, che tuttora vola in perdita: figuriamoci se ce la farebbe una compagnia di ben altre dimensioni.

È questa la reale alternativa a Air France? O piuttosto Parigi propone di ingoiare un’amarissima medicina salvavita? Carlo Pesenti si sentì umiliato quando Gianni Agnelli gli pagò la Lancia una lira ad azione: un milione in tutto. Nulla. Ma la Lancia c’è ancora, si è trasformata e il mercato le riconosce la sua tradizione. La gloriosa Isotta Fraschini invece non c’è più.

Fonte: Il Giornale



Su Alpha Centauri c’è vita?

La ricerca di pianeti extrasolari è una attività attualmente in piena fase operativa.

Astronomi dell’Università di Santa Cruz (California) hanno ipotizzato la presenza di un pianeta roccioso simile alla Terra proprio nel sistema solare più vicino al nostro, Alpha Centauri.

La “scoperta” non è però arrivata da osservazioni dirette, ma bensì da simulazioni al computer.
Nonostante le condizioni iniziali differenti, intorno ad Alpha Centauri si trova sempre un pianeta simile al nostro.

Nel caso più ottimista i pianeti si trovano anche nella “zona abitabile”, quell’anello spaziale in cui potrebbe esistere l’acqua in forma liquida… e da qui ospitare la vita.

Ma c’è effettivamente un pianeta intorno ad Alpha Centauri?
Secondo Javiera Guedes, uno dei ricercatori che ha curato lo studio, con 5 anni di lavoro si potrebbe scoprire se effettivamente vicino a noi esista un pianeta gemello della Terra.



Scoperta dell’acqua intorno a un pianeta nascente

La giovane stella assomiglia al nostro sole quando era giovane
ROMA
Il telescopio spaziale infrarosso Spitzer Space Telescope (Sst) della Nasa ha scoperto che nel disco più interno di polveri e gas che circonda AA Tauri ci sono abbondanti tracce di acqua e di molecole organiche. AA Tauri è una stella molto giovane con caratteristiche simili a quelle del Sole nelle prime fasi della formazione del sistema solare.

Si tratta di un’osservazione importante, commentano su Science di questa settimana John Carr e Joan Najita, rispettivamente del Naval Research Laboratory di Washington e del National Optical Observatory di Tucson , perché offre una testimonianza «in diretta» dell’esistenza dei componenti elementari con i quali si è formato il nostro sistema solare, inclusi i semi primordiali della vita. Fino ad ora, dicono i ricercatori, tutte le informazioni possibili sulla composizione chimica del nostro sistema solare provenivano dallo studio delle meteoriti e dalle comete.

Il telescopio spaziale a raggi infrarossi Sst è particolarmente adatto a «scovare» sistemi planetari in formazione . Al suo attivo ha, infatti, altre scoperte di grandi quantità di gas, polveri, vapore d’acqua in regioni dove probabilmente si stanno formando sistemi planetari intorno a stelle molto giovani.

Secondo i dati analizzati dai ricercatori, nel disco interno che circonda AA Tauri sono presenti acqua, anidride carbonica, acetilene ed altre molecole semplici, e forse è in atto la formazione di una sorta di miscela chimica organica, che potrebbe preludere a forme di vita.

Carr e Najita ipotizzano che il disco protoplanetario della giovane stella è un «ambiente» dinamico, dove particelle grandi vengono trascinate verso l’interno dal continuo collasso gravitazionale della stella , rifornendo di acqua e molecole organiche il disco più interno.

Fonte: La Stampa