Archive del 28 marzo 2008

NON sarà più necessario essere super milionari e fare la coda per provare un viaggio nello spazio. Una società californiana ha annunciato il suo ingresso nell’industria del turismo spaziale con un aereo-razzo a due posti in grado di raggiungere una quota di 60 chilometri dalla superficie terrestre e di effettuare più voli al giorno. Il Lynx, questo il nome dell’aereonave, è poco più grande di un piccolo aereo privato e sarà pronto a spiccare il primo volo entro il 2010. Lo costruirà la Xcor Aerospace.

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Il viaggio verso lo spazio prenderà il via dalla pista di un comune aeroporto. Una volta decollato, l’aereo raggiungerà la velocità Mach 2, ossia due volte la velocità del suono (che è di 1.193 Km/ora), che gli permetterà di raggiungere i 60.000 m d’altezza. A quel punto il velivolo inizierà a ridiscendere formando una serie di cerchi che lo porteranno ad atterrare sulla stessa pista di partenza. L’intero viaggio durerà circa 25 minuti.

L’aereo utilizzerà un combustibile pulito, su cui però la società non ha voluto fornire indicazioni. “Il nostro intento è stato quello di realizzare un aereo-razzo del tutto simile agli aerei commerciali”, ha spiegato il direttore della Xcor, Jeff Greason.

Anche se lo scopo principale di questo aereo sarà quello di portare turisti ai confini dell’atmosfera terrestre, esso potrà essere utilizzato anche da ricercatori che vorranno realizzare esperimenti a quella quota. L’aereo nasce dopo nove anni di studi e ricerche condotte in prossimità del Mojave Airport a nord di Los Angeles.

Il costo del biglietto è al momento sconosciuto, anche se dovrebbe aggirarsi attorno ai 150.000 dollari, in quanto la Xcor vuole lasciare a un’altra società la vendita dei voli e a quest’ultima spetterà decidere sul prezzo dell’avventura spaziale. Il primo volo comunque, è previsto per i primi mesi del 2010.

La presentazione di questo aereo arriva a poche settimane dallo sviluppo e dalla presentazione dello SpaceShipTwo, l’aereo-razzo sviluppato in seguito al successo di SpaceShipOne che nel 2004 fu il primo aereo privato a raggiungere per due volte nell’arco di 10 giorni lo spazio a 110 chilometri d’altezza.

In questo caso l’aereo potrà portare fino a sei persone per un viaggio che durerà un paio di ore, ma il cui costo è previsto in almeno 200.000 dollari.
Recentemente anche la società europea EADS, che costruisce satelliti e il razzo Ariane 5, ha presentato il suo aereo per turisti spaziali. La EADS afferma di aver già realizzato tutti i test necessari nel tunnel del vento che hanno permesso di dare agli aerei la forma definitiva dal punto di vista aerodinamico e anche il motore che permetterà di raggiungere lo spazio in 31 secondi è pronto per essere utilizzato. Tale motore utilizzerà una miscela di ossigeno e metano.

L’aereo definitivo dovrebbe permettere a cinque persone, un pilota e quattro passeggeri, di provare l’assenza di gravità. Esso prenderà il via come un normale jet di linea e salirà fino a 12 km di quota, quindi verrà fatto azionare il motore-razzo che brucerà carburante per 80 secondi portando l’aereo a 60 km di quota. A quel punto il motore verrà spento, ma l’aereo avrà l’energia sufficiente per raggiungere i 100-110 km d’altezza. Subito dopo inizierà a “cadere” verso Terra e piccoli razzi verranno usati dal pilota per farlo atterrare su una pista. Il vero volo al di fuori della Terra durerà circa 10 minuti. Un aereo simile potrebbe volare per una decina d’anni, portando decine e decine di passeggeri nello spazio.

Secondo i responsabili della EADS l’Europa è un’area ideale per costruire un aeroporto spaziale, perché salendo a 100 km d’altezza si avrebbe una vista davvero insuperabile: si vedrebbero il mare, le catene alpine, le grandi pianure, insomma tutto quello che serve per appagare la vista del turista spaziale.

LUIGI BIGNAMI

Fonte: Repubblica


L’enciclopedia degli internauti: Wikipedia, per la voce nimby riporta quanto segue: con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, letteralmente: “Non nel mio cortile”) si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili. Ovviamente, aggiungiamo noi, anche l’ aeroporto rientra nelle opere considerate pericolose.

Per quella di nimby, una vera e propria sindrome, si segnalano, purtroppo, alcuni episodi di contagio anche a Viterbo, per nostra fortuna solo sporadici. E’ di questi ultimi giorni, infatti, la notizia della nascita di un nuovo comitato contro l’aeroporto, costituito da “ben 19 firmatari”! Ma non bastava quello della dottoressa Litta e “compagni”? E’ incredibile che per esprimere la contrarietà alla realizzazione di un’opera esistano due comitati contro! In cosa differiscono? Forse nella matrice politica che li ha generati? Anzi no, guai parlare di politica o peggio ancora di partiti. Oggi, purtroppo, vista la pericolosa disaffezione verso la politica dei partiti, tutti i comitati nascono come apartitici e peggio ancora con piglio demenziale e autoreferenziale “apolitici”.

Se al comitato di Litta e “compagni” riconosciamo, pur non condividendo nessuna delle loro argomentazioni, una certa “purezza ideologica”, anacronistica ed insostenibile, negli ultimi arrivi sul fronte del no, francamente, riconosciamo soltanto la sintomatologia della sindrome di nimby. Tra i 19 firmatari, “amici”, di Prestininzi, docenti, imprenditori, liberi professionisti-imprenditori, latifondisti e impiegati, non ci è parso di scorgere giovani e, purtroppo, meno giovani disoccupati. Questo, nel quadro clinico del “paziente”, è il sintomo che da solo è sufficiente a decretare la diagnosi di contagio da sindrome di nimby. Il numero 19 poi, ha implicazioni fin troppo compromettenti, in tal senso, infatti, suggeriamo la consultazione della “smorfia napoletana” che, attribuisce al tale numero inequivocabili atteggiamenti di ilarità ( 19 : ‘a resata – la risata)

Mai fu più appropriata la “frase-sentenza” con cui il dimissionario sindaco Giancarlo Gabbianelli liquidò gli oppositori dell’utima ora all’aeroporto:” Ma facitece ‘o piacere “.

Non ce ne voglia quindi Giancarlo Gabbianelli, ma noi del Comitato Aeroporto ed Opere della Tuscia, pur non potendo rivendicarne la paternità creativa, siamo costretti a prendere in prestito la sua felice esternazione, rivolgendoci agli “amici” di Prestininzi :” Ma facite ‘o piacere !!!“

Guido SCAPIGLIATI - Comitato Aeroporto ed Opere della Tuscia



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