L’enciclopedia degli internauti: Wikipedia, per la voce nimby riporta quanto segue: con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, letteralmente: “Non nel mio cortile”) si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili. Ovviamente, aggiungiamo noi, anche l’ aeroporto rientra nelle opere considerate pericolose.
Per quella di nimby, una vera e propria sindrome, si segnalano, purtroppo, alcuni episodi di contagio anche a Viterbo, per nostra fortuna solo sporadici. E’ di questi ultimi giorni, infatti, la notizia della nascita di un nuovo comitato contro l’aeroporto, costituito da “ben 19 firmatari”! Ma non bastava quello della dottoressa Litta e “compagni”? E’ incredibile che per esprimere la contrarietà alla realizzazione di un’opera esistano due comitati contro! In cosa differiscono? Forse nella matrice politica che li ha generati? Anzi no, guai parlare di politica o peggio ancora di partiti. Oggi, purtroppo, vista la pericolosa disaffezione verso la politica dei partiti, tutti i comitati nascono come apartitici e peggio ancora con piglio demenziale e autoreferenziale “apolitici”.
Se al comitato di Litta e “compagni” riconosciamo, pur non condividendo nessuna delle loro argomentazioni, una certa “purezza ideologica”, anacronistica ed insostenibile, negli ultimi arrivi sul fronte del no, francamente, riconosciamo soltanto la sintomatologia della sindrome di nimby. Tra i 19 firmatari, “amici”, di Prestininzi, docenti, imprenditori, liberi professionisti-imprenditori, latifondisti e impiegati, non ci è parso di scorgere giovani e, purtroppo, meno giovani disoccupati. Questo, nel quadro clinico del “paziente”, è il sintomo che da solo è sufficiente a decretare la diagnosi di contagio da sindrome di nimby. Il numero 19 poi, ha implicazioni fin troppo compromettenti, in tal senso, infatti, suggeriamo la consultazione della “smorfia napoletana” che, attribuisce al tale numero inequivocabili atteggiamenti di ilarità ( 19 : ‘a resata – la risata)
Mai fu più appropriata la “frase-sentenza” con cui il dimissionario sindaco Giancarlo Gabbianelli liquidò gli oppositori dell’utima ora all’aeroporto:” Ma facitece ‘o piacere “.
Non ce ne voglia quindi Giancarlo Gabbianelli, ma noi del Comitato Aeroporto ed Opere della Tuscia, pur non potendo rivendicarne la paternità creativa, siamo costretti a prendere in prestito la sua felice esternazione, rivolgendoci agli “amici” di Prestininzi :” Ma facite ‘o piacere !!!“
Guido SCAPIGLIATI - Comitato Aeroporto ed Opere della Tuscia