Monthly Archives: febbraio 2008

IATA Partner per aereo solare

iataLa IATA ha firmato oggi un accordo con Solar Impulse diventando “partner istituzionale” dell’omonimo aereo a propulsione solare. Il Solar Impulse dovrebbe effettuare il primo volo nel 2009, seguito due anni dopo da un giro del mondo.

Con l’inquinamento prodotto dal trasporto aereo sempre più spesso sotto esame, l’a.d. Giovanni Bisignani ha spiegato che IATA ha sposato l’iniziativa perché guarda «ad un futuro per il trasporto aereo con emissioni di anidride carbonica pari a zero» e che «l’iniziativa Solar Impulse è la prova che se c’è una visione comune tutto è possibile, anche il volo senza emissioni di anidride carbonica».

Solar Impulse, ha detto Bertrand Piccard, volerà entro un anno «senza alcuna emissione inquinante, ma trasporterà una sola persona. Per realizzare la visione della IATA ci vorranno ancora poco più di 40 anni fino ad aumentare la capacità di carico fino a quasi cento.»

Fonte: MD80.it




Aeroporto – Comuni umbri, toscani e dell’alto Lazio s’incontrano a Castel Giorgio

Sabato 16 febbraio si è tenuto nel Comune di Castel Giorgio, un incontro con i rappresentanti istituzionali dei comuni della bassa Toscana, dell’Umbria e dell’Alto Lazio, interessati allo sviluppo del proprio territorio ed alle opportunità che si potrebbero presentare con l’apertura dell’aeroporto viterbese. Opportunità che potranno essere cavalcate se si giungerà organizzati e preparati all’appuntamento.

Un incontro pensato e portato a compimento dal nostro rappresentante del Comitato per Castel Giorgio, Renzo Prudenzi, estimatore, studioso e autore di libri di storia locale, pienamente sostenuto per l’organizzazione dell’evento dal vice sindaco Sandro Focarelli.

Ha aperto i lavori il sindaco di Castel Giorgio Pierluigi Peparello, evidenziando l’opportunità di sostenere il momento storico che certamente potrebbe dare un nuovo impulso economico e occupazionale anche nei comuni adiacenti alla provincia di Viterbo. Ha poi proseguito, in veste di moderatore di un’attenta e partecipativa tavola rotonda, il vice sindaco Focarelli.

Presenti all’incontro il sindaco di Castel Viscardo Massimo Tiracorrendo, il sindaco di Montecchio David Lisei, il sindaco di Onano Giuseppe Onori, il vice sindaco di Pitigliano Diva Bianchini, il vice sindaco Rosato Ossorio per San Lorenzo Nuovo, l’ass. David Governatorini per Allerona, il cons. Samuele Brizi per Proceno.

Per il Comitato per l’aeroporto e le opere della Tuscia sono intervenuti il presidente Giovanni Bartoletti e il segretario Maurizio Pinna, i quali hanno illustrato tecnicamente le tempistiche di realizzazione dello scalo e le possibilità di sviluppo per i comuni limitrofi.

Sostanzialmente gli argomenti sono stati incentrati e condivisi sulla necessità di migliorare la viabilità anche a nord di Viterbo, valorizzare e promuovere il prodotto turistico e industriale delle singole realtà, con un intelligente lavoro di sinergia che superi lo sbarramento amministrativo tracciato dai confini territoriali. Al termine del convegno è stato sottoscritto dagli amministratori intervenuti un documento d’impegno programmatico.

La perfetta riuscita dell’incontro che ha, di fatto, aperto una nuova stagione nei rapporti di vicinato regionale, ha suggerito ai sindaci, assessori e consiglieri intervenuti, di ripetere questi incontri, utili per coordinare e rafforzare le attività istituzionali in vista dello scalo, coinvolgendo altri comuni umbri e toscani altrettanto interessati all’evento aeroportuale. Al prossimo incontro che molto probabilmente si terrà in territorio toscano, si spera nella partecipazione dei rispettivi assessori regionali competenti, necessari per continuare, poi, in ambito regionale, quelle attività emerse nel corso del confronto.

Maurizio Pinna

Segretario Comitato Aeroporto e Opere della Tuscia




L’odissea del satellite impazzito. E Bush ordinò: "Va abbattuto"

L’oggetto pesa oltre due tonnellate e ruota a 280 km dalla Terra
dal nostro inviato ALBERTO FLORES D’ARCAIS

NEW YORK – Al Pentagono é iniziato il conto alla rovescia. L’ora X é ancora tenuta segreta, ma tutto é pronto: in un giorno imprecisato da qui ad inizio marzo un missile verrà lanciato contro un satellite-spia finito fuori controllo. Un’operazione da “guerre stellari”, resa necessaria per evitare che il satellite cada sul nostro pianeta, ma che ha inevitabilmente provocato una scia di polemiche.

“Intercettare e distruggere l’L-21“. L’ordine lo ha dato Bush in persona, quando é apparso chiaro che niente era più possibile per riportare il satellite-spia a un corretto funzionamento. L’L-21 (conosciuto anche come Usa 193 o Nrol-21) era stato lanciato in orbita il 14 dicembre 2006 dalla Vanderberg Air Force Base, in California, per una missione top secret del National Reconnaissance Office (Nro); l’agenzia di intelligence che si occupa dello spionaggio dallo spazio. Già nel gennaio 2007 era entrato in panne e i tecnici della base avevano perso ogni contatto. Grande quanto un piccolo bus, con un peso che supera le due tonnellate, l’L-21 si trova adesso a circa 280 chilometri dal nostro pianeta (ha già perso quota per 70 chilometri) e secondo i calcoli dovrebbe raggiungere l’atmosfera la prima settimana di marzo. Non avendo mai acceso i propri razzi ha a bordo 450 chili di idrazina, un pericoloso carburante che potrebbe produrre gravi effetti tossici nell’impatto a terra.

La Casa Bianca ha riflettuto a lungo prima di dare il via libera all’operazione. Da valutare c’erano non solo gli aspetti tecnico militari, ma anche quelli diplomatici e l’impatto di un’operazione del genere sull’opinione pubblica interna e internazionale. Il rischio era quello di fare apparire l’America (agli occhi del mondo) come il solito cow boy pronto a premere il grilletto; inoltre lo scorso anno gli Stati Uniti avevano criticato duramente la Cina proprio perché aveva fatto esplodere con un missile un vecchio satellite nello spazio. “Ci sono grandi differenze”, hanno spiegato Pentagono e Nasa.

In primo luogo la Casa Bianca ha avvertito per tempo tutta la comunità internazionale (cosa che la Cina non aveva fatto); secondo, il lancio del missile cinese (gennaio 2007) é avvenuto a 840 chilometri di distanza dalla Terra, a una quota assai più alta di quella a cui mira il Pentagono, e ha avuto come conseguenza quella di lasciare 150mila pericolosi frammenti nello spazio.

“E’ la prima volta che usiamo un missile tattico per colpire un oggetto spaziale”, ha spiegato il generale James Cartwright, vicecomandante degli Stati Maggiori del Pentagono. Verrà infatti usato uno “Standard Missile 3″, che sarà lanciato via mare da un incrociatore della classe Aegis. Le possibilità che il satellite cada su un’area popolata – ha spiegato James Jeffries, vice consigliere per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca – “sono molto piccole, ma se questo dovesse avvenire c’è il rischio che provochi morti o danni permanenti agli esseri umani”. Al Pentagono non nascondono che dietro alla scelta ci sia anche la volontà di impedire che un satellite che fa parte di un programma segreto finisca “nelle mani sbagliate”.

I generali Usa sono convinti di poter centrare il bersaglio con un solo missile e avranno a disposizione due giorni di tempo per verificare che tutto sia andato bene; qualora necessario sarà pronto un secondo missile. Se l’operazione dovesse fallire – cosa ritenuta altamente improbabile – il satellite cadrebbe sulla terra il 6 marzo, e l’area dell’impatto è stata definita i 58,5 gradi nord e i 58,5 gradi sud di latitudine. Si tratta di una fascia molto ampia, pari a circa la metà del nostro pianeta; un’area che va dai confini europei della Russia alla porzione di Oceano Pacifico tra la Nuova Zelanda e l’Antartide e che comprende Cina, India, il sud-est asiatico e l’Australia.

Resta comunque il timore – come ha spiegato Theresa Hitchens, direttore del Center for Defense Information – di irritare Russia e Cina: “Non credo che il nostro sistema di difesa missilistica venga sviluppato segretamente come un sistema di attacco, ma certo questa azione mostra che la tecnologia può essere usata in tutti e due i modi”. Il Dipartimento di Stato ha quindi dato istruzioni a tutte le ambasciate americane di spiegare ai governi stranieri che l’azione non fa parte di alcuna sperimentazione militare e non è una prova di forza degli Usa. Anzi la Casa Bianca é pronta a rimborsare i paesi che dovessero essere colpiti dai detriti del satellite-spia. Per il momento il costo complessivo dell’operazione oscilla tra i 40 e i 60 milioni di dollari. Ma a Mosca non ci credono: il ministero della Difesa russo sospetta che si tratti di un test da guerre stellari e che gli americani vogliano in realtà provare nuovi tipi di armi.


(17 febbraio 2008)

Fonte: Repubblica


Cos’è quel segnale intorno a Saturno?

25 luglio 2004: sono passati oltre 3 anni da quando fu captato l’ultimo segnale proveniente da Saturno (precisamente dagli anelli di Saturno).

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I segnali captati dalle sonde spaziali come le Voyager 1 e 2 e dalla modernissima sonda Cassini Huygens potrebbero essere una dimostrazione della presenza di oggetti di origine non naturale nelle vicinanze di Saturno.

La notizia parte dal dott. Norman Bergrun, affermato ricercatore della NASA (vi ha lavorato per 12 anni), che nelle sue ricerche su Saturno ha scoperto come gli anelli del pianeta sono formati da emissioni elettromagnetiche sprigionate da giganteschi veicoli probabilmente di origine non umana.

SU SATURNO CI SONO GIGANTESCHI VELIVOLI SPAZIALI!!

E’ questa una notizia riportata ormai su molti siti di informazione e su molti blog! Intorno a Saturno (ma anche vicino a Marte e alla Luna) sono presenti enormi astronavi aliene, dalla forma cilindrica, molto simili a quelle navi madre presenti nel film Indipendece Day, capaci di trasportare un numero enorme di entità aliene.

Lo stesso Bergrun, nel suo libro “Ringmakers di Saturno” scritto insieme a Walter Vincenti, professore di aeronautica e astronautica presso la Stanford University, ha ipotizzato come gli anelli di Saturno potrebbero una storia non del tutto naturale.

Ma allora perchè queste entità non entrano in diretto contatto con l’uomo? e qual è il loro scopo? ci contatteranno prima o poi? O sono solo false convinzioni di una mente umana che cerca solo certezze?

Fonte: Nexus Edizioni;
Fasancult.org



Vivere nei pressi di un grande aeroporto metterebbe a rischio la salute cardiovascolare

Alcuni ricercatori dell’Imperial College di Londra hanno analizzato la pressione di 140 abitanti in zone vicine agli aeroporti e hanno scoperto che i rumori da essi provenienti causavano un aumento della pressione sanguigna nelle ore notturne.

Gli scienziati hanno monitorato il sonno dei volontari che abitavano nelle vicinanze dell’aeroporto londinese di Heathrow e di altri tre grandi aeroporti europei. In particolare, i ricercatori hanno controllato i valori della pressione sanguigna degli individui ogni quindici minuti e hanno concluso che i rumori provenienti dal traffico urbano attorno all’aeroporto e da quello aereo facevano salire i valori della pressione sistolica in media di 6.2 mmHg e della pressione diastolica di 7.4 mmHg.

Il responsabile dell’equipe di ricerca, Lars Jarup, ha spiegato sull’European Heart Journal che ha pubblicato i risultati, che più è forte il rumore e più alto è l’incremento della pressione: per ogni cinque decibel in più proveniente dall’aeroporto i valori della pressione sistolica salgono di 0.66 mmHg.

Gli stessi studiosi londinesi hanno condotto qualche tempo fa una ricerca durata cinque anni che aveva dimostrato come le persone che vivevano nei pressi di un aeroporto internazionale avessero un maggiore rischio di sviluppare l’ipertensione rispetto a chi viveva in zone più tranquille. “Unendo i risultati di entrambi i nostio studi possiamo concludere che abitare e dormire nelle immediate vicinanze di un grande scalo aeroportuale raddoppia le chanche di diventare ipertesi e che per ogni incremento di 10 decibel si registra un aumento del rischio/ipertensione pari al 14%”, ha sottolineato Jarup.

Ma perché i rumori dell’aeroporto possono incidere sull’aumento della pressione? L’ipotesi più probabile, ma che sarà oggetto di future ricerche, è che il cervello risponda al rumore aumentando la produzione e il rilascio del cortisolo, altrimenti detto “ormone dello stress”.

Fonte: Pagine Mediche


MyAir si rafforza in Puglia volando su Parigi e Ginevra da Brindisi

Parigi e Ginevra sono le due nuove destinazioni che si potranno raggiungere da Brindisi con i voli Myair.com.

Lo annuncia una nota del vettore low cost che fissa al 30 marzo l’avvio del collegamento con l’aeroporto parigino Charles De Grulle, operato il martedì ed il sabato, e all’1 giugno quello con la Svizzera che decollerà ogni lunedì, mercoledì, venerdì e domenica. I nuovi collegamenti in partenza da Brindisi si inseriscono nella strategia di sviluppo del network che Myair.com ha iniziato ad operare in Puglia.

Attualmente collega la Puglia con Parigi, Barcellona, Bucarest, Bruxelles, Amsterdam, Atene, Madrid, Orioo, Genova, Venezia e Bologna. Dal 7 marzo sarà operativo anche un volo per Sofia. “Le nuove rotte in partenza dall’aeroporto di Brindisi sono state favorevolmente accolte dal mercato” ha dichiarato il nuovo direttore commerciale di Myair.com, Lorenzo Lorenti, che aggiunge: “Puntiamo anche a sviluppare traffico incoming, soprattutto in vista dell’estate”.

Fonte: MD80.it