Non ci solo i colossi Airbus e Boeing tra i maggiori produttori di aeromobili del mondo: nel 2007 tra i maggiori produttori di velivoli turboprop spicca infatti Atr, consorzio nato dall’accordo di EADS (di cui fa parte anche l’Airbus) e di Finmeccanica (con la controllata Alenia Aeronautica).
La compagnia con sede a Tolosa ha conseguito lo scorso anno un record sia in termine di ordini sia di fatturato… e pensare che solo qualche anno fa l’azienda rischiava di chiudere a causa dei pochi ordini raccolti: circa 11 ordini all’anno tra il 2002 e il 2004.
Come mai questa rinascita così improvvisa?
Sicuramente una ragione è il risanamento aziendale compiuto all’interno dell’azienda. Ed ancora il prezzo del petrolio che, raggiungendo quota 100$ al barile, ha spinto le compagnie aeree verso l’acquisto di velivoli che consumassero meno carburante a pari livello tecnologico: ed ecco allora il boom dell’Atr42 e dell’Atr72, velivoli turboprop con un consumo di combustibile pari ad 1/5 rispetto ad un velivolo a jet della stessa categoria e in grado di decollare da piste anche molto più corte rispetto a quelle richieste da un velivolo a getto.
Cosa ci si aspetta ora da ATR?
In pochi anni Atr è diventata quindi leader del mercato, controllando per circa il 50% il mercato mondiale dei turboprop.
Adesso la richiesta delle compagnie aeree è quella di avere un velivolo turboprop anche da 90 posti (mercato questo monopolizzato dai jet): ed ecco allora che l’Atr sta già compiendo studi per lo sviluppo e la produzione di velivoli di tale capacità.
Nel frattempo gli ordini aumentano e nel 2008 si prevede di consegnare oltre 60 velivoli, soprattutto in asia (tra cui spicca il mercato indiano). In arrivo quindi non solo un potenziamento degli stabilimenti esistenti, ma anche un aumento delle assunzioni non solo nella stessa sede di Tolosa, ma anche nelle sedi fornitrici, ossia soprattutto a Bordeaux (dove si fabbricano le ali) e a Pomigliano d’Arco (dove si fabbrica la fusoliera): nel solo polo Napoletano si stimano infatti nuove assunzioni per oltre 150-200 posti.
G. Massari
Fonte: Il sole 24 ore; Il Giornale; Il Mattino; Il Denaro
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