Monthly Archives: gennaio 2008

Consorzio ATR. Record di vendite per il velivolo italo francese

Successo per l’industria aeronautica italiana e per i lavoratori delle aziende campane di Alenia Aeronautica.

Il 2007 ha segnato il nuovo record di vendite del velivolo turboelica italo francese

GIE-ATR è una società paritetica tra Alenia Aeronautica, azienda del gruppo Finmeccanica, ed EADS con la sede a Tolosa.
Nel 2007 il consorzio aeronautico ATR ha segnato il nuovo record di vendite ha, infatti, ricevuto ordini fermi per 113 nuovi velivoli, con opzioni per altri 26 esemplari del velivolo, con una crescita del 120% circa rispetto al 2005.
Alla conferenza stampa di Parigi il CEO Stéphane Mayer , che ha avvicendato recentemente l’italiano Filippo Bagnato, ha annunciato che il fatturato del 2007 è intorno a 1,1 miliardi di dollari, con una crescita del 56% rispetto all’anno precedente ed è praticamente raddoppiato rispetto a quello del 2005.

L’incremento dei ratei produttivi negli stabilimenti campani di Alenia Aeronautica ha consentito ad ATR di consegnare ai clienti 44 nuovi velivoli, registrando una crescita dell’ 80% sul precedente anno.

Nei prossimi anni ATR prevede di continuare a crescere, e per il 2008 le consegne passeranno a 60 aeromobili per arrivare ad 80 nel 2010, con relativa crescita della capacità produttiva e occupazionale.

Si tratta di una sfida decisiva per gli stabilimenti meridionali di Alenia Aeronautica in particolare per quello di Pomigliano d’Arco e di Foggia.

Il risultato raggiunto dal consorzio lo scorso anno è il prodotto dall’impegno dei lavoratori e del management delle aziende italiane e francesi , a cui ha contribuito in modo significativo il sindacato che, con la sigla del contratto aziendale nelle imprese di Alenia Aeronautica, si è misurato sui temi dello sviluppo e della produttività.

Nel 2007, ATR ha conquistato oltre il 50% del mercato dei velivoli regionali turboprop e dall’inizio del programma ha venduto 950 aerei (417 ATR 42 e 533 ATR 72) conservando ad oggi in portafoglio ordini di 195 aeromobili.

Il consorzio italo francese ha anche notevolmente sviluppato la propria offerta di servizi di assistenza a livello internazionale ed ha aperto due centri per la distribuzione di pezzi di ricambio a Auckland e a New Delhi, oltre a un punto di assistenza clienti e a un centro di formazione, entrambi a Bangalore. .

Le attività associate ai pezzi di ricambio e ai servizi hanno generato un fatturato di circa 209 milioni di dollari, con un’impennata significativa (37%) rispetto al 2006 ed ha firmato contratti GMA (Global Maintenance Agreements, contratti di manutenzione globale) con quattro compagnie, per più di 20 velivoli ATR.

La domanda delle aerolinee e la capacità produttiva delle imprese italiane e francesi consentono di valutare la possibilità di lanciare sul mercato la serie 600: una nuova versione dell’aereo da novanta posti.

L’obiettivo dichiarato per il 2008 è superare 1,3 miliardi di dollari di fatturato.

Antonio Ferrara



Tra due litiganti il terzo gode

Non ci solo i colossi Airbus e Boeing tra i maggiori produttori di aeromobili del mondo: nel 2007 tra i maggiori produttori di velivoli turboprop spicca infatti Atr, consorzio nato dall’accordo di EADS (di cui fa parte anche l’Airbus) e di Finmeccanica (con la controllata Alenia Aeronautica).

La compagnia con sede a Tolosa ha conseguito lo scorso anno un record sia in termine di ordini sia di fatturato… e pensare che solo qualche anno fa l’azienda rischiava di chiudere a causa dei pochi ordini raccolti: circa 11 ordini all’anno tra il 2002 e il 2004.

Come mai questa rinascita così improvvisa?

Sicuramente una ragione è il risanamento aziendale compiuto all’interno dell’azienda. Ed ancora il prezzo del petrolio che, raggiungendo quota 100$ al barile, ha spinto le compagnie aeree verso l’acquisto di velivoli che consumassero meno carburante a pari livello tecnologico: ed ecco allora il boom dell’Atr42 e dell’Atr72, velivoli turboprop con un consumo di combustibile pari ad 1/5 rispetto ad un velivolo a jet della stessa categoria e in grado di decollare da piste anche molto più corte rispetto a quelle richieste da un velivolo a getto.

Cosa ci si aspetta ora da ATR?

In pochi anni Atr è diventata quindi leader del mercato, controllando per circa il 50% il mercato mondiale dei turboprop.

Adesso la richiesta delle compagnie aeree è quella di avere un velivolo turboprop anche da 90 posti (mercato questo monopolizzato dai jet): ed ecco allora che l’Atr sta già compiendo studi per lo sviluppo e la produzione di velivoli di tale capacità.

Nel frattempo gli ordini aumentano e nel 2008 si prevede di consegnare oltre 60 velivoli, soprattutto in asia (tra cui spicca il mercato indiano). In arrivo quindi non solo un potenziamento degli stabilimenti esistenti, ma anche un aumento delle assunzioni non solo nella stessa sede di Tolosa, ma anche nelle sedi fornitrici, ossia soprattutto a Bordeaux (dove si fabbricano le ali) e a Pomigliano d’Arco (dove si fabbrica la fusoliera): nel solo polo Napoletano si stimano infatti nuove assunzioni per oltre 150-200 posti.

G. Massari

Fonte: Il sole 24 ore; Il Giornale; Il Mattino; Il Denaro



Volo in stallo forse per telefonata

Potrebbe essere stata l’interferenza della telefonata da un cellulare con i sistemi informatici dell’aereo a causare l’incidente avvenuto giovedì a Heathrow. Allo scalo londinese un Boeing 777 della British Airways ha compiuto un atterraggio di emergenza dopo che i suoi motori erano improvvisamente andati in tilt. Secondo il tabloid britannico “The Sun” gli investigatori stanno privilegiando la pista dell’errore di comunicazione.

Il quotidiano sostiene che, nel quadro delle indagini, gli inquirenti terranno in considerazione un singolare episodio avvenuto a novembre, e denunciato dalla signora Susan Archibald. La donna aveva composto il numero della British che fornisce informazioni sui bagagli smarriti. Ma, dopo 20 minuti di attesa, è stata messa in comunicazione con la cabina di pilotaggio di un 777 fermo sulla stessa pista dell’incidente di giovedì, pronto al decollo. “Ho sentito un uomo dire: passeggeri ed equipaggio pronti al decollo per questo volo Londra-Los Angeles. Poi la telefonata si è interrotta” ha dichiarato la signora. Dopo l’accaduto, la compagnia British Airways, si era giustificata: “deve esserci stata confusione con un telefonino nella giacca di un pilota”.

A bordo “silenzio irreale” e scene di panico

Intanto, cinque giorni dopo l’atterraggio fuori pista, John Coward, il pilota al comando del Boeing 777 della British Airways, ricorda quegli istanti alla tv satellitare britannica Sky News. Il volo Ba 38 proveniente da Pechino ha perso potenza a due miglia (3,2 chilometri circa) dall’atterraggio, lasciando al primo ufficiale pochi secondi per portare l’aeromobile a terra. Tutti i 136 passeggeri si sono salvati e soltanto pochi di loro hanno riportato lesioni di lieve entità. Ma Coward ha temuto che il bilancio sarebbe stato ben peggiore. Parlando dalla casa della madre in Francia, dove si sta riposando, spiega di aver tentato di tutto per tenere il Boeing diritto.

Il responsabile della Ba racconta che quando l’aereo si è fermato c’era a bordo “un silenzio irreale”. Successivamente è riuscito a sentire l’equipaggio di cabina che faceva sgomberare i passeggeri e si è reso conto del panico. Poi, quando tutti sono stati raggruppati in un luogo sicuro, si è seduto perchè “aveva svolto il suo lavoro”. Coward spiega che i motori avevano completamente perso potenza. Chiarisce di essere stato addestrato a farli ripartire in volo ma non in fase di atterraggio.

Secondo un rapporto iniziale sull’incidente, i due motori non hanno risposto ai comandi per aumentare la spinta in fase di avvicinamento a uno degli aeroporti più affollati del mondo. Il pilota è stato elogiato pubblicamente dal suo capitano Peter Burkill che, come prassi comune, aveva ceduto i comandi al co-pilota prima dell’atterraggio.

Fonte: TGCOM



Che tempo fa su marte?

Giorno dopo giorno Marte ci regala sempre più sorprese: ora, grazie ad OMEGA, apparecchiatura ad altissima tecnologia montata sulla sonda Mars Express (sonda costruita dall’agenzia spaziale europea –ESA–) è stato possibile scoprire che nell’atmosfera marziana si trovano le nuvole!

Alcune di queste addirittura a distanze di 80000 km e con diametri di altre centinaia di chilometri.

Le nubi inoltre hanno uno spessore tale in grado anche di “offuscare” la luce solare, facendo scendere la temperatura al suolo anche di diverse decine di gradi.

Ma da cosa sono composte tali nubi?

Secondo gli ultimi studi di un gruppo di scienziati francesi, tali nubi sono costituite da particelle di ghiaccio secco.

Solo ora, tuttavia, un gruppo di scienziati francesi dell’università di Versailles in Francia ha trovato prove inequivocabili che tali nubi di ghiaccio secco esistono e che sono sufficientemente spesse da riuscire oscurare parzialmente il Sole.

Grazie proprio ad OMEGA infatti si è riusciti a fotografare le nuvole stesse riuscendo anche a capire lo spessore e il diametro delle stesse.

Ma allora che tempo farà su Marte domani? Forse grazie a questa nuova scoperta si sarà in grado di comprendere meglio i meccanismi che portano alla formazione delle tempeste di sabbia, caratteristiche del suolo marziano, e della presenza di zone a temperatura differente anche a pochi km di distanza.

Sarà l’inizio della meteorologia spaziale?



Il calendario 2008 di Aermacchi: un capolavoro firmato Vincent Berg

Vincent Berg

Per passione – Una passione famigliare per il volo. Lui, deltaplanista per lunghi anni, i fratelli piloti. Era quasi inevitabile che Vincent Berg ponesse la sua firma ad un progetto di comunicazione che da due anni sta rilanciando l’immagine di una delle più prestigiose industrie aeronautiche italiane. Il Calendario 2008 di Alenia Aermacchi, nato dalla costola del precedente, sempre a firma del fotografo varesino di origine belga, è stato presentato ufficialmente giovedì 20 a Villa Panza alla presenza della committenza, e in qualità di ospite di eccezione il critico d’arte Philippe Daverio.

La leggerezza - Alenia Aermacchi, del gruppo Finmeccanica, è a tutt’oggi, azienda leader nel campo della progettazione e produzione di velivoli militari da addestramento. Al gruppo serviva una immagine più cosmpolita, più cool, meno legata agli canoni iconografici classici da brochure aziendale. Ecco l’idea Vincent Berg: artista naif, ma sufficientemente dandy, disincantato ma in grado di garantire in studio un retaggio autentico di emozione per il volo, del soffio del librarsi, non solo della potenza rombante. “Spero di aver dato una spinta a rinnovarsi sul piano della comunicazione con l’esterno, dandone una immagine più sportiva”, si auspica il fotografo, “con una ricerca dove fossero evidenti i dati emozionali, la passione per la luce, il rigore delle prospettive, l’idea stessa di leggerezza”.

Due studi per una ricostruzione – Due mesi di lavoro, tra la sede milanese dell’azienda e le immagini nel gigantesco studio a Besozzo. Di là i modelli di aeroplani da fotografare, di qua, sotto le alte campate del proprio teatro di posa, Berg ha ripreso gli atleti che sembrano librarsi come angeli. Unendo l’idea della precisione del volo meccanico con l’eleganza del gesto fisico. “Poi – continua l’autore – un complesso lavoro di ricostruzione delle immagini in digitale, di sovrapposizione di contesti, seguendo il tema del calendario dell’anno scorso: il mondo del gesto fisico e quello della tecnica”. In entrambi casi, l’apoteosi dello sforzo, dello slancio, della tensione ad innalzarsi ad altri livelli.

La stilizzazione – L’azienda è soddisfatta. Non solo, a scegliere un commentatore illustre come Daverio è stata proprio Alenia Aermacchi, per dire dell’importanza mediatica che l’appuntamento riveste per la società. Le sei immagini che compongono il lavoro, stampate in dimensione 120×80, su cotone, verranno in occasione della presentazione esposte nella scuderia ridisegnate da Gae Aulenti all’interno della villa del Fai. Una mostra inedita e insolita. Ma forse neanche troppo. Gli aerei di Berg, come altri oggetti di design che continua a fotografare all’interno del suo ‘L’espace’ vivono di atmosfere raffreddate, di eleganti e sofisticate costruzioni al limite della stilizzazione. Veicoli minacciosi, ma in fondo, costosissimi, perfettissimi pretesti formali.



Il pilota-eroe della British in un festino hard con hostess e cioccolato

LONDRA (20 gennaio) - Da eroe con i nervi d’acciaio a gigolò in mutande alle prese con un’orgia di hostess e cioccolata. Peter Burkill, il comandante del Boeing 777 della British Airways che ha compiuto un drammatico atterraggio d’emergenza è stato “smascherato” da un tabloid che ha pubblicato alcune sue foto a luci rosse con un gruppo di amiche. Quarantaquattro anni, molto somigliante all’attore George Clooney, il comandante ha permesso ai media britannici di raccontare come se fosse un bel film hollywoodiano la bruttissima avventura vissuta dalle 152 persone a bordo del Boeing 777 in arrivo all’aeroporto londinese di Heathrow da Pechino. A caldo è stato attribuito al comandante Burkill il merito di aver evitando per un pelo la catastrofe facendo planare l’aereo malgrado i motori siano andati completamente fuori uso a 200 metri di quota quando mancavano 20 secondi all’atterraggio.

Il giorno successivo Burkill stesso ha però detto che in effetti ai comandi in quel drammatico frangente non c’era lui ma il suo secondo, John Coward, che si è comportato con coraggio e sangue freddo malgrado il cognome (in inglese “coward” è codardo…). Dopo la confessione anche le vecchie foto. Il tabloid domenicale News of the World che pubblica vecchie foto di lui seminudo, sotto il titolo: «Al pilota eroe piace che le hostess lecchino la cioccolata dal suo corpo nudo». Le foto, vecchie di 16 anni, ritraggono l’eroico pilota ad una «festa di sesso» con addosso soltanto mutande sulle quali era stata versata della cioccolata.

Fonte: Il Messaggero