“Giovanni I vorrei che Tu e Marco e Stefano e Maurizio e Vincenzo e Francesca e Monica e Monja e Francesco e Andrea e tutti i cittadini di Tuscia ed Io fossimo presi per incantamento. . . “.
Forse più di un anno fa, mentre sognavamo ad occhi aperti, avrei potuto scrivere di Te e di noi così.
Oggi, Giovanni, la battaglia è vinta! L’incantesimo e la magia tanto evocati si sono manifestati in tutta la loro forza: Viterbo avrà il suo aeroporto! Grazie Giovanni.
La forza delle nostre idee non sarebbe di certo bastata a conseguire un risultato così prestigioso; la pervicace volontà che tutti noi, nessuno escluso, ha dimostrato sino ad oggi, probabilmente a nulla sarebbe valsa; la perseveranza che in questi mesi ci ha sostenuto, soprattutto nei momenti più duri, a poco sarebbe servita; la diligenza con cui ognuno di noi ha svolto i compiti a lui affidati, sempre, poca cosa sarebbe stata; ed anche il rischio con cui in taluni momenti abbiamo dovuto cimentarci, per nulla avrebbe inciso sull’esito finale.
E allora, Giovanni, cosa ha reso possibile la vittoria? Quale è l’arma segreta che ha reso Il Comitato “invincibile”? Quale è l’alchimia che ha dato al nostro gruppo, fatto di tanti, un’unica anima ed un unico spirito?
L’Amore! Il Nostro Amore!
“L’amor che tutto move” ha scritto il sommo poeta, e a proposito di Paradiso, a me oggi sembra quasi di averne potuto scorgere un raggio di luce.
E’ l’Amore per la nostra città, per la nostra gente, per le nostre terre, che, impadronitosi di noi, ha reso possibile che tutto ciò accadesse. Giovanni, è vero, ce l’abbiamo fatta. Grazie ancora Giovanni! Grazie Capitano.
Ora che il primo passo è compiuto ci aspettano, uno dopo l’altro, tutti gli ambiziosi traguardi che Noi del Comitato ci siamo posti. Animati da un unico scopo: rendere la Tuscia un territorio d’eccellenza per sviluppo e benessere sociale.
Un ringraziamento particolare voglio esprimere a tutti quei viterbesi, politici e non, veramente tanti, che non ci hanno mai negato il loro aiuto ed il loro supporto e, soprattutto, come noi, ci hanno sempre creduto.
Guido SCAPIGLIATI