Monthly Archives: ottobre 2007

Alenia Aeronavali: consegnato alla Farnair un ATR72 convertito in cargo

Alenia Aeronavali, società di Finmeccanica, ha riconsegnato alla compagnia svizzera Farnair un velivolo ATR72 convertito da passeggeri a cargo presso lo stabilimento di Napoli-Capodichino.

Il velivolo è stato modificato nella configurazione Large Cargo Door che prevede l’istallazione di una porta cargo di ampie dimensioni sulla fusoliera per permettere il carico e scarico di container e pallet standard.

Farnair, aerolinea leader in Europa nei servizi di feederaggio per operatori merci e di servizi postali, è anche attiva in mercati specifici dove l’utilizzo della Large Cargo Door (71” x 116”), fornisce ai clienti delle possibilità di carico uniche per questa categoria di velivoli.

Farnair, opera oggi 6 ATR72 cargo modificati da Aeronavali, 3 dei quali con Large Cargo Door, e continua il suo piano di acquisizione velivoli confermando l’eccellenza delle caratteristiche tecniche del velivolo ATR cargo e rinnovando la fiducia ad Alenia Aeronavali. La modifica da passeggeri a cargo della piattaforma ATR viene eseguita in accordo alle specifiche del costruttore dell’aeromobile (Alenia Aeronautica e EADS) ed è stata già certificata sia dalla europea EASA che dalla FAA.
“La consegna di questo ATR e la piena soddisfazione della Farnair – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Alenia Aeronavali, ing. Gennaro di Capua – conferma l’attenzione della nostra azienda nei confronti dei programmi di modifica di velivoli commerciali. Il processo di ottimizzazione dei flussi produttivi, segnato anche dal miglioramento nella gestione delle parti in sub-fornitura, sta dando i suoi frutti e ci fa ben sperare per il futuro del programma ATR Cargo” .

Con 131 milioni di euro di ricavi nel 2006, Alenia Aeronavali occupa circa 1.500 dipendenti nei suoi siti di Venezia, Napoli e Brindisi. La società è uno dei leader mondiali nel suo settore ed ha effettuato, in 60 anni, conversioni e manutenzioni su velivoli civili e militari quali: DC-8, DC-10/MD-10, MD-11, MD-80, 707, 727, ATR42/72, BR1150 “Atlantic”, C130, G222/C27J, Boeing 707 e 767 Tanker/Transport, E-3A AWACS e 707TCA.

Fonte: PRIMA



L’ESA e le prossime missioni spaziali

Una missione potrebbe essere varata prima della fine del prossimo decennio: far volare un pallone (stile mongolfiera) su Titano, la luna fumosa di Saturno.

Il pallone è una delle numerose idee al vaglio dell’Agenzia spaziale europea, che in questi giorni sta disegnano il suo futuro da ora ai prossimi 10 anni.

Altre proposte includono un telescopio a raggi X che vola in due parti; E di una missione di andata e ritorno da un asteroide.

Tutte le idee saranno oggetto di ulteriore studio; Ed è probabile che involveranno partner internazionali.

Infine, solo due missioni saranno selezionate, una per volare dal 2017 e l’altra non prima del 2018.

Il progetto di disegnare il futuro dell’Esa è noto come Cosmic Vision. Con questo progetto si vogliono valutare le domande più grandi che l’uomo si pone in campo spaziale e quindi tentare di trovare le risposte progettando missioni opportune.

Ci sono due categorie di missioni in esame: grandi (classe L), che costerà all’Esa circa 650 milioni di Euro; E medie (classe M), di circa 300 Milioni di euro.

Per le grandi missioni sono necessari partner internazionali per dividere il costo della missione stessa. La stessa NASA ha rilevato che nessuna missione importante su Saturno e le sue lune può essere intrapresa con meno 700 milioni di euro e questa è una cifra ottimistica.

I concorsi candidati al Cosmic Vision 2015-2025 saranno sottoposti a un riesame interno dell’Esa. La fase successiva sarà quella di stipulare contratti con l’industria per effettuare gli studi di fattibilità.

I progetti della classe L candidati sono:

  • Laplace: Questa missione dovrebbe andare su Giove e sulle sue lune. Un obiettivo chiave di interesse sarebbe la luna ghiacciata Europa, che si pensa possa avere un oceano sotto la sua crosta ghiacciata. La missione dovrebbe schierare tre piattaforme orbitanti per effettuare osservazioni coordinate di Europa, degli altri satelliti di Giove, della magnetosfera di Giove e della sua atmosfera interna.
  • Tandem: La missione dovrebbe esplorare sia Titano che Encelado, l’altra luna di Saturno che affascina gli scienziati. La missione potrebbe portare due sonde spaziali che trasportano un pallone e tre sonde su Titano.
  • Xeus: Questa nuova generazione di telescopi potrebbe studiare i raggi X dell’Universo. E’ composto da due parti: un satellite specchio e un rilevatore satellitare. Le due parti devono volare in formazione con estrema precisione.
  • Spica: I giapponesi stanno proponendo una missione di classe L per studiare il cosmo a lunghezze d’onda fino agli infrarossi. Se l’Europa verrà coinvolta, darebbe quel contributo sviluppato già per il telescopio Herschel che verrà lanciato il prossimo anno.

I progetti della classe M candidati sono:

  • Cross-scale: un sciame di 12 navi spaziali per fare misurazioni simultanee di plasma che circonda la Terra.
  • Marco Polo: una semplice missione di ritorno da un oggetto vicino alla Terra. Consiste di una navicella madre con all’interno una sonda figlia contenente tutta la strumentazione.
  • Dune e Spazio: Si tratta di due missioni dell’Esa che ci diranno di più sulla misteriosa “materia oscura” e addirittura sulla strana “energia oscura” che sembra dominare il nostro Universo, ma che è difficile spiegare con le attuali tecnologie di osservazione.
  • Platone: Una missione per trovare e studiare pianeti oltre il nostro sistema solare. Sarebbe in grado di osservare i pianeti rocciosi simili alla Terra.

Alla fine del processo di valutazione, è probabile che l’Esa selezionerà solo una missione di Classe L ed una di Classe M da sviluppare e lanciare.

Una grossa incognita è il desiderio di provare la teoria della relatività generale di Albert Einstein, rilevando le onde gravitazionali: per far ciò l’Europa e gli Stati Uniti sono insieme in un progetto noto come missione Lisa.

Di conseguenza la nascita e lo sviluppo di una missione L dipenderà solo dai progressi che si faranno su Lisa (Laser Interferometer Space Antenna).

Fonte: BBC



I moderni dirigibili presentati dalla società russa Ros Aero System

Roma, Italia – Modelli flosci e semi-rigidi per i più disparati usi

(WAPA) – L’azienda russa Ros Aero System ha presentato diversi modelli dei più moderni dirigibili flosci e semi-rigidi.

Type AU-11

L’AU-11 appartiene alla categoria dei modelli flosci, ed è un piccolo dirigibile economico utilizzato per la pubblicità aerea, la sorveglianza, servizi di soccorso, di polizia e protezione ambientale. L’involucro con un volume di 669 metri cubi racchiude due camere d’aria (una nella parte anteriore e un’altra nella parte posteriore) di 123 metri cubi ciascuna. L’impennaggio è a croce, sulla deriva più bassa un piccolo motore elettrico permette di controllare il dirigibile lateralmente.

La carlinga aerodinamica monoposto con un motore ad elica carenata è posta alle spalle del pilota.

L’equipaggio a terra è composto da 2 o 4 membri. Questo tipo di dirigibile ad una velocità di crociera di 60 kph ha un’autonomia di volo di 5 ore. Il primo volo dell’AU-11 è stato effettuato nel mese di settembre del 1998.

Type AU-12

Il dirigibile AU-12 è una versione biposto e bimotore, ed ha un volume di 1250 metri cubi. Trova impiego per il monitoraggio strumentale e visivo di oleodotti e gasdotti, per la sorveglianza delle strade e dei territori urbani per conto dei servizi di emergenza, della polizia, della protezione ambientale; può essere utilizzato per la pubblicità, per le fotografie aeree, per la pubblicità video, la cartografia e le operazioni di recupero.

Type PD-300

Si tratta di un dirigibile polivalente che utilizza la spinta vettoriale per il decollo e l’atterraggio verticale. L’equipaggio a terra è composto da quattro o sei persone, mentre la cabina ha quattro scompartimenti.
Progettato per i voli a lungo raggio, a bassa quota e a bassa velocità. Gli scopi principali sono il pattugliamento e controllo visivo, le operazioni di pubblicità, i servizi fotografici e video, le operazioni di soccorso, le campagne di propagande e turismo.

Type MD-900

Appartiene alla categoria dei dirigibili semi-rigidi. Ha funzioni multiruolo tra cui il trasporto medico. All’interno ci sono dei contenitori da trasporto, laboratori volanti, 25 posti per i passeggeri, dei quali 12 in prima classe.
La navicella è modulare a seconda dell’utilizzo. Due motori sono situati dietro la cabina. L’impennaggio è a forma di croce, un motore elettrico è posto tra i due timoni per controllare il dirigibile lateralmente. L’equipaggio di volo può essere composta da due o tre persone, mentre quello di terra da quattro a sei.

Type DPD-5000

Dirigibile di pattugliamento per le lunghe distanze semi-rigido. Un birillo longitudinale sul quale sono appesi i motori e la cabina.

Fonte: Avionews



I moderni dirigibili presentati dalla società russa Ros Aero System

Roma, Italia – Modelli flosci e semi-rigidi per i più disparati usi

(WAPA) – L’azienda russa Ros Aero System ha presentato diversi modelli dei più moderni dirigibili flosci e semi-rigidi.

Type AU-11

L’AU-11 appartiene alla categoria dei modelli flosci, ed è un piccolo dirigibile economico utilizzato per la pubblicità aerea, la sorveglianza, servizi di soccorso, di polizia e protezione ambientale. L’involucro con un volume di 669 metri cubi racchiude due camere d’aria (una nella parte anteriore e un’altra nella parte posteriore) di 123 metri cubi ciascuna. L’impennaggio è a croce, sulla deriva più bassa un piccolo motore elettrico permette di controllare il dirigibile lateralmente.

La carlinga aerodinamica monoposto con un motore ad elica carenata è posta alle spalle del pilota.

L’equipaggio a terra è composto da 2 o 4 membri. Questo tipo di dirigibile ad una velocità di crociera di 60 kph ha un’autonomia di volo di 5 ore. Il primo volo dell’AU-11 è stato effettuato nel mese di settembre del 1998.

Type AU-12

Il dirigibile AU-12 è una versione biposto e bimotore, ed ha un volume di 1250 metri cubi. Trova impiego per il monitoraggio strumentale e visivo di oleodotti e gasdotti, per la sorveglianza delle strade e dei territori urbani per conto dei servizi di emergenza, della polizia, della protezione ambientale; può essere utilizzato per la pubblicità, per le fotografie aeree, per la pubblicità video, la cartografia e le operazioni di recupero.

Type PD-300

Si tratta di un dirigibile polivalente che utilizza la spinta vettoriale per il decollo e l’atterraggio verticale. L’equipaggio a terra è composto da quattro o sei persone, mentre la cabina ha quattro scompartimenti.
Progettato per i voli a lungo raggio, a bassa quota e a bassa velocità. Gli scopi principali sono il pattugliamento e controllo visivo, le operazioni di pubblicità, i servizi fotografici e video, le operazioni di soccorso, le campagne di propagande e turismo.

Type MD-900

Appartiene alla categoria dei dirigibili semi-rigidi. Ha funzioni multiruolo tra cui il trasporto medico. All’interno ci sono dei contenitori da trasporto, laboratori volanti, 25 posti per i passeggeri, dei quali 12 in prima classe.
La navicella è modulare a seconda dell’utilizzo. Due motori sono situati dietro la cabina. L’impennaggio è a forma di croce, un motore elettrico è posto tra i due timoni per controllare il dirigibile lateralmente. L’equipaggio di volo può essere composta da due o tre persone, mentre quello di terra da quattro a sei.

Type DPD-5000

Dirigibile di pattugliamento per le lunghe distanze semi-rigido. Un birillo longitudinale sul quale sono appesi i motori e la cabina.

Fonte: Avionews

Gas serra: possono gli aeroporti essere amici dell’ambiente?

Il triste primato spetta alla Gran Bretagna: i risultati di una recentissima ricerca dal titolo Green Values (qui il file pdf), condotta dalla società di marketing internazionale TGI, dicono che quando si tratta di inquinamento da voli aerei ogni cittadino britannico emette 603 kg di CO2 all’anno. Seguono a ruota l’Irlanda, con 434 kg di anidride carbonica pro capite e gli Stati Uniti (275 kg a persona).

Il Nobel per la pace ad Al Gore e al Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici delle Nazioni Unite conferma l’accresciuta attenzione dell’opinione pubblica verso il tema ambientale. Ma pur sapendo che i viaggi aerei sono tra le attività maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra, chi è disposto a volare di meno o addirittura a rinunciare del tutto all’aeroplano? Niente paura, in soccorso dei viaggiatori che vogliono pulirsi la coscienza ecologica arriva la possibilità di neutralizzare le proprie emissioni, versando una cifra che verrà investita in progetti mirati alla riduzione di uguali quantità di gas serra. Essere “carbon neutral” è quasi una nuova moda.

All’aeroporto olandese di Eindhoven con la carta di imbarco viene consegnato ai passeggeri un volantino che li invita a calcolare, usando appositi terminali, le emissioni prodotte dal proprio tragitto aereo e a neutralizzarle a partire da un versamento minimo di 3,10 euro.

Perché non ci pensa l’aeroporto stesso a neutralizzare l’impatto ambientale? Questo aeroporto in effetti già lo fa: tutti i gas serra prodotti dalle operazioni che lo fanno funzionare vengono neutralizzati da versamenti corrispondenti. E che a Eindhoven ci tengano all’ambiente si capisce anche andando alla toilette: per gli scarichi qui si usa piovana, un’idea che sotto il bigio cielo inglese non dovrebbe essere difficile copiare. Altri scali fanno del rispetto dell’ambiente un punto forte.

L’aeroporto East Midlands che in Gran Bretagna serve le città di Nottingham, Leicester e Derby, ha in programma di diventare “neutrale” entro il 2012. Così come la società di jet privati Netjets. E se vi interessa essere aggiornati su cosa si muove in questo ambito, vale la pena tenere d’occhio questo blog: una specifica sezione dedicata alle linee aeree segnala gli impegni presi in tal senso dalle varie compagnie. Non mancano gli attivisti, che sulla possibilità di neutralizzare le emissioni sono quantomeno scettici. Quelli inglesi si ritrovano su un sito il cui nome dice tutto: Plane stupid.

Fonte: Panorama



Cade un elicottero: due morti

L’elicottero, un Agusta Bell 206 (come quello in foto) della Polizia era decollato da poco e volava nei pressi della capitale per un addestramento quando è precipitato vicino Pomezia nelle vicinanze dello stabilimento Fiorucci (Lazio).

Nell’incidente sono morti sia il comandante del primo Reparto volo di Pratica di Mare, Giovanni Liguori, che il copilota, Eliano Falivene.

Il velivolo, che secondo alcune testimonianze stava provando a compiere un atterraggio di emergenza, non è riuscito a portare a termine la manovra, andando così a disintegrarsi al suolo.

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha inviato alle famiglie dei due piloti una lettera di cordoglio a nome anche dell’intero Governo.