Il Pianeta Terra vicino al ”punto di non ritorno”

1710 671 Il Pianeta Terra vicino al punto di non ritorno

Altro che formichine, negli ultimi vent’anni siamo stati delle vere e proprie cicale. L’intero genere umano sta mettendo a rischio la sua stessa esistenza per la velocità con la quale consuma le risorse della Terra, minacciando direttamente l’estinzione di molte delle specie animali che la abitano.

A questa visione per niente rosea del nostro futuro sono arrivati 1400 scienziati che, per conto dell’Onu, hanno studiato tutto quello che successo al Pianeta Blu dal 1987 ad oggi.

In questo ventennio è emerso un dato più degli altri: ogni singolo uomo, rispetto a chi è venuto vent’anni prima di lui, consuma un terzo in più di quello che madre natura gli mette a disposizione.

Più che cicale siamo delle vere e proprie cavallette che mettenoo a rischio la biodiversità della terra che abitiamo. Lo testimonia il fatto che il 23% dei mammiferi, un terzo degli anfibi e il 12% degli uccelli sono a richio estinzione.

Siamo quindi sempre più vicini a quello spauracchio che gli studiosi definiscono “punto di non ritorno” e che ha fatto si che il Programma per l’ambiente dell’Onu abbia lanciato un appello a non rimanere inermi ancora a lungo.

Ad aumentare i rischi c’è sicuramente un altro fattore. Negli ultimi vent’anni la popolazione mondiale è cresciuta del 34%. Di anno in anno sono 73mila i chilometri quadrati di foresta che si perdono. Nello stesso periodo uno dei dieci fiumi più grandi arriva al mare asciutto ed è proprio la mancanza di acqua dolce a causare la morte di oltre tre milioni di persone. I limiti di inquinamento fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità vengono superati, e di molto, da oltre la metà di tutte le città del mondo.

Fonte: TifeoWEB



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