Archivio di ottobre 2007

“Aeroporto. Guastatori viterbesi pronti ad invadere Frosinone”, titolavano domenica scorsa, le locandine di un noto quotidiano locale, fuori tutte le edicole ciociare. Gli altri quotidiani, anche se in toni meno allarmistici, diffondevano la medesima notizia, facendo apparire il nostro sodalizio come una sorta di armata “Brancaleone” pronta ad affermare in terra nemica le proprie ragioni.

Tali strumentalizzazioni che offendono la dignità e la professionalità con cui il nostro sodalizio ha sempre operato, possono far travisare i veri scopi della nostra iniziativa partecipativa all’incontro indetto dalla Provincia di Frosinone, scambiando una presenza pacifica ed intenta a comprendere le motivazioni altrui, per una lotta di campanile.

Pertanto il Comitato invita, anche se a malincuore, i tanti sostenitori che, con slancio da subito avevano aderito alla trasferta ciociara, a rimanere a Viterbo, onde evitare che in questa fase cruciale e delicata, a pochi giorni dalla decisione, qualcuno scambi la nostra azione per una provocazione e trovi il pretesto per inficiare la serenità di un corretto e trasparente processo decisionale.

Parteciperà, comunque all’incontro una ristretta rappresentanza del Comitato Aeroporto, che sottoporrà alla stampa locale – visto che il presidente Scalia ha già annunciato: “vengano pure ma non parleranno” – le importanti motivazioni della trasferta.

L’invito a non partecipare all’incontro, è stato da noi esteso, anche quei relatori del convegno – che non avendo legami territoriali con Frosinone – per l’importante ruolo istituzionale, politico e sociale ricoperto, potrebbero turbare quella serenità decisionale del Ministro che noi, con la nostra rinuncia, abbiamo riconosciuto e rispettiato.

Pertanto, chiedendo di farsi garanti di una posizione di neutralità, abbiamo inviato una lettera (cliccando si può accedere alla lettera n.d.r.) in tal senso al on. Franco Dalia (assessore ai Trasporti Regione Lazio), all’on. Maria Pia Garavaglia (vice sindaco di Roma), al segretario generale CCIAA Roma dott Pietro Abate, al segretario nazionale UIL Trasporto Aereo dott. Marco Veneziani, al dott Lorenzo Parlati (presidente Legambiente Lazio), al direttore generale Enac Silvano Manera, al presidente Assaeroporti Domenico Di Paola, al presidente Assaereo Fausto Cereti, al dott. Maurizio Stirpe (presidente Confindustria Lazio), al dott. Marco Franchini (direttore Generale Aeroporti di Puglia) e al Prfetto di Frosinone dott. Piero Cesari.

Certi della comprensione dei tanti nostri sostenitori chiediamo ancora una volta di pazientare, mantenendo però, come sempre, il fuoco della passione sempre vivo.

Il presidente del Comitato Aeroporto e Opere della Tuscia

Avv. Giovanni Bartoletti



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Il 30 agosto 2006 il ministro dell’Interno sentì il bisogno di denunciare lo stato di pericolo in cui versavano gli elicotteri della polizia. In una clamorosa intervista al Messaggero, Giuliano Amato spiegò che un velivolo delle forze dell’ordine andava considerato vecchio, dunque pericoloso, qualora avesse raggiunto i 5-6 anni di vita.

«Vi affidereste a un elicottero obsoleto?», denunciò con malcelata ironia. Quel che il responsabile del Viminale omise di specificare riguardava quanto oggi il Giornale è in grado di rivelare: e cioè che l’elicottero «più giovane» attualmente in forza ai Reparti Volo della Ps è entrato in attività nel 1997, mentre quelli «più anziani» che ancora girano sopra le nostre teste hanno festeggiato da poco i 35 anni d’onorato servizio.

Per entrare nel dettaglio di questo scandalo senza fine, con gli elicotteri non a caso definite «bare volanti» per gli incidenti degli ultimi anni, occorre ricordare come i Reparti Volo offrono un servizio essenziale e coprono un po’ tutto il territorio nazionale: Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Pescara, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo e Abbasanta in provincia di Oristano. Tra gli incarichi svolti il controllo del territorio, la vigilanza stradale, il soccorso pubblico (in caso di calamità e non), pattugliamenti su rapine, attentati, inseguimenti o fatti particolarmente cruenti, i trasporti sanitari (organi o plasma), servizi di ordine pubblico (manifestazioni sportivi, politiche, eccetera).

Se un elicottero, per il ministro Amato, è dunque da rottamare dopo sei anni di attività, come ci si dovrebbe comportare con la totalità degli apparecchi tuttora in servizio prodotti tra il 1972 e il 1997? La risposta dovrebbe essere scontata, ma in tempi di tagli sulla sicurezza in Finanziaria, il tanto sospirato rinnovo del parco-macchine è rimandato sine die.

Analizzando la dotazione dei mezzi aerei, reparto per reparto, apparecchio per apparecchio, si scopre come l’età media dei velivoli superi i 20 anni di età, con punte di altri quindici anni in più e un carico di «ore volo» talmente impressionante da reggere a stento la revisione operata dagli specialisti. Gli elicotteri in dotazione alla Ps sono di tre modelli, tutti costruiti dalla ditta Agusta di Cascina Costa (Varese): l’Agusta Bell «206», il «109» e il «212». Al centro di Roma-Pratica di Mare sono presenti dieci elicotteri: di questi, quattro Ab109 e altri quattro ab212 sono usciti di fabbrica tra il 1980 e il 1986. E che dire degli Ab 206 datati 1972 (tre a Bologna, altrettanti a Palermo, due ad Abbasanta) oppure del biennio 1973-’74 (vedi i tre Firenze). O per cambiare di modello, gli A-109 acquistati nel quinquennio 1981-1986 (due esemplari a Venezia, tre a Bari e via discorrendo).


La flotta degli elicotteri della polizia di Stato non si può dunque definire obsoleta o vecchia, bensì preistorica. Antiquata. Non funzionale, pericolosa, insicura. Per azzardare un paragone è come se oggi vedessimo girare in servizio di Volante le vecchie Giulietta dell’Alfa Romeo, quelle con la livrea verde militare.

Altra nota dolente è il costo di esercizio. I più recenti elicotteri, hanno particolari costruiti con le più avanzate tecnologie ed hanno bisogno di una ridottissima manutenzione. Gli elicotteri in dotazione alla Polizia invece, sono soggetti ad una manutenzione più frequente (ogni 25 ore di volo) e decisamente più onerosa, anche dal punto di vista dei ricambi che sono diventati introvabili; si perché al’AB 206, cioè l’elicottero in dotazione a tutti i reparti e quindi quello in numero più consistente dell’intera flotta della Polizia, non è più nemmeno in produzione.

Come se non bastasse, gli stessi antichissimi velivoli sono soggetti a «revisioni generali» i cui costi sono quasi pari all’acquisto di un elicottero nuovo (quando l’AB 206 era in produzione, una sua revisione poteva costare sino ad 1 miliardo di vecchie lire, contro 1,5 miliardi del nuovo modello). E infine. Le ultime normative dell’Enav stabiliscono regole molto rigide sul sorvolo di elicotteri monomotori nelle città, il che quindi, di fatto, preclude di molto l’attività dei Reparti Volo. Letti tutti questi dati, contati gli anni e i chilometri percorsi per aria, pianti i piloti morti dal 2005 ad oggi, il ministro Amato dovrebbe porsi una domanda: se lui non si sognerebbe mai di volare su elicottero con sei anni di anzianità, perché costringe i poliziotti a lavorare su ben 60 carrette del cielo, alcune delle quali considerate all’avanguardia 35 anni fa?

Fonte: Il Giornale



La Merryl Linch, una delle più importanti banche d’affari americane, lo ha definito “Grottaglie is best in class”, tenendo in considerazione anche lo stabilimento di Foggia e quello giapponese di Nagoya.

Grossi apprezzamenti sono arrivati anche per lo stabilimento di Foggia, importante sito che ha una tradizione e una cultura nella lavorazione dei materiali compositi senza precedenti.

Il plauso della banca americana arriva a cavallo del “Premio Innovazione” di Finmeccanica, manifestazione volta a premiare l’innovazione e la novità in un settore dove le idee sono la chiave di un futuro vincente.

I prossimi sforzi, come ha affermato il presidente della Provincia, Gianni Florido, saranno volti a creare una sinergia e una intesa tra industrie locali e l’Università e il Politecnico di Taranto per la ricerca di nuovi materiali di interesse non solo aeronautico, ma anche industriale.

Al Premio Innovazione di Finmeccanica ha preso parte anche il ministro per la Riforma e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione, Luigi Nicolais, che ha precisato come il sito di Grottaglie attualmente rappresenta un centro importante per l’innovazione tecnologica in grado di attrarre investimenti e creare lavoro.

Oltre a Nicolais, sono intervenuti alla cerimonia anche il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, il direttore generale Giorgio Zappa, l’amministratore delegato di Alenia Aeronautica, Giovanni Bertolone, il direttore generale di Alenia, Antonio Perfetti.



terra

Altro che formichine, negli ultimi vent’anni siamo stati delle vere e proprie cicale. L’intero genere umano sta mettendo a rischio la sua stessa esistenza per la velocità con la quale consuma le risorse della Terra, minacciando direttamente l’estinzione di molte delle specie animali che la abitano.

A questa visione per niente rosea del nostro futuro sono arrivati 1400 scienziati che, per conto dell’Onu, hanno studiato tutto quello che successo al Pianeta Blu dal 1987 ad oggi.

In questo ventennio è emerso un dato più degli altri: ogni singolo uomo, rispetto a chi è venuto vent’anni prima di lui, consuma un terzo in più di quello che madre natura gli mette a disposizione.

Più che cicale siamo delle vere e proprie cavallette che mettenoo a rischio la biodiversità della terra che abitiamo. Lo testimonia il fatto che il 23% dei mammiferi, un terzo degli anfibi e il 12% degli uccelli sono a richio estinzione.

Siamo quindi sempre più vicini a quello spauracchio che gli studiosi definiscono “punto di non ritorno” e che ha fatto si che il Programma per l’ambiente dell’Onu abbia lanciato un appello a non rimanere inermi ancora a lungo.

Ad aumentare i rischi c’è sicuramente un altro fattore. Negli ultimi vent’anni la popolazione mondiale è cresciuta del 34%. Di anno in anno sono 73mila i chilometri quadrati di foresta che si perdono. Nello stesso periodo uno dei dieci fiumi più grandi arriva al mare asciutto ed è proprio la mancanza di acqua dolce a causare la morte di oltre tre milioni di persone. I limiti di inquinamento fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità vengono superati, e di molto, da oltre la metà di tutte le città del mondo.

Fonte: TifeoWEB



25 ottobre, la firma ufficiale del protocollo formalizza la nascita del distretto interregionale Campania-Puglia, il documento che è stato siglato all’Università Federico II di Napoli dall’assessore alle attività produttive Andrea Cozzolino, l’assessore alla Ricerca scientifica Teresa Armato della Regione Campania e Sandro Frisullo, assessore allo Sviluppo economico e Innovazione tecnologica della Regione Puglia, apre una pagina importante e originale di politica industriale.

Oltre la stampa specializzata erani presenti il Presidente di Confindustria Brindisi Massimo Ferrarese, il Presidente della Commissione Aerospazio Campania Puglia Domenico Giustino dell’Unione degli Industriali di Napoli, e il Preside della Facoltà di Ingegneria Edoardo Cosenza.

Il nuovo distretto – che segue una intesa firmata qualche mese fa tra la Regione Campania e Piemonte - sarà composto di oltre 150 aziende che fatturano almeno 2 miliardi di euro e occupano 14.000 lavoratori.

La rete articolata tra gli enti regionali meridionali dove maggiori sono le preesistenze aerospaziali, potenzierà le condizioni di crescita di un comparto industriale che offre anche nel nostro Paese opportunità di sviluppo irripetibili.

Il Distretto Campania-Puglia si propone come cornice istituzionale nel cui ambito sviluppare la cooperazione tra i due enti regionali al fine di favorire l’integrazione tra le imprese del settore, raccordare le strategie industriali a quelle della ricerca ed innovazione e razionalizzare le politiche di sostegno.

Del Polo Aeronautico Meridionale s’iniziò a parlarne almeno agli inizi del 2005 quando sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno Angelo Guarini della Confindustria di Brindisi lo propose quale quadro di riferimento che consentisse il superamento delle lacerazioni che la decisione di localizzare a Grottaglie l’impianto per il programma B787 aveva prodotto tra vasti settori della società civile campana e Alenia Aeronautica

I Democratici di Sinistra di Alenia Aeronautica in Campania che pure contro quella opzione dell’azienda di Finmeccanica erano stati promotori, con il sindacato, di una vasta mobilitazione di forze sociale e di lavoratori del settore, s’inserirono in quella discussione proponendo l’idea del distretto interregionale. ( www.dsalenia.it/documenti.htm )

Il modello, a più riprese e in varie sedi riproposto, partiva dell’esperienza altamente positiva fatta nell’Alta Savoia dove era nato un progetto di rete industriale tra PMI del settore dell’aerospazio di imprese francesi, a cui partecipavano anche alcune italiane.

L’idea anticipava le valutazioni e le critiche che molti esperti avrebbero espresso verso i Distretti Industriali cosi come sono definiti dalla Legge 371/1991 limitati ad aree territoriali locali e alla base del POR 2000-2006.

I deludenti risultati prodotti dall’uso di fondi comunitari hanno dimostrato che le politiche di sostegno di sviluppo alle imprese devono essere orientate e selettive, non ristrette in logiche meramente territoriali e soprattutto occorre privilegiare quei comparti come l’Aerospazio che racchiudono le potenzialità per avviare un processo robusto e duraturo di reindustrializzazione dei territori del Mezzogiorno.

La maggiore coesione tra le politiche industriali e quelle della ricerca ed innovazione auspicata nel protocollo del Distretto Interregionale dell’Aerospazio è la premessa per recuperare la funzione dei Centri di Competenza, che nella nostra regione poco hanno prodotto nel raccordo tra mondo delle imprese e quello della ricerca.

L’accordo di programma con il Ministero dello Sviluppo Economico consentirà di sostenere i progetti d’investimento con ulteriori risorse riportando il settore dell’Aerospazio nel programma Industria 2015, a cui si aggiungono i Fondi di coesione della Comunità europea 2007-2013 e quelli della discussa legge 808.

25ottobre ’07 Antonio Ferrara




L’intervento previsto – per sabato 27 ottobre p.v., alle ore 18:00 presso l’Hotel “Domus” in località la Quercia (VT) – sarà un’occasione imperdibile per conoscere quali saranno le interazioni tra l’aeroporto di Viterbo e il territorio limitrofo.

A rispondere, ai tanti legittimi quesiti della cittadinanza, sarà l’ingegnere aeronautico Giovanni Niro, che illustrerà, tramite un suo dettagliato ed autorevole studio, le ragioni tecniche che privilegiano Viterbo per l’ubicazione del terzo polo aeroportuale del Lazio.

In particolare, l’esperto aeronautico, affronterà le tematiche legate all’impatto ambientale dello scalo viterbese, dando risposte concrete a quei cittadini, che giustamente, si chiedono quali saranno le ricadute dell’infrastruttura sul territorio. Verrà, quindi, esaminato l’aeroporto nelle sua fase operativa, con particolare attenzione al rumore prodotto dagli aeromobili in base alle rotte seguite.

La cittadinanza viterbese e coloro che sono interessati all’iniziativa sono invitati all’incontro organizzato dal Comitato per l’aeroporto di Viterbo e le opere della Tuscia.

Comitato per l’aeroporto di Viterbo e le opere della Tuscia



Tragico incidente ieri a Borgo Montello (Latina). Un ultraleggero monomotore (simile a quello in foto) precipita. A bordo volavano Umberto Cherubini (il fratello di Jovanotti), e Bruno Bianchella, aerial camera operator di Mission Impossible III.

Cherubini era istruttore di volo presso la scuola “Touchandgo” di Anguillara, nei pressi di Roma; Bianchella lavorava nel cinema come direttore di fotografia (è stato aerial camera del film Mission Impossible III).

La causa dell’incidente è da imputare al forte vento di tramontana che ha probabilmente ha portato in stallo (e conseguentemente in caduta a vita) l’Esqual monoelica sul quale i due erano a bordo.

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