Monthly Archives: settembre 2007

Marrazzo: Segnale di grande apertura per lo scalo Viterbese

Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, durante l’odierna conferenza stampa seguita all’incontro con la giunta di Confindustria ha affermato: “E’ necessario dare a ottobre una risposta sul terzo aeroporto del Lazio. Non è una partita di derby – ha precisato il presidente della Regione – ma la scelta si baserà su tre criteri: le aerovie, le infrastrutture di terra e il mercato“.

Si tratta di un ottimo, ed inedito, segnale di apertura da parte, dell’inquilino della Pisana, a favore dello scalo Viterbese. Infatti, come recentemente ribadito dall’ENAC, in tema di aerovie la Tuscia non teme confronti. Anche l’indirizzo del mercato è orientato verso lo scalo a nord della capitale, come si ricorderà, infatti, la regina delle low cost ha già strizzato l’occhio a Viterbo, così come la soc. Aeroporti di Roma che hanno voluto stigmatizzare il proprio favore per la città dei Papi, in un disegno di legge inequivocabile.

In tema di infrastrutture lo stesso portavoce di Marrazzo, Silvio Marino, ebbe modo di ribadire “Fornisco quindi soltanto qualche sereno spunto di riflessione, nella speranza che possa diventare una base di ragionamento condiviso tra le forze dell’Unione e gli amministratori regionali che hanno competenza in materia.

1) Alcune delle strutture necessarie per la realizzazione dell’aeroporto a Viterbo sono già pronte.

2) La giunta Marrazzo e il presidente in prima persona hanno ribadito -definendola questione prioritaria- la necessità di terminare la trasversale Orte–Civitavecchia. Questa strada, che già ora permette di collegare l’aeroporto di Viterbo al GRA di Roma in circa un’ora, una volta completata garantirà non solo un collegamento veloce e sicuro con l’Aurelia e con i centri della costa, primo tra tutti Civitavecchia, in un contesto di intelligente intermodalità a servizio del sistema turismo, ma sarà in grado di mettere in rete l’interporto di Orte, altro asset importantissimo nel ridisegnare lo sviluppo economico della nostra provincia.

3) Riteniamo che il nostro territorio abbia, forse anche più degli altri, le potenzialità per delineare un forte e permanente sviluppo turistico durante tutti i 12 mesi dell’anno.

4) Ci sembra opportuno che le ipotesi di sviluppo del piano degli aeroporti forniscano delle concrete alternative agli operatori, piuttosto che concentrare l’offerta solo ed esclusivamente nella parte a sud di Roma”.

Noi del Comitato non possiamo che manifestare tutto il nostro plauso per le illuminate considerazioni del Presidente Marazzo.

Avv. Giovanni Bartoletti



La British "dirotta" su Boeing

E’ definitivo: anche la British Airways sceglie il 787 Dreamliner come punta di diamante per il rinnovo della sua flotta per i voli a lungo raggio.

La scelta della compagnia inglese si può riassumere in due punti: grande efficienza e basso impatto ambientale:

L’aereo di plastica, come è stato definito il 787 Dreamliner ha motori di nuova concezione e design all’avanguardia capace di abbattere per oltre il 20% la CO2 prodotta dagli scarichi. Inoltre anche l’impatto aeroacustico è molto più basso rispetto ai velivoli attuali: in poche parole scegliere un 787 vuol dire meno rumore, meno consumi e maggiore sicurezza in volo.



Scalo civile e scalo militare: due realtà incompatibili

Nel corso di un recentissimo incontro con il Ministro dei Trasporti sul tema terzo aeroporto del Lazio, il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, ha affrontato con Bianchi il tema della inconciliabilità dello scalo pontino con la struttura militare ivi esistente.

Il problema già evidenziato dallo Stato Maggiore Aeronautica, che riguarda anche lo scalo ciociaro, consiste nell’incompatibilità tra la scuola militare di volo basico ad ala fissa di Latina (e quella ad ala rotante di Frosinone), con un eventuale scalo commerciale. In tali scuole dell’A.M., infatti, iniziano a volare tutti i piloti di aeroplano e di elicottero dell’Arma Azzurra e degli altri corpi armati dello Stato.

Pertanto, nei primi voli, gli allievi piloti sono sotto continua osservazione da parte dei loro istruttori che ne “telecomandano” il volo via radio mediante indicazioni impartite da una postazione fissa ubicata sulla testata pista. È facile comprendere come tale difficile e delicata operazione, insieme a molte altre, non siano compatibili con un’attività di volo commerciale schedulata. Tale problematica, come asserito dall’Arma Azzurra, comporterebbe, quindi, lo spostamento delle suddette basi in altra località compatibile.

A parte i costi sociali di un’operazione di “deportazione” di un’intera comunità di uomini (sia Latina che Frosinone hanno circa 500 addetti nelle rispettive basi) senza precedenti nella storia di un paese democratico, andrebbero valutati i costi economici di tale “trasloco” stimati nell’ordine di 70-80 milioni di euro per ciascuna base. In ogni caso tale riconversione comporterebbe tempistiche e ritardi notevoli alla soluzione del problema Ciampino che richiede tempi rapidi di attuazione.

“Il nodo dei militari c’è – ha detto Cusani all’incontro suddetto- il nostro impegno va oltre. Siamo disposti a finanziare il trasferimento della scuola e a co-finanziare l’opera purché l’aeroporto venga realizzato a Latina”.

Parole inaccettabili, parole gravi, parole che lasciano basiti di fronte alla disinvoltura con cui sono state pronunciate. Il presidente della provincia di Latina deve una spiegazione immediata a quegli uomini e alle loro famiglie, da tempo radicate sul territorio pontino, nei cui confronti si è fatto promotore di una sorta di deportazione di massa in località da definire garantendo il pagamento (con quali soldi?) del trasloco degli uomini dell’Arma Azzurra.

Presidente Cusani, trattare i nostri uomini in divisa alla stregua di un pacco postale, sradicare bruscamente loro, e le loro famiglie, dalle terre in cui hanno da sempre posto speranze di un futuro basato su solide certezze, offusca la linearità della sua azione di governo con una nota dolente che avremmo preferito mai sentire.

Si è mai confrontato con il Sindaco di Latina che, riteniamo, veda in quegli uomini uno dei fiori all’occhiello della comunità pontina, il quale ad oggi, sia per questo che per i problemi ambientali che investono Latina Scalo, Sermoneta e Sezze, non ha mai deliberato una mozione unanime a favore dello scalo?

Credo che debba delle scuse a coloro che servono il Paese in divisa, se non altro perchè qualcuno di loro, forse, la scorsa tornata elettorale l’ha anche votata.

Avv. Giovanni Bartoletti

Cinquanta russi bloccati a Bari: interviene la diplomazia internazionale

La notizia è apparsa qualche giorno fa sulla Gazzetta del Mezzogiorno: oltre cinquanta turisti russi hanno rischiato di rimanere in ostaggio nell’aeroporto di Bari a causa di un volo cancellato dalla compagnia Alpi Eagles.

Dopo un soggiorno nel sud Italia i malcapitati turisti, giunti all’aeroporto di Bari Palese, sarebbero dovuti partire con il volo delle 11 Bari – Mosca. Ed invece, dopo le normali operazioni di routine (Check-in, Ingresso in sala di attesa…), i turisti hanno appreso che il volo era stato cancellato. Fin qui tutto normale, tranne per il fatto che il loro visto turistico sarebbe scaduto alla mezzanotte dello stesso giorno, rendendo così il loro ritorno in patria impossibile.

Necessario quindi l’intervento delle autorità diplomatiche russe, che non solo hanno organizzato un trasferimento in albergo per la notte, ma sono riuscite in tempi brevissimi a organizzare dei voli di rientro alternativi con altri vettori (collaborando con SEAP aeroporti di puglia). Tutta la spesa si è addossata alla SEAP aeroporti di Puglia che, tra alberghi, pullman e voli ha dovuto sborsare oltre 30.000 Euro. Ora la stessa società ha dichiarato che comminerà una sanzione di 50.000 euro alla Alpi Eagles.



SuperJet 100: un passo importante per il bene di tutti

In Siberia, a Komsomolsk on Amur, il 26 settembre è stato presentato alla stampa e agli operatori del settore il velivolo russo-italiano Superjet100.

Con il roll out del bireattore regionale si conclude la fase di gestazione del programma. E si archiviano le polemiche sulla localizzazione nel Veneto del ‘Delivery Center’ e degli impianti di Superjet International (la società che si occuperà della commercializzazione del velivolo sui mercati occidentali e del supporto in tutto il mondo).

Per i lavoratori di Alenia Aeronautica, in particolare per tutti quelli dell’area napoletana che da alcuni anni lavorano al progetto sia negli uffici di Sukhoi che in quelli di Pomigliano d’Arco, c’è la consapevolezza che il know how acquisito sul programma dalla collaborazione con i colleghi russi sarà un apporto decisivo per il successo dei nuovi progetti industriali che a breve vedranno protagonisti gli impianti campani.

Antonio Ferrara



Aeroporto di Viterbo: un bene per la Tuscia!

Ringraziamo il locale comitato, che si batte contro la costituzione degli aeroporti su scala mondiale, per aver aperto un confronto sulla questione aeroportuale. Ci troverete sempre disponibili per discutere costruttivamente della questione relativa al costituendo scalo laziale.

Tuttavia, ci corre l’obbligo di rilevare la superficialità, e talvolta l’offensività, delle Loro osservazioni, che dimostrano l’assoluta mancanza di conoscenza della tematica aeroportuale, che, lungi dal portare un contributo di riflessione, suscitano invece inutili allarmismi. Valutare attentamente la situazione specifica ed informarsi prima di dare giudizi affrettati e fuorvianti, costituisce un dovere di chi ha a cuore il futuro delle Nostre Terre.

Futuro che, purtroppo, vede la Tuscia sull’orlo di un baratro economico senza precedenti. Negare a priori una struttura che, nell’esempio verosimilmente simile al nostro, del terzo scalo lombardo (Orio al Serio), ha generato in pochi anni un indotto di 17.915 addetti per una produttività di 2.221.386.984 di euro ( studio S.A.C.B.O. 2005), appare essere il frutto di una irragionevole demagogia.

Creare disinformazione, cercando di terrorizzare i cittadini con un’accozzaglia di dati sforniti di ogni base scientifica, che non sia quella autoreferenziale, rischia di ingenerare dubbi e perplessità sugli autentici interessi perseguiti. Consentiteci, quindi, perlomeno il beneficio del dubbio, alla luce di un attacco tuonante sferrato da tale Giulietto Chiesa & c. (che ogni settimana alimenta le casse della regina delle compagne low cost) mirato solo contro l’aeroporto di Viterbo che, invece, dall’ENAC ha ricevuto il massimo punteggio circa la compatibilità ambientale, rispetto ai concorrenti scali laziali. Sarà mica, che il sostenitore del bluf dell’11 settembre si sia convinto che uno scalo Ciociaro o Pontino produce ossigeno, anziché, CO2?

Consentiteci la nostra perplesità alla luce di un Vostro intervento assettato a pochi giorni dalla decisione del Ministro Bianchi, quando, da più di un anno si parla quotidianamente dell’aeroporto viterbese. E ancora quando parlate di sottesi interessi mafiosi (in senso stretto) o di lobby di estrema destra che vorrebbero l’aeroporto. Forse, quando parlate di mafia, fate confusione con le eco-mafie che hanno monopolizzato il nostro territorio e che ci hanno regalato il quarto posto assoluto nella classifica delle “pattumiere nazionali”, con gli interessi di migliaia di giovani che hanno il sacrosanto diritto di non dover emigrare altrove per un tozzo di pane. Quanto ai presunti estremisti politici è bene precisare che mai nella storia della nostra città si è avuto un trasversalimo politico così compatto a favore del territorio.

A titolo informativo facciamo presente che il nostro Comitato, come da tempo annunciato in un comunicato congiunto con Legambiente, pretenderà l’attuazione di seria ed accurata valutazione di impatto ambientale, che coinvolga tutte le realtà sociali, a partire dalle associazioni ambientaliste e dai comitati dei cittadini, il cui superamento è, ovviamente, condizione assoluta e prioritaria per la successiva realizzazione dello scalo.

Pretenderemo anche l’attuazione delle più efficienti misure atte a limitare l’impatto ambientale sul territorio, sviluppando al meglio le moderne tecnologie e procedure di salvaguardia delle risorse ambientali e delle attività agricole ed imprenditoriali in una zona ad elevato valore come quella termale. Ribadiamo, altresì, che tra gli aeroporti candidati allo scalo laziale, quello di Viterbo, come indicato dall’ENAC, inquina di meno, in quanto riduce le tratte aeree che in prevalenza provengono da Nord, inoltre non ha centri urbani sul prolungamento asse pista ed è posto parallelamente alla città, a 4 km dalla stessa, con venti dominanti, che soffiano nella stesse direzione della pista.

Rinnoviamo la disponibilità a volere approfondire, senza pregiudizio alcuno, tutti gli argomenti connessi alla costruzione dell’aeroporto. Sarebbe, infatti, lecito parlare di sviluppo eco-compatibile (sostenibile) senza, ovviamente, penalizzare ulteriormente le persone che su questo territorio vorrebbero continuare a vivere, potendo cogliere tutte, per non dire uniche e rare, le occasioni di crescita e sviluppo, quali ad esempio l’aeroporto.

Avv. Giovanni BARTOLETTI