Monthly Archives: agosto 2007

Gli UAV: utili per la lotta agli incendi

Si assiste da vari giorni ad una vera e propria lotta per spegnere gli incendi qua e là per tutta la penisola.

Fin ora però solo i Canadair e alcuni tipi di elicotteri ricoprivano lo scopo di prevenzione e spegnimento degli incendi.

Giunge ora la bellissima notizia che la NASA sta studiando l’utilizzo del velivolo Predator (in foto) per giungere con più facilità nei luoghi degli incendi e spegnerli con maggiore efficienza.

Grazie ai sensori all’infrarosso termico si è in grado infatti di monitorare boschi e foreste e catturare all’istante un principio di incedio trasmettendo così i dati alla centrale in tempo reale.

Quindi con una localizzazione GPS e l’ausilio di mappe satellitari sarà possibile aiutare i soccorsi ad accorrere in maniera più veloce ed efficace.

Ecco allora come una tecnologia tuttora militare in futuro potrà essere adottata anche in campo civile con scopi degni di nota e di lode.

G. Massari

I comuni della Tuscia vogliono l’aeroporto

Cresce il consenso dei comuni della Tuscia che auspicano la realizzazione dello scalo aeroportuale viterbese.

Recentemente anche Castel Sant’Elia ha approvato, ad unanimità, una delibera con la quale auspica che i livelli di responsabilità di governo, chiamati a pronunciarsi sullo scalo laziale assecondino anche nell’interesse del suddetto Comune, la scelta viterbese.

Oltre alla Provincia e al comune di Viterbo hanno aderito, senza riserve, al progetto di sviluppo aeroportuale della Tuscia i comuni di Orvieto. Castel Giorgio, Acquapendente, Bagnoregio, Blera, Bolsena, Castel Sant’Elia, Farnese, Grotte di Castro, Lubriano, Montalto di Castro, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Tuscanica,Valentano, Vejano, Vignanello e Vitorchiano. Il Comitato invita gli altri comuni a deliberare al più presto a favore dello scalo per dare un segnale territoriale univoco al ministro dei Trasporti che a giorni dovrà prendere la fatidica decisione.

Il comitato per l’aeroporto di Viterbo



Rubrica prototipi mai nati: il Northrop-McDonnell Douglas YF-23 Black Widow II

L’ YF-23 Black Widow II era il velivolo proposto dal consorzio Northrop/McDonnell Douglas per rispondere al concorso denominato ATF (Advanced Tecnical Fighter) indetto dall’aeronautica militare americana.

Il programma, concepito agli inizi degli anni ’80 serviva a trovare un velivolo di classe superiore dell’F-15 Eagle (per sostituire lo stesso). Al concorso partecipò anche il consorzio Lockheed – Boeing – General Dynamics con un velivolo dal nome YF-22 che poi risultò vincitore.

Il primo prototipo dell’YF-23 volò nell’agosto del 1990, in anticipo di un mese rispetto al concorrente YF-22.

La scelta del prototipo avvenne nell’aprile del 1991, quando dopo varie consultazioni il segretario dell’aeronautica Donald Rice annunciò il vincitore, ossia l’YF-22, che prese il nome di F-22.

Attualmente il prototipo YF-23 si trova in vari musei alla memoria di una “guerra” tra colossi aeronautici americani: il primo prototipo giace attualmente in attesa di restauro in un hangar del museo USAF in Ohio; il secondo prototipo, dopo essere stato per anni esposto al Western Museum of Flight di Hawthorne (California) in condizioni di rapido deterioramento, è stato rimesso a nuovo dalla stessa Northrop.

Caratteristiche

Vedere volare un YF-23 era qualcosa di sensazionale: era infatti un aereo dalle linee non convenzionali, con una pianta romboidale e piani di coda “a V” completamente mobili utili a controllare totalmente il velivolo.

Ma perchè non fu il prescelto della gara?

Anche se era un velivolo stealth, veloce e sicuro, era però meno manovrabile dell’YF-22; inoltre il sistema di stiva dei missili nell’unico vano ventrale intimoriva più di qualche persona: una sola rottura poteva infatti mandare in fallimento una intera missione.


Dati tecnici:

Dimensioni:

  • Lunghezza: 20.54 m
  • Apertura alare: 13.29 m
  • Superfice alare: 88.25 mq
  • Altezza: 4.24 m


Pesi:

  • Peso Max al decollo: 29030 kg

Motore:

  • 2 Pratt & Whitney YF119 (PAV-1) o 2 General Electric YF120 (PAV-2) da 2×104 KN di spinta

Prestazioni:

  • Vel. max: 1.8 Mach
  • Tangenza teorica: 19800 m

G. Massari



CLIMA/ NASA AMMETTE: ERRATI DATI SURRISCALDAMENTO PIANETA

Roma, 17 ago. (Ap) – Le autorità della Nasa hanno ammesso di non aver aggiornato i dati relativi al surriscaldamento del pianeta e di aver così utilizzato dati di riferimento errati negli ultimi sette anni. A scoprire l’errore e a costringere la Nasa al “mea culpa” sarebbe stato un blogger. Lo riferisce l’edizione online del Times.

Gli esperti dell’Agenzia spaziale avrebbero dovuto ammettere che quella passata è stata la quarta estate più calda piuttosto che la terza, come avevano precendentemente dichiarato. Secondo quanto riporta il Times i dati erano alterati dal 2000 e le temperature degli Usa risultavano circa 0.15 gradi centigradi più elevati dei dati reali.

Una variazione che, afferma l’esperto climatico del Times, Paul Simons, non comporterebbe comunque alterazioni significative dei dati ufficiali.

Fonte: Alice Notizie


Usa: Nasa, "Nessuna riparazione all’Endeavour"

CAPE CANAVERAL - La Nasa ha annunciato di aver deciso che non occorre riparare la lesione del rivestimento della navicella spaziale Endeavour, in missione nello spazio sulla stazione spaziale internazionale (Iss). Il danno allo scudo termico della navetta non viene ritenuto sufficientemente grave da compromettere la sicurezza del rientro, ma potrebbe in seguito implicare costose riparazioni a terra.

Fonte: Corriere della Sera



ULTIMISSIME: La NASA nasconde la verità sul Global Warming

Le ultime sconcertanti rivelazioni indicano che non è più il 1998 l’anno più caldo, ma è il 1934 e ben 5 tra gli anni roventi del 900 si collocano prima della seconda guerra mondiale!
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Nel grafico sono ben evidenti le discontinuità nei dati raccolti dalla NASA. I dati sull’aumento delle temperature degli ultimi decenni potrebbero aver subito manipolazioni per scopi politici ed economici!

Un gruppo di scienziati statunitensi guidati dal climatologo Steve McIntyre, analizzando i dati delle temperature prodotti dalla NASA per la realizzazione di modelli climatici, ha trovato alcune discrepanze nei valori degli ultimi decenni. Mentre controllava alcuni dati storici ha notato una discontinuità nei valori termici tra la fine degli anno 90 e i primi anni del nuovo secolo.

I dati, ottenuti da Reto Ruedy e da James Hansen, scienziati della NASA, potrebbero essere stati manipolati per scopi politici ed economici, sostiene il climatologo statunitense Steve McIntyre. La NASA tuttavia, ammettendo la svista, sostiene di non aver alterato intenzionalmente i dati ottenuti.

Secondo le ultime sconcertanti rivelazioni, l’anno più caldo del 900 non è più il 1998, ma bensì il 1934! La nuova classifica pone il 1998 al secondo posto, nella graduatoria delle annate più calde su scala globale, mentre al terzo posto troviamo il 1921. Il dato più interessate che sta creando un certo imbarazzo nel mondo scientifico è che 5 tra i 10 anni più caldi del secolo, si presentano nella prima metà del 900, tutti antecedenti al seconda guerra mondiale!

Inserendo i nuovi dati corretti nei modelli climatici, risulta che le temperature globali hanno subito un aumento, tra la fine de 900 e
i primi anni del nuovo secolo, molto inferiore alle precedenti proiezioni, con uno scarto del 2-4%.

Insomma la propaganda statunitense sul Global Warming potrebbe far parte di un enorme progetto politico su scala globale, con interessi
economici che vanno molto al di là delle nostre conoscenze. Ma la notizia potrebbe essere presto insabbiata dalle grandi multinazionali impegnate nello sviluppo di energie alternative, il grande business del XXI secolo!


Luca Savorani
Fonte: Meteolive.it