Thales Alenia Space ha presentato Goce, il satellite dell’agenzia spaziale europea Esa che realizzerà la prima mappa del campo gravitazionale terrestre e della circolazione degli oceani. Elevata la risoluzione spaziale: 100 km, una accuratezza di un milionesimo dell’accelerazione di gravità e una approssimazione di soli 2 cm.
Goce, che avrà un’orbita di 250 km dalla terra e sarà funzionale per le applicazioni oceanografiche, geofisiche, geodetiche, glaceologiche e nella climatologia. L’intero progetto ha un valore di 300 milioni complessivi, di cui 200 milioni per il solo settore industriale, e di questi ultimi 40 milioni di competenza di Alenia Finmeccanica. Il satellite, che sta completando le ultime attività di verifica, lascerà i laboratori torinesi a metà del mese di agosto per raggiungere il centro Estec dell’Agenzia spaziale europea dove effettuerà una serie di prove ambientali in cui vengono riprodotte le condizioni estreme a cui sarà sottoposto durante il lancio e nel corso della sua vita operativa di 20 mesi nello spazio. A prove ultimate Goce verrà trasferito alla base di lancio di Plesetsk, nella Siberia Occidentale, da cui sarà messo in orbita nella primavera del 2008 tramite un vettore Rockot. Goce è il primo satellite della serie Earth Explorer Core Missions ad essere sviluppato come parte del programma dell”Esa Living Placet”, il cui scopo è la realizzazione della prima mappa mondiale ad altissima risoluzione del campo gravitazionale terrestre, fondamentale per le applicazioni oceanografiche, geofisiche, geodetiche, glaceologiche e nella climatologia. «Siamo orgogliosi di aver partecipato alla realizzzione di questo progetto di elevato valore scientifico – ha sottolineato il presidente ad della società, Carlo Alberto Penazzi – che rappresenta un passo cruciale nella continua conoscenza della struttura del nostro Paese e del suo stato di salute. Un progetto che ha rappresentato un’eccellente opportunità per Thales Alenia Space di dimostrare ancora una volta la sua competenza e la sua capacità anche nel campo delle missioni scientifiche», ha concluso. Fonte: La Stampa |
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