Il soggettivismo, nella valutazione delle probabilità degli eventi, ha segnato una svolta decisiva nel tentativo di interpretare la casualità con cui questi accadono, condizionando, indiscutibilmente, la vita degli uomini e indirizzandone le loro scelte.
Senza scomodare, ulteriormente, il matematico inglese Thomas Bayes che per primo codificò, l’interpretazione delle probabilità, avvalendosi di una impostazione soggettiva, veniamo al punto e cerchiamo di capire come si rapportano l’imprenditoria della Tuscia, l’aeroporto e la massima verosimiglianza bayesiana.
Se è vero, come è vero che, un imprenditore ha come mission quella di consolidare la sua posizione di mercato, se è vero come è vero che, un imprenditore è rapido nel recepire il più piccolo segnale che dal mercato gli perviene, se è vero come è vero che, un imprenditore non si lascia sfuggire tutte le nuove opportunità che il mercato gli offre, anche per evitare che altri le colgano, se è vero come è vero che, l’aeroporto civile di Viterbo è una opportunità unica ed irripetibile per le imprese della Tuscia, allora, se tutto questo è vero, proprio per il principio della massima verosimiglianza, quella dell’aeroporto è una occasione da non perdere.
In altri termini, fosse anche una sola su cento la probabilità di avere l’aeroporto a Viterbo (e così non è) sarebbe illogico ed irrazionale non essere della partita sin da subito. Questo perché sono certi, e non probabili, i vantaggi economici che la costruzione, la conduzione e la manutenzione dell’aeroporto civile e del suo indotto, implicano.
Ora la questione è capire chi, tra gli imprenditori della Tuscia, darà predominanza alla probabilità che si faccia l’aeroporto e chi, al contrario, darà predominanza al fatto che sarebbero indiscutibili i benefici, se lo si facesse.
E’ chiaro che, nelle valutazioni imprenditoriali, sono molte altre le variabili che supportano le decisioni nelle scelte d’impresa, non da ultima quella del costo del biglietto di ingresso in nuovo mercato. Ecco, in questo caso la costituzione e l’adesione ad un consorzio d’imprese per l’aeroporto civile di Viterbo avrebbe costi veramente risibili per una azienda ma potenziali ROI (Return of investment) enormi.
Ciò premesso, è spontaneo chiedersi:
sapranno gli imprenditori della Tuscia cogliere questa opportunità ?
Se si, sapranno i politici locali (e non) dare peso e rappresentatività, all’istanza imprenditoriale, e non solo a quella ?
La risposta a queste domande suona un po’ come resa dei conti. A guardar bene, infatti, nell’ultimo decennio, è il potere politico che si è fatto strumento del potere economico.
Ma queste cose i nostri imprenditori, le conoscono molto bene, per fortuna. Quello che serve è un sano atteggiamento positivo è un solidale impegno delle classi politica e imprenditoriale e, aggiungiamo pure un po’ di coraggio che, sicuramente, tutti gli imprenditori di successo hanno in abbondanza.
Guido SCAPIGLIATI