Daily Archives: 10 luglio 2007

La NASA seleziona strumenti per future missioni lunari

Arrivano i primi risultati del programma dell’ente spaziale americano per future missioni sulla Luna così come ha proposto il presidente Bush

luna strumenti La NASA seleziona strumenti per future missioni lunariRaccogliere dati che permettano di conoscere in dettaglio le caratteristiche dell’ambiente lunare per coloro che in futuro dovranno vivere e lavorare sulla Luna: è questo l’obiettivo dei sette progetti selezionati dalla NASA nell’ambito del programma di esplorazione lunare.

Oltre ai sette progetti, selezionati fra i 70 presentati nell’ambito del programma per le proposte scientifiche preliminari per la Luna (Lsso), si è anche aperta la gara per la presentazione dei progetti relativi ai due nuovi programmi approvati dal direttorato per le missioni scientifiche della Divisione di scienze planetarie della Nasa: il programma di scienze avanzate di esplorazione “Laser” (Lunar Advanced Science and Exploration Research) e le proposte scientifiche per esperimenti da condurre a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (Lro), il cui lancio è previsto nel 2008.

Le sette proposte selezionate prevedono lo sviluppo di ”pacchetti” di strumenti che gli astronauti potranno lasciare sulla superficie lunare (nell’immagine alcuni strumenti lasciati dalle missioni Apollo) e che potrebbero rilevare dati utili sulle caratteristiche ambientali, dallo studio della polvere lunare alla conoscenza delle caratteristiche geologiche della Luna, all’uso di laser per ottenere misure più precise sulla posizione della Luna.

Ecco i sette progetti selezionati: un pacchetto di esperimenti di geofisica da eseguire in automatico e un trasponditore laser, entrambi proposti dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa; l’uso della spettrometria di massa per analizzare la regolite, il materiale poroso che riveste la superficie lunare, e un pacchetto di strumenti di sismologia, entrambi proposti dal centro Goddard della Nasa; un esperimento per studiare le radiazioni presenti nell’ambiente lunare, proposto dl Southwest Research Institute; un kit automatico per l’analisi della regolite, dal Centro di ricerca dell’esercito americano di Fort Wainwright; un osservatorio autonomo delle polveri lunari, progettato dall’azienda Ball Aerospace and Technologies.

06 luglio 2007

Fonte: Newton

Nello spazio alla ricerca di vite strane

“Più creatività per le nuove missioni”

afp 10746476 56590 Nello spazio alla ricerca di vite strane
Nello spazio alla ricerca di vite strane


ROMA
– La ricerca di nuove forme di vita nello spazio deve diventare più creativa. L’equazione acqua uguale vita potrebbe essere riduttiva, o addirittura obsoleta, e impedirci di osservare organismi diversi, “strani”, che magari per sopravvivere sfruttano sistemi diversi da quelli a noi noti ed osservabili sulla Terra.

A lanciare l’appello per un approccio più aperto, meno dogmatico alle esplorazioni spaziali è un gruppo di scienziati americani in un rapporto del National Research Council, commissionato dalla Nasa all’organismo indipendente, che fornisce consulenze al governo americano in materia scientifica.

Quelle che gli scienziati definiscono proprio forme di vita strane, weird life, nel rapporto “The limits of Organic Life in Planetary System”, potrebbero, ad esempio, non usare l’acqua come elemento fondamentale per la sopravvivenza, ma altri liquidi considerati improbabili, come l’ammoniaca. O non utilizzare il DNA o l’RNA per codificare le informazioni di base che permettono loro di replicarsi e di mutare, come accade invece per le forme di vita sulla terra; o ancora, non sfruttare neppure quelle molecole che normalmente consideriamo la base della vita. E il rischio di un approccio che segue esclusivamente il noto è di non farci riconoscere organismi di tipo differente, anche se ci stanno davanti agli occhi.

“Lo scopo di questo studio – ha detto alla Reuters John Baross, professore di oceanografia all’Università di Seattle, a capo del comitato scientifico che ha redatto il rapporto – è quello di essere in grado di cercare la vita su altri pianeti e lune con mente aperta. E quindi non perdere forme di vita perché cerchiamo solo quelle ovvie”.

La scoperta degli estremofili, microrganismi in grado di sopravvivere in ambienti estremi, finora considerati incompatibili con la vita, ha contribuito ad allargare il dibattito all’interno della comunità scientifica su dove si possano trovare organismi viventi.

Il rapporto è diretto in particolare all’agenzia spaziale americana. E se la Nasa ha privilegiato finora le missioni su pianeti e lune con tracce di acqua, questo cambio di prospettiva potrebbe capovolgere la lista delle priorità, facendo passare in testa altri ambienti, finora visti come secondari: Titano, innanzi tutto, o Venere.

E’ necessario studiare “le possibilità chimiche che le forme di vita possono assumere”, consiglia Steven Benner, un altro membro del comitato scientifico, parlando al New York Times. Non solo nello spazio, ma anche sulla Terra, perché c’è ancora molto da scoprire anche sul nostro pianeta, ammoniscono i ricercatori. Ma tornando allo spazio, il nuovo approccio comporta la necessità di nuove strumentazioni, più adatte a guardare a fondo per cercare forme di vita “strane”. Perché trovarle davvero “sarebbe la più profonda scoperta mai fatta” conclude Baross.

(9 luglio 2007)

Fonte: Repubblica.it

Ancora sull’aeroporto di Viterbo

aereo al tramonto Ancora sullaeroporto di ViterboToni duri da parte del comitato aeroporto di Viterbo!


Il presidente del Comitato aeroporto di Viterbo Giovanni Bartoletti afferma infatti iniqua la scelta di Marrazzo e Veltroni di decidere sulle sorti dell’aeroporto provinciale: competenza che, come dice lo stesso presidente, appartiene al Ministro dei trasporti.

“Definire aeroporto regionale uno scalo che per pacifica affermazione dello stesso presidente regionale e destinato a breve ad accogliere un flusso di 8 milioni di passeggeri provenienti da tutta Europa, appare alquanto fuorviante. Se i dati forniti da Marrazzo fossero veri, Viterbo diverrebbe, in termini di trasporto passeggeri, il quarto o al massimo il quinto scalo italiano dopo Fiumicino, Malpensa, Linate e, forse, Venezia.”

Bartoletti, e con lui il comitato pro-aeroporto, punta allora su “una forte azione di protesta popolare, che si ponga al di sopra delle logiche partitocratriche e miri, con decisione, a far rispettare le risoluzioni degli organi tecnici istituzionali riportando le scelte strategiche, che influenzeranno almeno il prossimo mezzo secolo dell’aviazione civile italiana, nell’alveo delle competenze ministeriali.”

Ma come raggiungere l’aeroporto?

Il presidente afferma infatti che “la scelta di una aeroporto in territorio Viterbese costituirà il volano per la realizzazione di una ferrovia veloce che si autofinanzierà con gli introiti degli oltre 15 mila passeggeri “paganti” che ogni giorno si recheranno a Roma. “

Perchè proprio Viterbo e non Frosinone o Latina?

Perchè Viterbo è già dotato di una pista e di una torre di controllo, mentre Frosinone e Latina dovrebbero investire da zero, oltre a dover sopportare i costi sociali ed economici di trasferimento, altrove, delle rispettive basi dell’Aeronautica che il Capo di SMA ha previsto nell’ordine di 70/80 milioni di euro.

Frosinone inoltre dovrebbe espropriare oltre duecento lotti di terreno con costi elevatissimi.
“Non sarebbe meglio fare una ferrovia con questi soldi per avere poi un aeroporto ubicato nel sito migliore?”

La questione è complessa e importantissima, ed è quindi giusto che ci sia stato un coinvolgimento in prima persona del Ministro, il quale si avvale di bracci tecnici e fornirà dei parametri al decisore politico. Solo dopo si potrà assumere una decisione.

Attenzione però: la scelta dell’aeroporto è una scelta che deciderà il futuro dell’area. Lo stesso presidente afferma: “C’è un processo di sviluppo del territorio importante, ma c’è prima di tutto una dimensione aeronautica dalla quale non possiamo prescindere.”

Per concludere il Comitato chiede una mobilitazione generale e soprattutto un atteggiamento positivo tenace e grintoso, perchè non esiste guerra più persa di quella che non si è nemmeno cominciata a combattere.

Di seguito il file originale del comitato dell’Aeroporto di Viterbo


Aeroporto Viterbo – Comitato Aeroporto Viterbo

G. Massari