Roma, 5 lug. (Apcom) – Sarà lanciata il 7 luglio, da Cape Canaveral, la sonda statunitense Dawn. A bordo c’è un sofisticato strumento tutto italiano, VIR, per lo studio delle caratteristiche di Vesta, uno dei più grandi asteroidi del Sistema Solare, e di Cerere, a lungo considerato il maggiore degli asteroidi, con i suoi 1000 chilometri di diametro, e recentemente “promosso” a “piccolo pianeta” dall’Unione Astronomica Internazionale.
Lo scopo di DAWN, alba, è quello di acquisire, da distanza ravvicinata, dati fondamentali su questi due corpi celesti che permetteranno di chiarire alcuni punti ancora piuttosto misteriosi sulle origini del nostro Sistema solare e quindi anche del nostro Pianeta e della comparsa della vita in esso. Si pensa infatti che entrambi questi oggetti celesti, Cerere e Vesta, rappresentino un passaggio intermedio fondamentale nel processo di formazione iniziale dei pianeti che oggi popolano il nostro Sistema solare.
La missione DAWN fa parte del programma Discovery di NASA, che prevede “piccole” missioni nel Sistema Solare con precisi obiettivi scientifici. Prima di DAWN hanno avuto successo missioni come Mars Pathfinder e Stardust, la sonda che ha raccolto campioni di polvere interstellare e cometaria riportandoli a terra per la prima volta e consentendo alla comunità internazionale, e in particolare italiana, di partecipare attivamente alla loro analisi.
E’ la prima volta che una missione della serie Discovery di NASA ospita uno strumento tutto italiano. Si chiama VIR Spectrometer (Visual and Infrared Spectrometer), è stato realizzato da un team di ricercatori dell’INAF e ingegneri della Galileo Avionica, sotto la responsabilità scientifica di Angioletta Coradini dell’IFSI-INAF, che è anche co-investigator dell’intera missione DAWN.
La selezione di questo strumento da parte della NASA è un grande successo del programma spaziale italiano ed è basato sull’esperienza di anni di impegno dell’ASI e delle comunità scientifica e industriale nazionale nel settore di strumenti ottici e infrarossi, tutti dedicati allo studio, con tecniche diverse, di atmosfere e superfici planetarie. Prima di VIR sono infatti stati realizzati, e sono in volo, spettrometri italiani su Cassini, Mars Express, Rosetta e Venus Express.
VIR infatti deriva come concezione e come costruzione dallo strumento VIRTIS a bordo della sonda ESA Rosetta, ed è l’evoluzione dello spettrometro che equipaggia la sonda Cassini attualmente in orbita intorno a Saturno. L’approccio utilizzato per la costruzione di VIR ha permesso di minimizzare i rischi progettuali, pur avendo un dispositivo dalle elevate prestazioni ed affidabilità, e contenere quindi in modo deciso i costi per la sua realizzazione.
Dawn dovrà compiere un lungo viaggio prima di realizzare i suoi obiettivi scientifici che sono lo studio del ruolo di oggetti intermedi nelle fasi finali del processo di formazione planetaria. Incontrerà infatti rispettivamente nel 2011 e nel 2015 gli asteroidi Vesta e Cerere, protopianeti rimasti quasi intatti dal tempo della loro formazione.
Secondo Sylvie Espinasse, responsabile per ASI del programma Dawn, “la comunità scientifica italiana ha da sempre manifestato un forte interesse per lo studio e l’osservazione dei corpi primitivi del sistema solare, interesse che si è tradotto, prima di Dawn, in un’ampia partecipazione alla missione ESA Rosetta, lanciata nel 2004 verso la cometa P /Churyumov-Gerasimenko. In Italia c’è un’ampia comunità interessata allo studio dei corpi minori ed è stata inoltre istituita nel 1996 la fondazione Spaceguard per la scoperta e l’osservazione degli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra.”
Fonte: Alice Notizie