Nell’immagine proveniente dalla sonda SOHO, alla lunghezzad’onda di 195A, è stato catturato un Flare, cioè un brillamento solare, di classe X28, uno tra i più energetici mai registrati da un satellite.
Il sole come è ormai noto, è il cuore del Sistema Solare, la fonte di energia che ha reso possibile lo sviluppo della vita sul nostro Pianeta. Nella nostra Stella, avvengono reazioni termonucleari di immane potenza che proiettano nello spazio ingenti quantità di energia. Come un enorme motore l’attività solare è soggetta a fluttuazioni energetiche, ad accelerazioni e decelerazioni, che rispondono a regole ben precise.
Gli effetti delle radiazione solare sulla Terra tuttavia sono molto complessi e potrebbero essere riassunti in tre punti fondamentali
spesso correlati fra loro:
1) La variazione dell’irragiamento solare in base a i cicli di attività della nostra Stella o dovuti a variazioni nella trasparenza
e riflettività atmosferica terrestre.
2) Variazione della radiazione UV che varia notevolmente all’interno di un singolo ciclo solare, con un fattore che va da 2 a 10. Tale variazione causando una maggior produzione di ozono, potrebbe portare ad un surriscaldamento della stratosfera, con ripercussioni su tutta la circolazione atmosferica.
3) Variazione del vento e del campo magnetico solare e la formazione di nubi. Un vento solare intenso interferisce con i raggi cosmici più energetici provenienti dallo spazio profondo influenzando la formazione delle nuvole.
Gli scienziati si chiedono ormai da tempo quale ruolo possa avere la nostra Stella nei cambiamenti climatici del nostro Pianeta e se oggi sia possibile ricondurre l’attuale riscaldamento globale a una maggiore attività solare. Studiando le correlazioni tra l’attività solare e l’andamento delle temperature sulla Terra, gli scienziati hanno trovato spesso delle coincidenze, ma a volte discrepanze sostanziali. Individuate le coincidenze, spesso esaminando i dati paleoclimatici ci si trova di fronte a variazioni nella temperatura superiori a quanto ci si aspetterebbe, con l’intervento della sola attività solare. Da questa osservazione nasce la consapevolezza dell’esistenza di meccanismi di feedback che vanno ad amplificare l’attività solare.
Il Sole come sappiamo è una stella in un certo senso variabile, cioè che possiede dei cicli energetici di varie lunghezze d’onda tra i quali il più famoso, è quello che copre un lasso di tempo compreso tra i 9 e 11 anni. Ebbene, durante gli ultimi due cicli di undecennali, si è misurata una variazione energetica positiva dello 0.1%, corrispondente a circa 1 W/m2.
Ma il dato più rilevante è che, negli ultimi 70 anni, il Sole sta vivendo una fase di incredibile attività con conseguenze sulla nostra atmosfera ancora tutte da verificare, ma che potrebbero spiegare l’impennata delle temperature degli ultimi decenni a livello globale. Per ritrovare un simile livello di attività, bisogna andare indietro di 8000 anni, alla fine dell’ultima grande Era Glaciale.
L’energia totale emessa dal Sole, non corrisponde all’energia che giunge sulla superficie terrestre. Infatti nell’atmosfera sono presenti gas che assorbono in modo diverso la radiazione solare, modificando nello spazio e nel tempo la quantità che riesce a raggiungere la superficie.
Nell’ultimo secolo si è assistito ad una riduzione della luminosità solare, ma in realtà non è il Sole che riduce la propria intensità, bensì è il maggior inquinamento atmosferico a filtrare una buona percentuale di radiazione solare. Il fenomeno ha raggiunto l’apice tra l’inizio del 1900 sino alla fine degli anno 80, per l’utilizzo massiccio di combustibili a base di carbone. Con il progresso tecnologico e una maggior attenzione per l’ambiente e per la nostra salute, si è optato per un utilizzo sempre più contenuto di combustibili solidi a base di carbone. In tal modo la nostra atmosfera nel corso degli ultimi decenni risulta più trasparente, permettendo alla radiazione solare di raggiungere con maggior intensità il suolo. L’aumento delle temperature su scala globale quindi potrebbe essere frutto di un surplus energetico proveniente dalla nostra Stella paradossalmente favorito dall’Uomo.