Daily Archives: 19 giugno 2007

Arrivo di componenti europei per l’F-35 Lightning II (Joint Strike Fighter)

f35firstflight Arrivo di componenti europei per l’F 35 Lightning II (Joint Strike Fighter)

Thales Cryogenics assieme a Brookx Company B.V, con sede in Olanda, e la danese Terma A/S, fornitrici di subsistemi avionici e strutturali per il programma F-35 Lightning II, hanno inviato a Northrop Grumman rispettivamente i sistemi di raffreddamento criogenico (cryocoolers) per l’AN/AAQ-37 (Electro-Optical Distributed Aperture System-EO DAS), 10 set per la fornitura di potenza e 2 set di moduli REx (receiver/exciter) per il radar AESA (active electronically scanned array) AN/APG-81 di Northrop Grumman, che si occuperà dell’integrazione finale dei relativi componenti.

I cryocoolers aumentano l’efficienza e l’autonomia dei sistemi di raffreddamento a ciclo Stirling per i sensori dell’EO-DAS, uno degli strumenti principali del JSF in materia di situational awareness contro minacce aeree o missilistiche, scoperta e inseguimento all’infrarosso dei bersagli.

I moduli della Brookx sono parte del sistema complessivo di fornitura di potenza al radar mentre i moduli REx forniti dalla Terma, responsabile tra l’altro del gun pod esterno (per le versioni STOVL e CV dell’F-35) e dei piloni alari, ne elaboreranno i segnali.

L’AN/APG-81 consentirà all’F-35 l’ingaggio simultaneo di obiettivi aerei e terrestri da maggior distanza aumentando la consapevolezza dell’ambiente circostante e la sopravvivenza in zone ostili.

Fonte: Difesanews.it

Aerei di carta, dalle aule ai laboratori

Il gioco di una volta vive una seconda giovinezza per mano degli ingegneri che cercano di battere il record mondiale di velocità e di durata del volo

25616 Aerei di carta, dalle aule ai laboratori Aereidi carta. Croce degli insegnanti e delizia degli studenti di qualche anno fa, quando i videofonini non esistevano e non ci si poteva scambiare “snuff movie” bullistici con i compagni. Così, a tenere banco a scuola erano i piccoli caccia di carta. Declinazione occidentale (e guerresca) dell’arte dell’origami. Destinati, il più delle volte, a un eroico schianto sulle spalle del supplente.

I tempi cambiano, ma gli aerei di carta continuano a esercitare il loro fascino. E si sono trasferiti dalle scuole superiori ai laboratori universitari. Dove gli ingegneri – studenti e professori – si sfidano a chi costruisce l’aereo migliore. Che vola più veloce, che vola più lontano. E che vola più a lungo.

Una vera e propria mania, rimbalzata anche sulle pagine del quotidiano inglese The Guardian e su internet. Tre studenti inglesi dell’Università di Leeds (facoltà di ingegneria aereonautica, ovviamente) hanno messo on line un video che spiega come trasformare un semplice foglio di carta in un aliante. E il video, ovviamente, è popolarissimo.

Ma per chi volesse ottenere il massimo dai suoi aerei, l’how to dei ragazzi di Leeds non è sufficiente. Ci vuole conoscenza dei materiali e qualche cognizione teorica. Magari un libro di testo, come The World Record Paper Airplane Book, scritto dall’ingegnere aerospaziale statunitense Ken Blackburn. Che, oltre ad occuparsi di caccia e incursori volanti, ha fatto della passione per gli aerei di carta un vero e proprio secondo lavoro. Quasi una disciplina sportiva, che lo impegna più ore a settimana, e nella quale detiene il record mondiale di durata del volo a porte chiuse: 27,6 secondi. Ottenuto nei momenti morti del suo “primo” lavoro al Georgia Dome, nel 1987. Mentre lavorava come ingegnere sul jet dell’aeronautica militare statunitense F-18.

Nel suo libro, Ken condivide con i lettori altri suoi segreti di costruttore. E spiega dettagliatamente il processo di fabbricazione di un aereo di carta degno di questo nome. Fornito di flap e alettoni come le sue controparti di metallo.

Ovviamente, Ken è anche un purista. E ritiene che il vero aereo di carta debba essere fatto a partire da un solo foglio di carta. “I kit che si trovano in commercio sono costruiti con due fogli – spiega – sono ottimi per i voli di durata inferiore a 5 secondi. Ma se si vogliono raggiungere prestazioni serie, la scelta deve ricadere sul foglio unico”. E la carta, se possibile, deve essere rigida. Il classico A4 va benissimo:”E’ la prima regola: l’aero con la punta più dura vola meglio”. E si infila meglio nella schiena del supplente.

Fonte: Corriere del Web