Archive del 13 giugno 2007
Volare grazie all’energia immagazzinata con l’idrogeno, provocando così meno inquinamento acustico e atmosferico. È l’ambizioso obiettivo del progetto Enfica-Fc (Environmentally Friendly Inter City Aircraft powered by Fuel Cells) partito nell’ottobre 2006 e finanziato in parte dall’Unione Europea nell’ambito della priorità “Aeronautica e spazio” del VI programma quadro (6PQ). Un costo totale di quattro milioni di euro per arrivare, entro l’ottobre 2009, a ottenere il primo volo in Europa di un aereo con propulsione a celle combustibili e analizzare la possibilità di usare queste tecnologie per fornire a bordo quelle funzioni (aria condizionata, antigelo per le ali, ecc) attualmente garantite dalla potenza residua dei motori normali, con alti costi ambientali.
“Il progetto ha due filoni”, spiega Giulio Romeo, ingegnere del dipartimento di aeronautica e spaziale del Politecnico di Torino, che coordina il progetto insieme ad altri 10 enti universitari e di ricerca di vari paesi. “Per prima cosa puntiamo a modificare un aeroplano biposto, sostituendo il suo sistema di propulsione con un motore elettrico alimentato completamente con le celle a combustibile a idrogeno. In due bomboloni verrà stivato idrogeno a 200/300 atmosfere compresse per azionare le celle che producono elettricità e fanno girare il motore a bordo”. È su questo prototipo che i ricercatori svolgeranno i test in volo per analizzare i miglioramenti di rendimento ottenuti dalla nuova generazione di potenza elettrica. I vantaggi sarebbero molti: un abbassamento dell’inquinamento atmosferico grazie alla diminuzione dell’utilizzo di benzina o cherosene e una notevole diminuzione di rumore acustico causato dall’atterraggio e dal decollo, elemento che renderebbe possibili arrivi e partenze anche di notte e diminuirebbe il fastidio nei centri urbani vicini agli aeroporti durante il giorno.
In parallelo, il progetto prevede studi più teorici, e privi di un’immediata applicazione pratica, che riguardano la possibilità di usare questo sistema per alimentare in parte aerei di portata maggiore, i cosiddetti Intercity, che possono contenere 10-20 passeggeri. “In futuro le celle a combustibile produrranno 10 Kilowatt di potenza per ogni chilogrammo di peso, contro un chilowatt attuale. Ma prima di 15/20 anni è impensabile sostituire i motori attuali con quelli a celle”, continua Romeo. “Lo studio di fattibilità riguarda per ora la possibilità di usare questi motori elettrici azionati da celle a combustibile per far funzionare l’Ausiliar power unit (Apu), quella struttura che prima di mettere in moto i turbo reattori del velivolo garantisce luce e aria condizionata”. Non solo. Al vaglio dei ricercatori c’è anche l’eventualità di utilizzare queste tecnologie per alcune operazioni di linea come il defrosting, il controllo del carrello e la circolazione dell’aria condizionata. “Queste funzioni sono garantite sull’aereo grazie ai residui di potenza dei motori a cherosene o a benzina. Usando invece le celle a combustibile a idrogeno ci sarebbero minori emissioni di CO2 e solo piccole percentuali di ossido di azoto”.
L’aereo è solo l’ultimo e forse il più ambizioso dei mezzi di locomozione a idrogeno che i ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di mettere a punto, come Galileo ha raccontato nel corso degli anni (Il futuro è a emissioni zero, Aspettando l’auto a idrogeno). In più, sono state esposti gli obiettivi di alcuni paesi lanciati nella corsa all’idrogeno, come l’Islanda, i cui programmi prevedono di soddisfare nel 2030 tutto il proprio fabbisogno energetico attraverso l’idrogeno (Quanta energia in un atomo).
Nonostante il resoconto degli innovativi metodi sviluppati di volta in volta per migliorare la tecnologia delle celle a combustibile e avvicinarsi alla realtà delle auto a idrogeno (Un magazzino per l’idrogeno) non sono mancate le note polemiche riguardo alla reale convenienza di questo sistema energetico da un punto di vista ambientale (Quell’auto non andrà lontano; Idrogeno, una soluzione inefficace).
Tutte critiche che, però, non hanno fatto desistere le istituzioni dal puntare alla scelta dell’idrogeno. In un articolo del 2004, l’allora presidente della provincia di Bologna, Vittorio Prodi, premeva per una politica che si coniugasse con le conoscenze scientifiche per imboccare la strada della sostenibilità (Una marcia in più). Da allora, altri miglioramenti si sono aggiunti nel funzionamento di celle a combustibile (Chance economica per l’idrogeno) e sono partiti nuovi progetti di città interamente ecologiche con veicoli a idrogeno (Una metropoli ecosostenibile) e di mezzi di trasporto come bus e motorini (Il parco per l’idrogeno del futuro).
Fonte: Veneto Nanotech
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Fonte: Corriere della Sera
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Le nuove frontiere del turismo spaziale avranno, nei prossimi anni , come capitale l’Europa, dopo Russia e Stati Uniti, che con Space Adventures danno la possibilità di un soggiorno sulla stazione spaziale magari con un’escursione nel vuoto.
Alla fiera dell’aviazione di Parigi, come sappiamo da Corriere.it, è stato annunciato, infatti un programma turistico europeo per viaggi dal costo a partire da 150000 euro. La società franco-tedesca Eads Astrium ha parlato infatti, di voli sub-orbitali ad un’altitudine all’inzio di circa 60 miglia, di soggiorni in hotel spaziali a cinque stelle, corse in macchina sulla luna e regate solari a bordo di velieri spaziali.
Già pronta Phoenix, una navicella spaziale riutilizzabile per i voli fino al confine dell’atmosfera che permetterebbe ai passeggeri di sperimentare la mancanza di gravità, mentre è ancora allo studio una navicella molto più potente che salperà per l’hotel spaziale in orbita a circa cento miglia sopra la superficie terrestre, come l’attuale stazione internazionale. Già duecento i biglietti prenotati.
Fonte: Luxgallery











