Archive del 13 giugno 2007

di Roberta Pizzolante

Volare grazie all’energia immagazzinata con l’idrogeno, provocando così meno inquinamento acustico e atmosferico. È l’ambizioso obiettivo del progetto Enfica-Fc (Environmentally Friendly Inter City Aircraft powered by Fuel Cells) partito nell’ottobre 2006 e finanziato in parte dall’Unione Europea nell’ambito della priorità “Aeronautica e spazio” del VI programma quadro (6PQ). Un costo totale di quattro milioni di euro per arrivare, entro l’ottobre 2009, a ottenere il primo volo in Europa di un aereo con propulsione a celle combustibili e analizzare la possibilità di usare queste tecnologie per fornire a bordo quelle funzioni (aria condizionata, antigelo per le ali, ecc) attualmente garantite dalla potenza residua dei motori normali, con alti costi ambientali.

“Il progetto ha due filoni”, spiega Giulio Romeo, ingegnere del dipartimento di aeronautica e spaziale del Politecnico di Torino, che coordina il progetto insieme ad altri 10 enti universitari e di ricerca di vari paesi. “Per prima cosa puntiamo a modificare un aeroplano biposto, sostituendo il suo sistema di propulsione con un motore elettrico alimentato completamente con le celle a combustibile a idrogeno. In due bomboloni verrà stivato idrogeno a 200/300 atmosfere compresse per azionare le celle che producono elettricità e fanno girare il motore a bordo”. È su questo prototipo che i ricercatori svolgeranno i test in volo per analizzare i miglioramenti di rendimento ottenuti dalla nuova generazione di potenza elettrica. I vantaggi sarebbero molti: un abbassamento dell’inquinamento atmosferico grazie alla diminuzione dell’utilizzo di benzina o cherosene e una notevole diminuzione di rumore acustico causato dall’atterraggio e dal decollo, elemento che renderebbe possibili arrivi e partenze anche di notte e diminuirebbe il fastidio nei centri urbani vicini agli aeroporti durante il giorno.

In parallelo, il progetto prevede studi più teorici, e privi di un’immediata applicazione pratica, che riguardano la possibilità di usare questo sistema per alimentare in parte aerei di portata maggiore, i cosiddetti Intercity, che possono contenere 10-20 passeggeri. “In futuro le celle a combustibile produrranno 10 Kilowatt di potenza per ogni chilogrammo di peso, contro un chilowatt attuale. Ma prima di 15/20 anni è impensabile sostituire i motori attuali con quelli a celle”, continua Romeo. “Lo studio di fattibilità riguarda per ora la possibilità di usare questi motori elettrici azionati da celle a combustibile per far funzionare l’Ausiliar power unit (Apu), quella struttura che prima di mettere in moto i turbo reattori del velivolo garantisce luce e aria condizionata”. Non solo. Al vaglio dei ricercatori c’è anche l’eventualità di utilizzare queste tecnologie per alcune operazioni di linea come il defrosting, il controllo del carrello e la circolazione dell’aria condizionata. “Queste funzioni sono garantite sull’aereo grazie ai residui di potenza dei motori a cherosene o a benzina. Usando invece le celle a combustibile a idrogeno ci sarebbero minori emissioni di CO2 e solo piccole percentuali di ossido di azoto”.

L’aereo è solo l’ultimo e forse il più ambizioso dei mezzi di locomozione a idrogeno che i ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di mettere a punto, come Galileo ha raccontato nel corso degli anni (Il futuro è a emissioni zero, Aspettando l’auto a idrogeno). In più, sono state esposti gli obiettivi di alcuni paesi lanciati nella corsa all’idrogeno, come l’Islanda, i cui programmi prevedono di soddisfare nel 2030 tutto il proprio fabbisogno energetico attraverso l’idrogeno (Quanta energia in un atomo).

Nonostante il resoconto degli innovativi metodi sviluppati di volta in volta per migliorare la tecnologia delle celle a combustibile e avvicinarsi alla realtà delle auto a idrogeno (Un magazzino per l’idrogeno) non sono mancate le note polemiche riguardo alla reale convenienza di questo sistema energetico da un punto di vista ambientale (Quell’auto non andrà lontano; Idrogeno, una soluzione inefficace).

Tutte critiche che, però, non hanno fatto desistere le istituzioni dal puntare alla scelta dell’idrogeno. In un articolo del 2004, l’allora presidente della provincia di Bologna, Vittorio Prodi, premeva per una politica che si coniugasse con le conoscenze scientifiche per imboccare la strada della sostenibilità (Una marcia in più). Da allora, altri miglioramenti si sono aggiunti nel funzionamento di celle a combustibile (Chance economica per l’idrogeno) e sono partiti nuovi progetti di città interamente ecologiche con veicoli a idrogeno (Una metropoli ecosostenibile) e di mezzi di trasporto come bus e motorini (Il parco per l’idrogeno del futuro).

Fonte: Veneto Nanotech

LOS ANGELES (USA) – A guardare i progetti viene in mente Leonardo Da Vinci con le sue macchine volanti. Ma i bozzetti che accompagnano il progetto della società californiana Personal Flight Systems descrivono un sistema di trasporto futuribile forse nemmeno il grande Leonardo avrebbe saputo immaginare. Si tratta di un jetpack, ovvero uno zaino hi-tech in grado di far volare una persona, che utilizza la propulsione a ioni elettromagnetici: in pratica come avviene per i motori dei velivoli spaziali progettati dalla Nasa, si carica con cariche elettriche un fluido (di solito un gas) in modo che i suoi atomi possano essere espulsi in direzione contraria a quella in cui deve muoversi il mezzo di trasporto. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, perché questo tipo di soluzione è ampiamente conosciuta in ambito scientifico.

IL FUNZIONAMENTO – La vera portata rivoluzionaria, cui è stato riconosciuto valore dall’Ufficio brevetti americano, è il sistema con cui verrebbero alimentati i motori: un sistema di piattaforme a terra in grado di trasmettere a distanza le cariche elettriche, garantendo di fatto l’inesauribilità dell’energia a disposizione del pilota. L’idea del jetpack non è certo una grande novità, anzi risale addirittura ai primi anni ’60 quando la Bell Aerospace costruì la Bell Rocket Belt, una cintura cui erano collegati dei razzi, in grado di far volare un uomo, e che divenne celebre in tutto il mondo nel ’96, quando fu mostrata all’inaugurazione delle Olimpiadi di Atlanta. I problemi maggiori di questa tecnologia e di tutte quelle che sono seguite è legato proprio alla continua necessità di rifornirsi di propellente e alla conseguente breve durata dei voli. Persino le compagnie come la Jet Pack International, che hanno aggiornato le tecnologie di quell’epoca, non sono riuscite a spingere il loro modello più avanzato di zaino volante oltre i 19 minuti di durata e i 43 chilometri di autonomia.

RIVOLUZIONE DEL VOLO – L’invenzione della Flight Personal Systems promette, almeno sulla carta, di rivoluzionare il volo personale, con un sistema garantito come eco-compatibile, silenzioso, e più sicuro di razzi ed elicotteri; gli scettici tuttavia nutrono qualche riserva sul fatto che troppa aria ionizzata potrebbe causare gravi problemi di salute al pilota. Anche se venissero fugati questi dubbi e arrivasse sul mercato un jetpack economico in grado di trasportarci velocemente da un luogo all’altro facendoci dimenticare i problemi del traffico, la sua riuscita commerciale non è certo sicura: basta vedere che fine ha fatto il Segway, sulla carta rivoluzionario mezzo di trasporto personale che avrebbe dovuto finire in ogni casa e invece si è ritagliato solo una nicchia di mercato. Sconfiggere l’automobile non sarà facile, nemmeno volando.

Marco Consoli

13 giugno 2007

Fonte: Corriere della Sera

Hotel sospesi nello spazio, regate solari, voli fino al confine dell’atmosfera terrestre per il programma di turismo spaziale europeo presentato alla fiera dell’aviazione di Parigi.

Le nuove frontiere del turismo spaziale avranno, nei prossimi anni , come capitale l’Europa, dopo Russia e Stati Uniti, che con Space Adventures danno la possibilità di un soggiorno sulla stazione spaziale magari con un’escursione nel vuoto.
Alla fiera dell’aviazione di Parigi, come sappiamo da Corriere.it, è stato annunciato, infatti un programma turistico europeo per viaggi dal costo a partire da 150000 euro. La società franco-tedesca Eads Astrium ha parlato infatti, di voli sub-orbitali ad un’altitudine all’inzio di circa 60 miglia, di soggiorni in hotel spaziali a cinque stelle, corse in macchina sulla luna e regate solari a bordo di velieri spaziali.

Già pronta Phoenix, una navicella spaziale riutilizzabile per i voli fino al confine dell’atmosfera che permetterebbe ai passeggeri di sperimentare la mancanza di gravità, mentre è ancora allo studio una navicella molto più potente che salperà per l’hotel spaziale in orbita a circa cento miglia sopra la superficie terrestre, come l’attuale stazione internazionale. Già duecento i biglietti prenotati.

Fonte: Luxgallery

Newsletter

E-mail:

Iscriviti
Cancellati

Categorie
Contatore
Sponsor
Fly-Hostess
Parco Appennino Lucano
Fly Network

 Fly Network   Io Pilota   Non Solo Aerei   facebook-ico   facebook-ico

Airplanes & Airports
A photo on Flickr
A photo on Flickr
A photo on Flickr
Articoli per data
giugno: 2007
L M M G V S D
« mag   lug »
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  
Siti Collegati