ROMA (7 giugno) - Due pianeti esterni al Sistema Solare sono stati osservati da telescopi italiani. Le scoperte, fatte da Gianluca Masi, astrofisico e fondatore del Telescopio Virtuale, e Franco Mallia, dell’osservatorio di Campo Catino (Frosinone), sono state presentate al convegno della Società Astronomica Americana, a Vandenburg. Uno dei pianeti è straordinariamente grande, almeno 12 volte più di Giove, il gigante del nostro Sistema Solare. Oggetti simili non sono mai stati osservati in precedenza, è gli studiosi stanno discutendo se considerare questo gigante un pianeta o una stella.
I risultati sono stati resi possibili grazie alla collaborazione fra i due italiani e altri 15 astronomi fra Belgio, Spagna e Stati Uniti, in particolare Chris Johns-Krull, della Rice University. «È stato come trovare un ago in un pagliaio – commenta Masi – perché le variazioni che permettono di scoprire la presenza di questi pianeti mentre transitano davanti alle loro stelle sono microscopiche, delle eclissi in miniatura. Per vederle servono strumenti calibrati alla perfezione».
Il gigante misterioso che orbita intorno a una stella della costellazione di Camelopardalis (Giraffa), si chiama Xo-3b. «È il primo così grande, tanto che molti astrofisici dubitano che possa essere considerato un pianeta», osserva Masi. Per risolvere il problema le vie sembrano almeno due: ricostruire il processo di formazione del gigante celeste (potrebbe essere nato direttamente dal collasso gravitazionale di una nube interstellare ed essere una stella nana bruna, o essersi formato dal disco di polveri che circondava l’astro centrale, come tutti i pianeti); oppure si può verificare se al suo interno avvengono reazioni nucleari (in caso positivo sarebbe una stella).
Se Xo-3b fosse una stella, allora gli astronomi si troverebbero di fronte a un oggetto ancora più esotico: un sistema binario composto da una stella nana. «Un caso più unico che raro – osserva Masi – dal momento che gli astronomi non ne conoscono altri simili come compagni di stelle normali». Enigmatica, infine, anche l’orbita: è decisamente ellittica, mentre secondo gli astrofisici dovrebbe essere circolare.
Il secondo pianeta extrasolare scoperto dai telescopi italiani è invece privo di misteri. È indicato con la sigla Xo-2b, ha un diametro simile a quello di Giove e una massa di 0.6 volte superiore, completa un’orbita in 2.6 giorni ed il suo sole appartiene ad un sistema binario nella costellazione della Lince.
Fonte: Il Messaggero