Santa Barbara, 6 giu . (Adnkronos) – Lo stato dell’ambiente della Terra, le frane, le alluvioni, i tanti terremoti, la cappa micidiale dell’inquinamento atmosferico. Ma non solo. Il suo sofisticatissimo radar ad apertura sintetica servirà infatti a guidare e supportare anche il lavoro delle nostre truppe militari impegnate in missioni all’estero come quella in Afghanistan. Va in orbita con questi obiettivi Cosmo-SkyMed, il primo satellite italiano interamente duale, costruito cioè per scopi civili e militari, frutto di un accordo tra il ministero della Difesa e l’Agenzia spaziale italiana, che sarà lanciato dalla base americana di Vandemberg, in California, a pochi chilometri da Santa Barbara, domani notte, alle 19.21 ora locale del 7 giugno, le 4.21 dell’8 giugno ora italiana. Cosmo-SkyMed, di completa concezione e realizzazione italiana, volerà nello spazio con un vettore Delta della Boeing. E’ il primo di una costellazione di quattro satelliti radar per l’Osservazione della Terra che verrà completata, lancio dopo lancio, entro il 2009.
Per realizzare tutti e quattro i satelliti sono stati investiti complessivamente circa 1.000 milioni di euro e sono scese in campo le maggiori compentenze tecnico-scientifiche del nostro Paese e le più importanti imprese aerospaziali nazionali, guidate da Thales Alenia Space Italia, come capo commessa che ha anche la responsabilità dell’intero sistema con il segmento sia spaziale che terreno, mentre all’impresa italiana Telespazio è affidata la responsabilità della realizzazione dei segmenti di terra sia civili che militari.
Lo scopo di Cosmo-SkyMed, dunque, è monitorare e sorvegliare tutto il nostro pianeta per gestire i rischi ambientali in termini di protezione civile e per la difesa e la sicurezza nazionale, per ciò che riguarderà il suo lavoro in termini strategici.
La costellazione dei satelliti Cosmo, la più all’avanguardia in campo mondiale sul fronte dell’Osservazione della Terra, avrà però anche compiti scientifici e di ricerca, aprendo così nuovi scenari per lo studio dell’ambiente, dalla botanica alla geofisica, dalla geologia allo studio di ghiacciai e vulcani. Una volta al lavoro Cosmo-SkyMed regalerà un patrimonio di circa 1.800 preziosissime immagini al giorno del nostro pianeta, immagini che avranno una risoluzione anche di un metro per gli scopi civili, ma che potranno raggiungere una risoluzione di pochi centimetri se utilizzato per scopi militari. Con la realizzazione di questo sistema satellitare, così unico e tecnologicamente all’avanguardia, l’Italia ha già chiuso due importanti accordi internazionali per l’utilizzo dei dati. Le intese, nel campo sia civile sia militare per l’Osservazione della Terra, sono state siglate con la Francia, con un accordo intergovernativo, e con l’Argentina, Paese con il quale l’Agenzia spaziale italiana conta già un’intesa nel campo del settore civile. Il satellite una volta in orbita e al lavoro sarà in grado di fornire dati a partire dalla seconda metà di quest’anno, diventando di fatto un sistema satellitare remoto che potrà contare su caratteristiche molto spinte.
Le immagini dei satelliti vengono raccolte dal Centro del Fucino di telespazio in Abruzzo e verranno poi elaborate e trasformate in informazioni dal centro di elaborazione dati dell’Asi di Matera, in Basilicata. Nulla sfuggirà ai satelliti Cosmo-SkyMed nemmeno gli inquinanti che verranno versati nei fiumi o il petrolio che potrà fuoriuscire dalle stive di una petroliera. Così come sotto controllo saranno i movimenti di mezzi e truppe quando gli occhi dei satelliti saranno puntati su uno scenario geopolitico critico, quando non addirittura in guerra.
Fonte: Adnkronos