Monthly Archives: giugno 2007

Quanto influisce il Sole sul clima della Terra?

La Terra si scalda; il clima cambia! Ma qual’è il ruolo del Sole nel riscaldamento globale e nei cambiamenti climatici?


tmpimage Quanto influisce il Sole sul clima della Terra?
Nell’immagine proveniente dalla sonda SOHO, alla lunghezzad’onda di 195A, è stato catturato un Flare, cioè un brillamento solare, di classe X28, uno tra i più energetici mai registrati da un satellite.

Il sole come è ormai noto, è il cuore del Sistema Solare, la fonte di energia che ha reso possibile lo sviluppo della vita sul nostro Pianeta. Nella nostra Stella, avvengono reazioni termonucleari di immane potenza che proiettano nello spazio ingenti quantità di energia. Come un enorme motore l’attività solare è soggetta a fluttuazioni energetiche, ad accelerazioni e decelerazioni, che rispondono a regole ben precise.

Gli effetti delle radiazione solare sulla Terra tuttavia sono molto complessi e potrebbero essere riassunti in tre punti fondamentali
spesso correlati fra loro:

1) La variazione dell’irragiamento solare in base a i cicli di attività della nostra Stella o dovuti a variazioni nella trasparenza
e riflettività atmosferica terrestre.

2) Variazione della radiazione UV che varia notevolmente all’interno di un singolo ciclo solare, con un fattore che va da 2 a 10. Tale variazione causando una maggior produzione di ozono, potrebbe portare ad un surriscaldamento della stratosfera, con ripercussioni su tutta la circolazione atmosferica.

3) Variazione del vento e del campo magnetico solare e la formazione di nubi. Un vento solare intenso interferisce con i raggi cosmici più energetici provenienti dallo spazio profondo influenzando la formazione delle nuvole.

Gli scienziati si chiedono ormai da tempo quale ruolo possa avere la nostra Stella nei cambiamenti climatici del nostro Pianeta e se oggi sia possibile ricondurre l’attuale riscaldamento globale a una maggiore attività solare. Studiando le correlazioni tra l’attività solare e l’andamento delle temperature sulla Terra, gli scienziati hanno trovato spesso delle coincidenze, ma a volte discrepanze sostanziali. Individuate le coincidenze, spesso esaminando i dati paleoclimatici ci si trova di fronte a variazioni nella temperatura superiori a quanto ci si aspetterebbe, con l’intervento della sola attività solare. Da questa osservazione nasce la consapevolezza dell’esistenza di meccanismi di feedback che vanno ad amplificare l’attività solare.

Il Sole come sappiamo è una stella in un certo senso variabile, cioè che possiede dei cicli energetici di varie lunghezze d’onda tra i quali il più famoso, è quello che copre un lasso di tempo compreso tra i 9 e 11 anni. Ebbene, durante gli ultimi due cicli di undecennali, si è misurata una variazione energetica positiva dello 0.1%, corrispondente a circa 1 W/m2.

Ma il dato più rilevante è che, negli ultimi 70 anni, il Sole sta vivendo una fase di incredibile attività con conseguenze sulla nostra atmosfera ancora tutte da verificare, ma che potrebbero spiegare l’impennata delle temperature degli ultimi decenni a livello globale. Per ritrovare un simile livello di attività, bisogna andare indietro di 8000 anni, alla fine dell’ultima grande Era Glaciale.

L’energia totale emessa dal Sole, non corrisponde all’energia che giunge sulla superficie terrestre. Infatti nell’atmosfera sono presenti gas che assorbono in modo diverso la radiazione solare, modificando nello spazio e nel tempo la quantità che riesce a raggiungere la superficie.

Nell’ultimo secolo si è assistito ad una riduzione della luminosità solare, ma in realtà non è il Sole che riduce la propria intensità, bensì è il maggior inquinamento atmosferico a filtrare una buona percentuale di radiazione solare. Il fenomeno ha raggiunto l’apice tra l’inizio del 1900 sino alla fine degli anno 80, per l’utilizzo massiccio di combustibili a base di carbone. Con il progresso tecnologico e una maggior attenzione per l’ambiente e per la nostra salute, si è optato per un utilizzo sempre più contenuto di combustibili solidi a base di carbone. In tal modo la nostra atmosfera nel corso degli ultimi decenni risulta più trasparente, permettendo alla radiazione solare di raggiungere con maggior intensità il suolo. L’aumento delle temperature su scala globale quindi potrebbe essere frutto di un surplus energetico proveniente dalla nostra Stella paradossalmente favorito dall’Uomo.

Luca Savorani

Fonte: Meteolive

Fra un secolo Marte sarà a misura d’uomo


E per il 2030 si ipotizza il primo sbarco dell’uomo sul suolo marziano

marte  200x150 Fra un secolo Marte sarà a misura d’uomo


Secondo il fisico Lowell Wood già alla fine del secolo sarà possibile ‘terraformare’ il pianeta rosso’ e rendere la sua atmosfera simile a quella della Terra. Tutto ciò grazie all’innalzamento della temperatura marziana che così innescherebbe il miscelamento di alcuni gas presenti nel suolo, proprio come è accaduto miliardi di anni fa sulla Terra

Roma, 28 giu. (Ign) – ”Credo ci sia il 50% di possibilità che i bambini di oggi possano presto passeggiare su Marte o nuotare in un lago marziano”. A sostenere questa più che ottimistica ipotesi è Lowell Wood, affermato fisico del Lawrence Lovermore National Laboratory (LLNL), dalle pagine di Space.com. Già alla fine del secolo, secondo lo scienziato americano, il pianeta rosso sarà ‘terraformato’ e sarà possibile la vita.

Per ‘terraforming’ si intende l’alterazione intenzionale di un ambiente fisico per aumentarne l’abitabilità per l’uomo. Fenomeno che, secondo Wood, sarebbe una sorta di impulso primario dell’umanità, destinato a raggiungere qualsiasi corpo celeste del sistema solare alla nostra portata. Fatto sta che – tra Usa, Europa e Giappone – sono decine le missioni in programma fino al 2020. E per il 2030 si prevede il primo sbarco, forse con partenza dalla Luna. Un sogno costoso: 100 miliardi di dollari contro i 24 delle 17 missioni Apollo che portarono 12 uomini sul suolo lunare.

Tanto interesse si spiega con il fatto che, nonostante tutto, Marte rimane l’unico pianeta vagamente simile al nostro: le ultime sonde hanno accertato la presenza di ghiaccio e rivelato temperature sopra lo zero nella stagione marziana più calda. Batteri e altri organismi elementari potrebbero essersi sviluppati in passato e forse continuano anche a sopravvivere. Un meteorite proveniente dal pianeta sembra conservarne tracce fossili.

Secondo il fisico americano, il fattore che finora ci ha impedito di colonizzare Marte e sul quale è necessario agire per uniformarlo alle nostre esigenze, è la sua atmosfera ricca di biossido di carbonio che determina le estreme stagioni climatiche del pianeta. Una missione che non sembra impossibile, se si considera la sorprendente analogia tra l’attuale atmosfera marziana e quella terrestre di miliardi di anni fa: gli stessi processi che hanno prodotto un’atmosfera respirabile sulla Terra, secondo gli scienziati, potrebbero essere riprodotti anche su Marte.

Simulazioni al computer dicono che basterebbe aumentare di 4 °C la temperatura del Polo Sud per scongelare l’anidride carbonica della calotta ghiacciata e innescare un “effetto serra” che porterebbe la pressione da 6 a 100 millibar. A questo punto altri gas si libererebbero dal suolo e in una decina di anni il pianeta si riscalderebbe fino a poter ospitare microorganismi portati dalla Terra, che produrrebbero ossigeno.

Fra gli scettici molti si chiedono per quale motivo l’uomo dovrebbe pensare a un altro pianeta piuttosto che concentrarsi sui problemi che affliggono quello in cui già vive. La risposta degli scienziati è eloquente: il sovrappopolamento e la possibilità di un disastro ambientale globale ci costringono a considerare seriamente la possibilità di colonizzare altri pianeti.

Senza dubbio l’ipotesi di Wood non è nuova, ma l’aspetto curioso della vicenda è che questa volta si tratta di uno dei primi casi in cui uno scienziato affermato avanzi delle proposte concrete fissando una precisa scadenza.

Fonte: ADNKRONOS

Maniglio (DS): "Aeroporto del Salento: buone notizie per i nuovi voli"


antonio maniglio Maniglio (DS): "Aeroporto del Salento: buone notizie per i nuovi voli"

Il presidente del gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra, Antonio Maniglio, ha diffuso la seguente nota.

“Da Brindisi arrivano buone nuove. La Seap e l’assessorato ai trasporti stanno preparando il terreno affinché il bando per l’aeroporto del Salento, che dovrebbe partire il 1° luglio, abbia una riposta positiva da parte delle compagnie aeree. C’è la conferma che la linea espressa da Di Paola e Loizzo nella commissione trasporti, e sostenuta dalla maggioranza di centrosinistra, era l’unica in grado di riaprire veramente la questione di nuovi collegamenti nazionali internazionali da Brindisi.

L’apprezzamento per il lavoro di Loizzo e Di Paola è davvero non formale. Perché ai pochi che hanno lanciato molti lai sulla marginalità del Salento, e che chiedevano in barba a ogni norma giuridica l’annullamento del bando precedente, si è risposto con un lavoro certosino di ricerca sul mercato di compagnie disponibili a investire in voli da e per Brindisi.

Ed è paradossale, in verità, che queste logiche puramente imprenditoriali che hanno ispirato l’iniziativa del dott. Di Paola, e che chiamano in causa le logiche di mercato e i rischi imprenditoriali, non siano state comprese proprio dalle associazioni industriali di Brindisi e Lecce che, dopo aver concertato e condiviso il precedente bando Seap, si sono attestate su posizioni di retroguardia e di tipo statalista. Oggi, però, si deve guardare avanti. La Seap ha già deliberato di collegare l’aeroporto di Brindisi con le principali località turistiche del Salento; c’è la possibilità che il nuovo bando, pensato solo per Brindisi, trovi un riscontro positivo nei vettori nazionali e internazionali; il Salento si avvicina ancor di più all’Europa.

Spetta al Grande Salento adesso mettere in moto le sue energie per promuovere il territorio, per renderlo appetibile sotto l’aspetto turistico e delle attività produttive. I voli ci saranno, ma per far partire o arrivare i viaggiatori c’è bisogno di un territorio dinamico, che punta a crescere e guarda agli scenari globali. Questa è la vera scommessa da vincere”.

Fonte: Brundisium.net

L’Agenzia Spaziale Europea cerca volontari per Marte

marte simulazione LAgenzia Spaziale Europea cerca volontari per Marte

L’ESA sta preparando le future missioni umane sul Pianeta rosso e cerca volontari che desiderino partecipare a una missione simulata della durata di 520 giorni

Raggiungere Marte è ancora un sogno e una delle ultime grandi sfide. Ma un giorno, qualcuno di noi compirà quel viaggio verso il Pianeta rosso. Un viaggio senza possibilità di ripensamenti una volta che la navicella spaziale sarà stata lanciata sulla sua rotta. Questi uomini e queste donne dovranno cavarsela da soli per quasi due anni durante la missione. La loro sopravvivenza sarà nelle loro stesse mani e prima ancora in quelle delle migliaia di ingegneri e scienziati sulla Terra che avranno reso possibile la missione.

L’equipaggio vivrà un’esperienza di isolamento estremo. La Terra non sarà più visibile agli astronauti e un segnale radio impiegherà 40 minuti per viaggiare fino a noi e quindi ritornare agli esploratori dello spazio.

Una missione umana su Marte è, al momento, un progetto ambizioso che va ben oltre quello della Stazione Spaziale Internazionale. Tuttavia, i preparativi sono già iniziati e puntano tutti verso un obiettivo: realizzare una missione esplorativa su Marte, alla quale parteciperanno persone che per 500 giorni vivranno e lavoreranno insieme a bordo. Per studiare i fattori umani di questa missione, l’Agenzia Spaziale Europea, in collaborazione con l’Istituto Russo per i Problemi Biomedici (IBMP), “invierà” un equipaggio di sei persone in una missione simulata su Marte della durata di 520 giorni.

La simulazione segue le fasi di una vera missione su Marte, compresa quella relativa all’esplorazione sulla superficie del pianeta. L’alimentazione sarà identica a quella a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Le simulazioni si svolgeranno sulla Terra, all’interno di una speciale struttura a Mosca. Entro la metà del 2008, sarà avviato uno studio pilota della durata di 105 giorni, forse seguito da un altro di 105 giorni, prima di iniziare lo studio completo di 520 giorni alla fine del 2008 o all’inizio del 2009. L’ESA sta cercando 12 volontari disposti a partecipare alle simulazioni e quindi a collaborare ai preparativi della vera missione su Marte. Saranno necessari quattro volontari per ognuna delle tre simulazioni. La procedura di selezione è simile a quella utilizzata per gli astronauti dell’ESA, ma verrà attribuita più importanza ai fattori psicologici e alla resistenza allo stress che non alla forma fisica. Se siete interessati, troverete maggiori informazioni su questa Ricerca di Candidati e il modulo per presentare la richiesta di partecipazione su: www.spaceflight.esa.int/callforcandidates .

L’ESA cerca inoltre una persona (ogni anno) con un background medico, per seguire i progetti scientifici e tecnici che si svolgono presso la stazione di ricerca antartica Concordia. Per maggiori informazioni, si può consultare lo stesso l’indirizzo web.

Fonte: Newton

Fotovoltaico: controllo dallo spazio

olympus,1 Fotovoltaico: controllo dallo spazioIn un'era tecnologica come la nostra, anche gli impianti fotovoltaici possono usufruire di prestazioni satellitari, per il controllo a distanza.

La soluzione si basa sulle trasmissioni delle informazioni fornite dagli inverter dell’impianto (diagnostica dell’impianto) e un portale web per la loro diretta visualizzazione

Questo approccio consente di verificare l'efficienza della trasformazione da corrente alternata a corrente continua prodotta dal campo fotovoltaico ed eventualmente rilevare possibili interruzioni della connessione dei moduli a livello di singola stringa, ma non di ottenere una valutazione dell'efficienza dell'impianto nel suo complesso.

Per verificare l'efficienza globale dell'impianto, cioè verificare l'effettiva capacità di convertire l'energia solare in energia elettrica, è innanzitutto necessario monitorare in maniera costante due parametri: la radiazione solare incidente sui moduli e la loro temperatura di lavoro.

Tuttavia le problematiche ci sono, ma sono esclusivamente di natura tecnica un po' per tutti noi. Ma per coloro che invece sono del mestiere, le cose sono più semplici di quanto sembrano.

A risolvere gran parte dei problemi, tuttavia ci ha pensato l'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e soprattutto Flyby s.r.l., un' azienda italiana specializzata in servizi di telerilevamento satellitare in tempo reale e in sistemi per il monitoraggio ambientale, la quale ha sviluppato un nuovo sistema di telecontrollo satellitare d'impianti fotovoltaici denominato SolarSAT PV-Controller.

Nella sua versione base PV-Controller consente il controllo remoto via web di impianti fotovoltaici tramite il monitoraggio da satellite in tempo reale della radiazione solare e l’acquisizione di informazioni relative all’impianto mediante un data logger universale (EasyLog), che s'installa presso l’impianto stesso, capace d'interfacciarsi ai modelli d'inverter più diffusi in Europa.

Il data logger è dotato di memoria e di modem GPRS, a cui spetta il compito d'inviare ogni ora al sito web, i dati di produzione dell'impianto, acquisiti da l'inverter ed eventualmente da un contatore ad impulsi che misura con precisione l'energia prodotta dall'impianto.

PV-Controller sfrutta un accurato modello opto-elettronico, basato sulla fusione dei modelli del National Renewable Energy Laboratory (NREL) negli Stati Uniti e del Joint Research Center (JRC), centro di ricerca internazionale della Commissione europea e applicato ai parametri descrittivi dell’impianto.

PV-Controller valuta la produzione oraria attesa dall’impianto e la confronta con quella prodotta effettivamente misurata dal contatore. La produzione attesa viene calcolata sulla base dei dati di irraggiamento solare ora per ora, ricavati dalle osservazioni satellitare e di altri parametri ambientali, come la temperatura dei moduli misurata direttamente o dedotta dai dati di direzione e intensità del vento e di temperatura e di temperatura dell'aria.

Vantaggi di SolarSAT

L'utilizzo del satellite per il monitoraggio della radiazione solare offre i seguenti vantaggi fondamentali.
  • economicità e semplicità d’installazione: il servizio è proponibile anche per piccoli impianti, non necessitando di installazione di sensori presso l'impianto.
  • affidabilità e assenza di manutenzione: il monitoraggio dell’efficienza dell’intero impianto avviene senza dover installare sensori in linea con il campo fotovoltaico che necessiterebbero di verifiche di calibrazione e di interventi di manutenzione periodici. Il dato satellitare è accurato e la sua qualità costantemente sotto controllo.
A questi vantaggi della tecnologia satellitare PV-Controller offre il vantaggio legato al trattamento dei dati ambientali e meteorologici che sono utilizzati per ottenere una diagnosi globale dello stato di funzionamento dell'impianto.

Infine, la capacità dei data logger della famiglia SolarSAT di interfacciarsi come la maggior parte dei modelli di inverter europei, ha consentito di offrire ai gestori di parchi d'impianti che sfruttano diverse tecnologie d'inverter di dotarsi di un unico portale web per la gestione globale.

Il portale PV-Controller può essere completamente personalizzato e consente di gestire impianti con inverter di diverse caratteristiche, mediante uno standard web unico, dotato di una interfaccia user-friendly direttamente accessibile dall’operatore o anche dal cliente finale, mediante password di accesso diversificate, a seconda del livello di dettaglio informativo che il gestore desidera rendere accessibile.

Fonte: Il Professor Echos

Blitz malese per Finmeccanica

Finmeccanica Logov3 Blitz malese per FinmeccanicaAccordo per vendere 20 aerei Atr-72 dopo l’intenzione di Guarguaglini di acquisire il controllo della joint-venture con Eads

MILANO — Pesa sempre più l’aeronautica per Finmeccanica, che punta ancora una volta sugli aerei regionali. Atr, il consorzio che fa capo al gruppo di Pier Francesco Guarguaglini e alla società franco tedesca Eads fornirà a Malaysia Airlines venti velivoli Atr-72-500 da 75 posti, dotati di cabina «Elegance» e delle più moderne tecnologie per il comfort dei passeggeri e strumenti di navigazione. Una commessa da 360 milioni di dollari, secondo il memorandum d’intesa siglato ieri a Villa Madama alla presenza del presidente del Consiglio Romano Prodi e del premier malese Abdullah Hajihamad Badawi, che segue a stretto giro l’accordo di martedì scorso firmato dalla controllata Alenia Aeronautica con la russa Sukhoi per il programma di sviluppo dei Superjet- 100, i jet regionali di nuova generazione.

Finmeccanica conferma così l’ambizione a qualificarsi tra i leader mondiali si questo settore di mercato, tornato da qualche anno a nuova vita anche grazie alla corsa del prezzo della benzina. Almeno per ora, tuttavia, resta irrealizzabile quell’idea di Guarguaglini di acquistare il 50% di Atr in mano a Eads, la controllante di Airbus, per l’indisponibilità di quest’ultima a vendere, lasciando così il campo libero agli alleati-concorrenti di Finmeccanica. Nei soli primi sei mesi del 2007, Atr ha venduto 63 nuovi aeroplani. Dal primo gennaio 2005 sono 218 i velivoli venduti per una valore di 4 miliardi dollari.

Ma se a Est del pianeta la strada per la multinazionale pubblica è spianata, a Ovest qualche nuvola potrebbe addensarsi sul megacontratto da 2 miliardi di dollari per i 78 aerei C-27J Spartan all’esercito Usa, aeri destinati a rinnovare la flotta militare da trasporto a corto raggio americana. Un programma destinato ad accrescere il suo valore fino a 6 miliardi, per la consegna di 207 velivoli in dieci anni, vinto da Alenia in cordata milioni di dollari. Il valore complessivo della commessa di Finmeccanica con L3-Communications e Boeing. Ora l’Autorità americana di controllo sui conti pubblici, Gao (Government Accountability Office) ha annunciato il riesame delle procedure con le quali il Pentagono ha assegnato la commessa.

Un atto scontato dopo il ricorso presentato da Raytheon, il colosso Usa di elettronica per la difesa, rimasto sconfitto insieme alla spagnola Eads Casa. Secondo quanto riportato dall’agenzia Apcom, il Gao si esprimerà sulla fondatezza del ricorso di Raytheon (che non ha fin qui dettagliato le ragioni dell’iniziativa legale) entro il primo ottobre. Nel caso fossero riscontrate irregolarità procedurali, l’Authority potrebbe decidere per la revisione delle offerte presentate dalle due cordate e riaprire una corsa che ha visto impegnato il gruppo italiano negli ultimi due anni.

Paola Pica

26 giugno 2007
Fonte: Corriere.it

Esplosione imminente nello spazio

Dalla Nasa arriva una nuova immagine della stella supermassiccia. Secondo gli esperti potrebbe esplodere da un momento all’altro

850 Esplosione imminente nello spazioA 7500 anni luce dalla Terra si trova una stella misteriosa chiamata Eta Carinae. È un corpo supermassiccio, estremamente brillante, che sta consumando il suo combustibile nucleare a una velocità vertiginosa e che si avvicina inesorabilmente alla sua spettacolare fine. Gli esperti prevedono che Eta Carinae possa esplodere come supernova da un momento all’altro. Quando questo avverrà, dalla Terra sarà possibile vedere uno spettacolo davvero incredibile: l’esplosione potrebbe essere in grado di superare la luna in luminosità apparente.

Dall’incrocio di nuovi dati del Chandra X ray observatory della Nasa con quelli del Telescopio Spaziale Hubble i ricercatori dell’agenzia statunitense hanno elaborato una immagine della stella che rivela molti particolari sulla sua struttura. La componente blu, rivelata da Hubble, rappresenta la fredda emissione ottica del gas e delle polveri eiettati dalla stella. I detriti si dispongono in un guscio bipolare, circondato a sua volta da una nube di materiale con emissione molto debole.

La componente giallo arancio, rivelata dal Chandra, mostra invece l’emissione nei raggi X prodotta dall’urto del materiale eiettato da Eta Carinae contro il gas e le polveri che circondano la stella. Nello scontro il gas si riscalda fino a raggiungere temperature che superano il milione di gradi.
L’immagine non mostra la compagna di Eta Carinae, la cui presenza è però rilevata da variazioni nei raggi X nella regione vicina alla stella.

Eta Carinae ha una massa compresa tra 100 e 150 masse solari, e come tutte le stelle supermasicce ha un’evoluzione molto rapida. Attualmente è molto vicina a un punto di equilibrio instabile, configurazione nella quale la forza di gravità è bilanciata esattamente dall’enorme pressione generata dalla radiazione proveniente dai processi termonucleari interni. In queste condizioni una leggera perturbazione dello stato fisico della stella può causare il rilascio di enormi quantità di materia dalla sua superficie. Già nel 1840, Eta Carinae ebbe un’eruzione che rilasciò un’enorme quantità di materia pari a 10 masse solari. (m.m.)

Fonte: Galileo