WASHINGTON (Reuters) – Il robot telecomandato con cui la Nasa sta esplorando Marte ha scoperto delle tracce che sembrerebbero indicare la presenza in passato di sorgenti di acqua calda sul pianeta. Lo hanno riferito oggi gli scienziati del centro spaziale statunitense sottolineando anche che questa scoperta consente di ipotizzare che una volta ci fosse vita sul Pianeta Rosso.
Il robot a sei ruote Spirit, che sta esplorando il cratere di Gusev a sud dell’equatore marziano, ha scovato una macchia chiara sul terreno composta al 90% da silicio puro, che indicherebbe, secondo gli scienziati, la passata presenza di acqua.
“E’ incredibile”, ha detto in un’intervista telefonica Steve Squyres dell’università Cornell di Ithaca, New York, che è uno dei ricercatori che seguono la missione esplorativa su Marte. “Non abbiamo mai visto niente di simile su Marte”.
Gli scienziati che studiano i risultati delle ricerche su Marte inviati dal robot Spirit sostengono che questa scoperta fornisce un’ulteriore prova che sul polveroso e desolato pianeta una volta c’era l’acqua.
Gli esperti sono ansiosi di stabilire con certezza se su Marte ci sia mai stata dell’acqua, presenza che avrebbe anche qui permesso la crescita di qualche tipo di forma di vita.
Il silicio è un minerale che si trova anche sulla Terra sotto diverse forme, tra cui i quarzi e gli opali, ed è un componente comune della sabbia. Depositi di questo minerale si trovano spesso nei pressi di sorgenti calde dove l’acqua erode più facilmente la roccia.
Al momento, gli scienziati statunitensi hanno offerto un paio di spiegazioni per giustificare la presenza di silicio su Marte: una è che il minerale potrebbe essere derivato dall’interazione del terreno con i vapori acidi prodotti migliaia di anni fa da attività vulcaniche sviluppatesi in presenza di acqua. L’altra è che il silicio sarebbe derivato dall’azione erosiva di sorgenti di acqua calda simili a quelle che si possono vedere oggi in alcune parti degli Stati Uniti o dell’Islanda.
Fonte: Reuters