Monthly Archives: maggio 2007

Finmeccanica: punta al mercato dei caccia addestratori (MF)

Aermacchi M 346 Finmeccanica: punta al mercato dei caccia addestratori (MF)

MILANO (MF-DJ)--La commessa dell’Aeronautica militare italiana per 14 caccia addestratori M-346 di Alenia Aermacchi “potrebbe rappresentare per Finmeccanica il lasciapassare verso altre importanti commesse provenienti dai maggiori eserciti del mondo”.

E’ quanto si legge in un articolo di MF, nel quale si spiega che nel mondo militare vige la legge non scritta secondo cui e’ molto improbabile che le forze armate di un paese straniero acquistino un prodotto fabbricato da un’azienda di un’altra nazione se l’esercito di quest’ultima non se ne e’ dotato.

Ecco perche’ ora Finmeccanica puo’ puntare ad aggiudicarsi un terzo di un mercato, quello dei caccia addestratori, che gli analisti stimano possa arrivare ad un totale di 2 mila aerei nei prossimi 25 anni per un valore di circa 40 mld euro, ed aspettare con fiducia l’esito della gara per l’aereo da trasporto tattico degli Usa, il cui esito e’ atteso per giovedi’ prossimo.

Fonte: Milano Finanza



AIRBUS: QATAR AIRWAYS ORDINA 80 A350XWB

MILANO - Qatar Airways ha siglato una lettera di intenti per l’acquisto di 80 nuovi aeromobili Airbus A350XWB. L’accordo è stato firmato a Parigi presso l’Eliseo dall’amministratore delegato di Qatar Airways Akbar Al-Baker, e dal presidente e CEO di Airbus, Louis Gallois, alla presenza di Sua Altezza lo Sceicco Hamad Bin Khalifa Al-Thani, Emiro dello Stato del Qatar, e di Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica Francese. Ad oggi, grazie a questo accordo, la compagnia aerea del Qatar è la maggiore acquirente per l’A350XWB, nonché la prima nella regione del Medio Oriente. L’accordo di oggi sostituisce quello precedente, firmato nel 2005, che prevedeva l’acquisto di 60 aeromobili A350.

Gli 80 aeromobili includono 20 Airbus A350-800, 40 Airbus A350-900 e 20 Airbus A350-1000, quest’ultimo è il modello più grande della Famiglia A350XWB. Le consegne dei nuovi aeromobili saranno effettuate a partire dal 2013. Qatar Airways utilizzerà gli Airbus A350XWB, oltre ai propri Airbus A330 e A340, per le tratte regionali e a lungo raggio. “Grazie all’A350XWB Qatar Airways disporrà di una flotta modernissima e di ultima generazione. Oltre ad offrire un’imbattibile riduzione dei costi operativi, l’A350XWB beneficia della communalità operativa della cabina di pilotaggio che caratterizza tutti gli aerei Airbus e soprattutto l’A380. La modernizzazione della nostra flotta avverrà così in modo semplice ed economico”, ha dichiarato Akbar Al-Baker, CEO di Qatar Airways.

L’A350XWB è il nuovo aeromobile Airbus ed il più tecnologicamente avanzato al mondo. E’ stato progettato per aumentare la produttività ed offrire ai passeggeri livelli di comfort significativamente maggiori rispetto agli altri aeromobili della sua categoria, riducendo al tempo stesso i costi operativi. Sensibile nei confronti delle tematiche ambientali, l’A350XWB sarà uno degli aeromobili più efficienti della storia per quanto riguarda il consumo di carburante. “Siamo molto onorati che Qatar Airways abbia deciso di acquistare l’A350XWB. Questo rappresenta un preciso segno d’apprezzamento nei confronti del nostro ultimissimo prodotto da parte di una delle compagnie aeree più importanti al mondo”, ha dichiarato il presidente e CEO di Airbus, Louis Gallois. “Qatar Airways è nostro cliente ormai da lungo tempo e suoi ordini includono tutte le nostre famiglie di aeromobili, compreso l’A380. Colgo l’occasione per ringraziarli della loro ultima scelta, ulteriore segno di fiducia nei confronti di tutti i nostri prodotti.”

Qatar Airways è il maggiore operatore Airbus nel Medio Oriente ed uno dei maggiori nel mondo, con una flotta di aeromobili che comprende le famiglie A320, A300/310 e A330/340. E’ anche un cliente dell’Airbus A380, l’aereo simbolo dell’aviazione civile del 21° secolo. Grazie all’utilizzo di materiali più avanzati, quali ali in fibra di carbonio e materiali compositi, che assicurano una riduzione di peso fino al 60%, l’Airbus A350XWB sarà più leggero ed anche più economico. Il modo in cui è stato progettato l’aeromobile, insieme al sistema di manutenzione centralizzato e gli intervalli di manutenzione più lunghi, consentirà inoltre all’Airbus A350XWB di ottimizzare i costi di manutenzione.

Fonte: PRIMA

Google Earth ed ESA: la Terra in vetrina

Accordo tra Google e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). La sezione dedicata al nostro pianeta, Google Earth, esporrà oltre 130 foto satellitari dell’ESA con dettagli di fenomeni naturali e strutture create dall’uomo

Google Earth diventa una vetrina del pianeta. Tempeste di sabbia, eruzioni vulcaniche, grandi strutture architettoniche create dall’uomo. Splendide immagini satellitari dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) messe a disposizione di tutti gli utenti di Google Earth. Alcune inedite, in totale sono 130 e sono state acquisite dai satelliti Esa Enviasat, ERS e Proba.

In realtà molte delle immagini erano già di pubblico Dominio, come da tempo è politica dell’Esa. Tuttavia la disponibilità insieme a Goolge Earth, che lo ricordiamo è un software che permette di vedere il pianeta in 3D combinando immagini satellitari, mappe e funzioni di ricerca, permette di contestualizzarle meglio e anche di sapere che simili immagini esistono e sono a disposizione di tutti. Per poterle visualizzare occore Scaricare e installare il software (da qui, Google Earth è gratuito) e nella barra laterale abilitare la sezione Agenzia Spaziale Europea nel gruppo Contenuto in primo piano. Compariranno sull’immagine tridimensionale del pianeta una serie di luoghi etichettati con il logo dell’Esa. Un clic e il software porta l’utente sul luogo cercato. Un secondo clic sulla finestra dell’Esa e si potrà vedere o addirittura scaricare l’immagine cercata.

Con questa iniziativa, fa sapere l’Esa in una nota, “si potrà intraprendere un viaggio intorno al globo, esplorando immagini dettagliate di stupefacenti artefatti umani e scoprendo i rilevanti cambiamenti subiti dall’ambiente”. Tutte le immagini sono corredate di informazioni utili, ricche di dati e spiegazioni scientifiche.

Fonte: PC più Facile

Il vertice di Eads sapeva dei ritardi nelle consegne dell’A 380

2805 eco eads Il vertice di Eads sapeva dei ritardi nelle consegne dellA 380

I ritardi nelle consegne dell’A 380 erano noti ai dirigenti di Eads. La conferma arriva da un’inchiesta del quotidno parigino La Tribune secondo cui a partire dal 6 marzo 2006 il vertice della società areonautica era a conoscenza dei ritardi che avrebbero colpito la messa in opera del superjumbo europeo. Un’informazione riservata che non è certo sfuggita a Noel Forgeard che ne ha subito messo in atto una strategia che, secondo gli osservatori,non si allontana dall’insider trader. Prova ne è che il 15 marzo l’ex copresidente di Eads ha venduto il pacchetto di azioni posseduto intascando una plusvalenza superiore ai 2 milioni e mezzo di euro.
Un’operazione del genere è stata fatta anche dal direttore finanziario del gruppo. In totale la quasi totalità dei dirigenti di Eads esercita il diritto di vendita dei titoli in loro possesso.
Quanto è bastato a far scattare un’indagine della Consob parigina che ha convocato Arnaud Lagradère, uno degli azionisti di Eads, in qualità di testimone.
Una giornata nera per Eads cui si aggiungono i problemi tecnici sulla carlinga dell’A 350.

Fonte: Euronews

Incontro sul tema “Dirigibili: nuove tecnologie ed opportunità per l’economia”

Ravenna, Italia – Aeromobili dalle “Immense possibilità”
(WAPA) – Sabato scorso, la sala “Cavalcoli” della Camera di commercio di Ravenna ha ospitato un incontro dal titolo “Dirigibili: nuove tecnologie e opportunità per l’economia”.

L’incontro è stato promosso dalla facoltà di Ingegneria dell’università di Bologna, dall’Aero Club di Ravenna, dall’Aidaa, dalla Blu Nautilus e dall’Antenna italiana nel mondo.

Durante l’incontro, il professore Franco Persiani, preside della II facoltà di Ingegneria dell’università del capoluogo romagnolo, ha ricordato che “Agli inizi del novecento l’uomo iniziava a volare: da allora i progressi che ha compiuto in questo senso sono sotto gli occhi di tutti, ed ancora non sono state esplorate tutte le prospettive che questo settore ci offre. Qui sta proprio l’importanza di organizzare convegni come questo, che ci aprono gli occhi circa le immense possibilità che questo tipo di velivoli, i dirigibili, potranno avere nella nostra vita in futuro”.

Fonte: Avionews

Alitalia svaluta la flotta. E’ profondo rosso

Alitalia verso la ri­capitalizzazione; ieri, mentre la protesta degli assistenti di volo proseguiva con la cancel­lazione di 36 voli, il consiglio d’amministrazione ha appro­vato il bilancio 2006 che ha re­gistrato perdite per 626 milio­ni di euro, anche per effetto della svalutazione del valore della flotta per 197 milioni.

Il «rosso», sommato a quello emerso nel primo trimestre 2007 pari a 147 milioni di euro, porta le perdite a 773 milioni, superiori al terzo del capitale (1.297 milioni). Il livello di li­quidità, ridotto di 405 milioni in un anno, risulta sufficiente per i prossimi 12 mesi.

Si determina così, in base al­l’articolo 2446 del Codice civi­le, l’obbligo di ricapitalizzare se entro l’anno la perdita non dovesse ridursi a meno del ter­zo del capitale. Per gli «oppor­tuni provvedimenti» è stata convocata un’assemblea stra­ordinaria per il 26 giugno.

È bene chiarire che ai fini della procedura di gara non cambia nulla: ai concorrenti resta l’obbligo di lanciare l’Opa (offerta pubblica d’ac­quisto) sulle azioni residue una volta che avranno compra­to dal 39,9% al 49,9% dei titoli dal Tesoro. Ma se a ricapitaliz­zare dovrà essere il prossimo proprietario di Alitalia è possi­bile che le nuove offerte, quel­le vincolanti, tengano conto della novità.

Il risultato negativo viene at­tribuito per 429 milioni all’au­mento del prezzo del carbu­rante ( + 16% sul 2005); alla «fortissima crescita della pres­sione dei vettori low cost» sul domestico e internazionale (+40%) ; alla conflittualità sindacale che avrebbe procurato perdite di 100 milioni di euro; alla mancata riduzione dei co­sti (soltanto 5 milioni in me­no) addebitati all’incompleta implementazione del piano Cimoli.

Infine c’è la svalutazione della flotta: un atto resosi ne­cessario ora che la gara proce­de verso la fine, affidato a una società indipendente e a un docente di finanza italiano, che ha coinvolto i 109 aerei in proprietà. Di questi ne sareb­bero stati svalutati solo 50, probabilmente i B777 e B767.

Tornando ai risultati va se­gnalato un au­mento dei rica­vi del traffico del 3,7% e un ri­sultato opera­tivo negativo per 465 milio­ni. Deludente l’evoluzione del traffico con un coeffi­ciente di riem­pimento cre­sciuto del 2,1% (al 73,6%) e un aumento del provento unita­rio pari allo 0,2%. La prevedibi­le evoluzione della gestione va verso un «risultato operativo in miglioramento». Ma si sot­tolinea che se le agitazioni sin­dacali in corso dovessero con­tinuare, tale previsione potrebbe essere riconsiderata.

La gara intanto procede. Og­gi i tre concorrenti potranno avere accesso alla data room e avranno tempo fino al 2 luglio per formulare le offerte vinco­lanti. La compagnia russa Aeroflot, in gara con Unicredit, ha fatto sapere di aver ottenu­to i necessari finanziamenti da banche occidentali e che, nel proprio piano, intende av­valersi dei Superjet della Sukhoi, realiz­zati insieme con l’italiana Alenia.

C’è infine una coda pole­mica della de­cisione del Te­soro di vende­re tutta la pro­pria quota: il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, non la condividerebbe. Proprio Bian­chi ha convocato i sindacati per il 29 maggio. E il consiglio dei ministri ha considerato un «fatto grave» le agitazioni nel­la fase di privatizzazioni. Ma per le sigle in rivolta non ba­sta: serve anche un confronto a Palazzo Chigi.

(dal Corriere della Sera del 24 maggio 2007)

Antonella Baccaro

Fonte: Nuova Agenzia Radicale

Scudo antimissile: Pentagono, fallito test negli Usa

Nello stesso giorno in cui la Corea del Nord ha effettuato con successo un nuovo test missilistico, il sistema di difesa statunitense ha mostrato le proprie falle.

L’ultimo esperimento effettuato oggi, il nono della serie, è fallito, portando a quattro il numero degli insuccessi. Il Pentagono si è affrettato a spiegare che non si è trattato di un malfunzionamento del delicato sistema intercettore, prodotto dalla Boeing, ma di un problema al missile bersaglio. Quest’ultimo, realizzato dalla Lockeed Martin il principale fornitore della difesa Usa, lanciato dall’isola di Kodiak in Alaska, è uscito di rotta ed è stato fatto esplodere con un comando a distanza. “L’intercettore non è stato lanciato perché il bersaglio non ha raggiunto l’altitudine e la distanza prevista”, ha spiegato Richard Lehner dell’Agenzia di difesa missilistica Usa.

Nonostante l’ostilità russa al progetto abbia riportato a un clima di Guerra Fredda i rapporti tra Washington e Mosca, secondo il Pentagono proprio questo fallimento dimostra la necessità di installare parte del sistema di difesa in Polonia e nella Repubblica Ceca. Lehner ha sostenuto che un missile intercontinentale lanciato dall’Iran contro gli Usa potrebbe cambiare rotta e cadere in Europa. I critici del progetto all’interno degli Usa sostengono che anche in caso di successo il test non dimostrerebbe l’effettiva validità del sistema. Gli esperimenti, infatti, si svolgono in condizioni ideali: il bersaglio è lanciato a un’ora prestabilita con una traiettoria nota, salvo quando non devia inaspettamente come è successo oggi. In un vero attacco i missili lanciati dal “nemico” sarebbero decine se non centinaia con altrettante esche e finti bersagli per confondere gli intercettori.

Fonte: Kataweb news