Monthly Archives: aprile 2007

Pioggia di nuovi ordini per Boeing

11:24:08

Pioggia di ordini per Boeing: ha iniziato l’areolinea indiana SpiceJet con un ordine per altri 10 B737-800 “Next-Generation” del valore di listino di oltre 700 milioni di dollari, facendo seguito a precedenti ordini nel febbraio 2005 e nell’agosto 2006, per un totale ordinato finora di 30 B737. E’ stata poi la volta di Oak Hill Capital Partners, un gruppo di private equity, che ha ordinato 6 B777 cargo per un controvalore complessivo di 1,4 miliardi di dollari a prezzi di catalogo.
Dalla Russia il gruppo S7 ha ordinate a sua volta 10 B737-800 “Next-Generation” assicurandosi anche i diritti per ulteriori dieci machine (l’ordine era stato finora segnalato come di “cliente non identificato” sul sito del produttore Usa), per complessivi 705 milioni di dollari. Infine la nigeriana Arik Air ha ordinato 3 B787-9, 2 B777-200 LR e due B777-300 ER, per un controvalore complessivo di 1,5 miliardi di dollari, sempre a prezzi di listino. Anche in questo caso l’ordine finora figurava come “di cliente non identificato”. (l.s.)

Fonte: Soldi On Line

Anche i buchi neri hanno le loro eclissi

Osservato per la prima volta l’oscuramento della radiazione X emessa da un buco nero nell’arco di solo qualche giorno

Poco più di un mese fa abbiamo potuto ammirare l’eclissi di Luna, un fenomeno sicuramente affascinante e ben conosciuto. Ora una ricerca che apparirà nei prossimi giorni sulla rivista Astrophysical Journal Letters ci rivela che anche i buchi neri possono avere delle eclissi.

E’ quello che ha osservato il satellite per astronomia delle alte energie Chandra della NASA, registrando la variazione del flusso dei raggi X emessi dal nucleo della galassia NGC 1365 nell’arco di dieci giorni. Il fenomeno è dovuto al transito di nubi di gas in rotazione intorno al buco nero presente al centro della galassia che, periodicamente, si frappongono tra esso e la nostra linea di vista, riducendo l’intensità della radiazione osservata. La scoperta, frutto dell’intuizione e del lavoro di analisi di due ricercatori dell’INAF- Osservatorio Astrofisico di Arcetri insieme a colleghi statunitensi, ha permesso anche di determinare la dimensione della sorgente di raggi X, un buco nero 30 milioni di volte più massiccio del nostro Sole, risultata grande all’incirca come il nostro Sistema solare. Una stima così accurata sarebbe stata irraggiungibile anche per i più potenti telescopi in attività e per quelli che entreranno in funzione nei prossimi anni.

“Ci sono sorgenti di raggi X nell’Universo note per la loro variabilità, come quella presente nella galassia NGC 1365, che è stata già osservata avere delle notevoli variazioni nell’intensità della radiazione elettromagnetica emessa a distanza di alcune settimane” spiega Guido Risaliti, che con Marco Salvati compone il “duo” italiano che ha guidato la ricerca. “Sospettavamo che queste variazioni potessero avvenire in tempi molto più rapidi, di solo qualche giorno. E le osservazioni di Chandra, realizzate appositamente per chiarire cosa accadesse nel nucleo di NGC 1365, ci hanno dato ragione.”

Il satellite della NASA è stato infatti puntato nell’aprile del 2006 verso la galassia NGC 1365, ed ha misurato per quattro ore ogni due giorni, per un totale di 6 volte, la radiazione emessa nei raggi X dalla regione centrale, che ospita un gigantesco buco nero, un oggetto celeste che da solo emette tanta energia elettromagnetica da superare quella prodotta da tutte le altre sorgenti della galassia – e sono miliardi – messe insieme. I dati raccolti ed analizzati hanno evidenziato una chiara oscillazione del flusso dei raggi X emessi nell’arco di solo qualche giorno. E le responsabili di queste variazioni sarebbero delle nubi di gas in rotazione intorno alla sorgente di raggi X che, frapponendosi nel loro moto tra essa e la nostra linea di vista, eclissano la sorgente assorbendo parte della radiazione e riducendo così l’intensità registrata dagli strumenti di Chandra.

Queste osservazioni, le prime a documentare una “eclisse di buco nero” che si svolge nell’arco di solo qualche giorno, hanno permesso di stimare anche le dimensioni della sorgente, paragonabili a quelle del nostro Sistema solare. “Potrebbe sembrare una sorgente grande, ma la sua estensione è solo un miliardesimo della galassia che lo ospita” prosegue Risaliti. “Questi risultati sarebbero stati impossibili da ottenere non solo con i più potenti telescopi oggi operativi, ma anche quelli che vedranno la luce nei prossimi decenni, a causa delle ‘ridotte’ dimensioni della sorgente e della sua distanza, circa 60 milioni di anni luce da noi, e saranno molto utili agli astrofisici per verificare l’affidabilità delle attuali teorie sulla formazione e l’evoluzione dei buchi neri di grande massa”.

27 aprile 2007

Fonte: Newton

1 5 0 0 V I S I T E

Si si avete letto bene…

Ed è per questo che vogliamo dirvi

1500 volte

!!!GRAZIE!!!

Redazione La Valle

Aeroporto di Brindisi: Lisi, e’ stato inaugurato un aeroporto fantasma


Il Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha tagliato il nastro di una struttura nella quale non si sa se e quali compagnie prenderanno l’impegno di garantire le rotte internazionali.


Brindisi, 24 aprile 2007. L’inaugurazione di un aeroporto fantasma. Altro non è la cerimonia che ha visto protagonista l’intero centrosinistra pugliese, alla presenza del Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, che ha tagliato il nastro di una struttura nella quale non si sa se e quali compagnie prenderanno l’impegno di garantire le rotte internazionali. A tutto ciò bisogna aggiungere che, per assicurare l’attivazione di rotte internazionali che facciano scalo al “Papola”, bisogna creare un bando di gara apposito di cui al momento non v’è traccia.

Ha tanto il sapore di una manifestazione monocolore al solo fine elettorale quella di ieri, salta agli occhi di tutti, infatti, la grandissima scortesia di non aver invitato alcun esponente della passata giunta di centrodestra alla guida della Regione Puglia alla quale si deve il merito di avere profuso grandi sforzi ed effettuato ingenti investimenti che hanno permesso l’ampliamento e l’ammodernamento dell’aeroporto di Brindisi, quello che doveva essere l’aeroporto del “Grande Salento”.

Non è la prima volta che si registrano situazioni incresciose del genere. Evidentemente il Presidente Vendola e i suoi alleati hanno la memoria un po’ troppo corta…

Fonte: Brindisisera

OCEANO COSMICO. A 20 ANNI LUCE, SCOPERTO UN ALTRO PIANETA COME LA "TERRA"!!!

E’ stato individuato dagli astronomi dell’Eso: “Sarà l’obiettivo delle future missioni spaziali in cerca di forme di vita extraterrestre”
- Un pianeta “gemello” per la Terra
- Dista 20 anni luce e ha un clima mite

di ELENA DUSI *

ROMA – Le dimensioni superano di poco quelle della Terra. La temperatura è di tutto comfort: tra zero e 40 gradi. La superficie è rocciosa, a differenza dei grandi pianeti gassosi in cui un essere vivente sarebbe costretto a galleggiare fra i miasmi. Il Sole sorge e tramonta regolarmente, e un anno dura solo 13 giorni. Tutte le condizioni fanno pensare alla presenza di acqua allo stato liquido e quindi, potenzialmente, della vita.

Il pianeta più simile alla Terra, fra quelli scovati finora nelle profondità dell’universo, si trova in realtà dietro l’angolo, astronomicamente parlando. Guardando nella costellazione della Bilancia, a soli 20,5 anni luce da noi, l’European Southern Observatory di La Silla, in Cile, ha individuato tre pianeti che orbitano intorno a una piccola stella, esattamente come la Terra fa intorno al Sole. Fra questi tre pianeti, il più piccolo e il più interno ha tutte le caratteristiche per ospitare la vita. “Grazie alla sua vicinanza e alla sua temperatura – sostiene Xavier Delfosse, uno degli autori della scoperta pubblicata oggi sulla rivista Astronomy and Astrophysics – questo pianeta sarà uno dei primi obiettivi delle future missioni che partiranno alla ricerca di vita extraterrestre. Nella mappa del tesoro dell’universo, bisogna sicuramente segnarlo con una croce”.

Molti degli esopianeti (pianeti che orbitano intorno a una stella diversa dal Sole) osservati finora hanno dimensioni mastodontiche. Il nuovo pianeta, con il suo raggio che è una volta e mezzo quello della Terra, è il più piccolo mai individuato. Un successo attribuito alla precisione degli strumenti dell’Eso, capaci di registrare le oscillazioni della posizione della stella causate dal campo gravitazionale del pianeta. Lo strumento utilizzato (che si chiama Harps, High Accuracy Radial Velocity for Planetary Searcher) è in grado di rilevare a 20 anni luce da qui variazioni di velocità di un corpo celeste pari a 9 chilometri all’ora: un uomo che cammina a passo svelto.

La stella attorno a cui il pianeta ruota, Gliese 581, è una nana rossa molto più debole del Sole. Emette una luce 50 volte più fioca, ed è questo che permette alla nuova potenziale culla della vita di orbitarvi così vicino (a una distanza 14 volte inferiore rispetto a quella che divide Sole e Terra) conservando temperature miti, capaci di mantenere l’acqua allo stato liquido. “Secondo i nostri modelli – sostiene Stéphane Udry dell’osservatorio di Ginevra, il primo firmatario dell’articolo scientifico – il pianeta ha una superficie rocciosa come la nostra Terra, oppure coperta da oceani”.

La caccia alla vita nell’universo partì di fatto nel 1995, anno della scoperta del primo esopianeta. Era il 6 ottobre quando due astronomi dell’osservatorio di Ginevra annunciarono di aver individuato un sistema solare gemello: il pianeta 51 Pegasi-b che ruotava attorno a una stella simile al Sole. Da allora a oggi diverse centinaia di esopianeti sono stati individuati, ma tutti troppo grandi, troppo caldi, troppo freddi oppure gassosi per ipotizzare che la vita così come la conosciamo sulla Terra vi si potesse sviluppare. Per mantenere viva la caccia, a dicembre dell’anno scorso l’Agenzia Spaziale Europea ha lanciato la sonda Corot, incaricata di osservare centinaia di migliaia di stelle nel corso di una missione di due anni. Un momentaneo affievolirsi della luminosità di una stella potrebbe voler dire che uno dei suoi pianeti le sta passando davanti, provocando un’eclissi.

E Corot sarà lì a registrare l’evento. Ancora più ambiziosa la missione Darwin, che l’Esa appronterà entro il 2020. Uno speciale telescopio catturerà la debole luce riflessa dagli esopianeti. Analizzandone lo spettro, riuscirà a determinare la composizione dell’atmosfera, e a capire che aria si respira a casa di Et.

* la Repubblica, 25 aprile 2007

Fonte: www.lavocedifiore.org

Scudo antimissile, America chiama Russia

Washington Un unico scudo, in grado di proteggere da attacchi missilistici gli Stati Uniti, la Russia e i loro alleati, Italia compresa. Washington è pronta a proporre a Mosca un programma di «ricerca e sviluppo tecnico» nel settore della difesa antimissile. Non si tratta di una vaga proposta di «cooperazione passiva», ma di qualcosa di realmente nuovo, che richiede la partecipazione attiva dei partner. Secondo il New York Times, che cita fonti dell’amministrazione americana, la Casa Bianca ha messo a punto una serie di incentivi per convincere la Russia ad accettare l’apertura di basi militari in Polonia e in Repubblica Ceca, dove saranno dislocati dieci missili intercettori e un sistema radar. Tra gli stimoli statunitensi, anche l’autorizzazione ai russi a ispezionare le basi nei Paesi dell’Europa orientale, un tempo alleati di Mosca, previo il nulla osta di Varsavia e di Praga. Le proposte, avanzate in seguito alle richieste di Germania e Francia in primis, sono «più specifiche e concrete» di qualsiasi altra offerta della Casa Bianca al Cremlino, e verranno discusse nei prossimi giorni in occasione della visita a Mosca del segretario della Difesa Usa, Robert Gates, che farà da apripista a quella del capo della diplomazia americana Condoleezza Rice. Gli Stati Uniti, dunque, invitano la Russia a procedere «verso un’integrazione fondamentale dei sistemi» nel settore della difesa missilistica. «Se i colloqui di Gates e Rice a Mosca andranno bene, dell’integrazione dei due sistemi discuteranno anche Bush e Vladimir Putin nei prossimi mesi», precisano le fonti del quotidiano americano. «Nel passato, i russi non hanno preso in considerazione seriamente le nostre offerte di cooperazione. Per questo, Gates e Rice sosterranno pienamente questa nuova offerta. Non concederemo alla Russia un diritto di veto sui nostri programmi, ma proporremo qualcosa che va ben oltre la cooperazione “passiva”, si tratta di una cooperazione attiva e nuova contro minacce comuni», ha spiegato un funzionario dell’Amministrazione, coinvolto nella definizione delle proposte. Le imminenti missioni a Mosca del capo del Pentagono e del braccio destro di Bush, sono state preparate da missioni preliminari in Europa. Dal canto suo, la Russia ieri ha annunciato l’avvio dello sviluppo di un nuovo modello di missile balistico. Secondo quanto rende noto l’Agenzia di stampa ufficiale “Irar-Tass”, citando il comandante Anatoly Zhikarev, entro dieci anni sarà dislocato il nuovo missile. La Russia, ora può contare su sei diversi sistemi missilistici di quarta e quinta generazione. Quattro sono basati su silos fissi, due su rampe mobili.

Fonte: Il Meridiano