Iniziata nel 2003 presso il Boeing Research and Technology Center di Madrid, si è così conclusa da poco la fase di integrazione dei sistemi dell’aereo dimostratore Fuel Cell Demonstrator Airplane e attualmente sono quindi in corso minuziosi collaudi in vista dei prossimi test al suolo e in volo.
«Data l’efficienza e i benefici per l’ambiente dell’emergente tecnologia a celle a combustibile, Boeing vuole essere in prima linea nel suo sviluppo e nell’applicarla a prodotti aerospaziali» afferma Francisco Escartì, direttore generale del centro di ricerca Boeing di Madrid«. Ma in che consite questo innovativo sistema di propulsione? «La cella, o pila, a combustibile è un dispositivo elettrochimico -spiega Escartì- che trasforma direttamente l’idrogeno in elettricità e calore, senza alcun processo di combustione».
Oltre che per le celle Pem, i ricercatori Boeing intravedono un futuro anche per le celle a combustibile ad ossido solido, che potrebbero essere impiegate negli impianti di generazione secondari, come ad esempio l’unità ausiliaria di potenza (Apu-auxiliary power unit). Per un impiego di questa tecnologia nel campo dell’aviazione commerciale bisognerà attendere probabilmente tra i 10 e i 15 anni, avverte però Boeing.
Aperto nel luglio del 2002, il Boeing Research & Technology Center di Madrid fa parte della struttura per le attività di ricerca e sviluppo avanzato di Boeing Phantom Works ed è il primo centro di questo tipo che Boeing ha istituito fuori dagli Stati Uniti. Il centro si occupa dello sviluppo di tecnologie innovative per futuri impieghi aeronautici e per lo realizzazione di questo prototipo ha lavorato a stretto contatto con Boeing Commercial Airplanes, con partner in Spagna e con aziende in Austria, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti.
In particolare, il sistema a celle Pem è stato progettato e realizzato dall’azienda britannica Intelligent Energy. L’azienda spagnola Aerlyper si è invece occupata sia di alcuni lavori di modifica sull’aerostruttura che del montaggio e del cablaggio di tutti i componenti. A sua volta l’azienda francese Saft ha progettato e assemblato le batterie ausiliarie e di riserva, mentre Air Liquide España ha progettato e assemblato l’impianto e il sistema di rifornimento a idrogeno.
Anche la facoltà di Ingegneria Elettronica del Politecnico di Madrid ha collaborato alla progettazione e costruzione dei sistemi di gestione di potenza e della scatola di distribuzione. Test preliminari sono stati poi condotti presso un centro del Politecnico di Madrid e, sempre in Spagna, Senapa metterà a disposizione i suoi impianti e un pilota collaudatore per i test in volo.
Altre aziende fornitrici del progetto per l’aereo a idrogeno sono la Uqm Technologies Inc. (Stati Uniti), la Mt Propeller (Germania), la Tecnicas Aeronauticas de Madrid (Spagna), la Ingenieria de Instrumentacion y Control (Spagna), la Gore (Germania), la Indra (Spagna) e la Inventia (Spagna).
Fonte: La Stampa